La spesa? La faccio con i Gruppi di Acquisto Solidale. Info e indirizzi dei GAS della zona 3

Stanchi di fare la spesa nei supermercati e di affidarvi alla grande distribuzione? O siete tra coloro che, oberati di lavoro, non riescono mai a recarsi nei mercati della zona di Milano in cui vivono? O ancora: vorreste consumare frutta e verdura d cui sapete con certezza la provenienza?

Se avete risposto sì ad almeno una di queste domande, vi vengono incontro i GAS, ossia i Gruppi di Acquisto Solidale. Persone che riunite in pianta stabile (ossia socie) si organizzano per acquistare prodotti a chilometro zero o direttamente dal contadino e distribuirli, dietro pagamento, a chi fa parte della Rete. Evitando così lo spreco di benzina e di energia derivanti dal trasporto, ma non solo: mirando a creare una rete di scambio continuo e di condivisione.

COME ENTRARE A FAR PARTE DI UN GAS
Vi piacerebbe provare ad acquistare tramite un GAS ma non sapete da che parte iniziare? Sotto trovate un elenco dei GAS iscritti a Retegas nella zona 3 con tanto di sito – dove c’è – e indirizzo email, ma prima di contattarli è necessario sapere alcune cose che vi aiuteranno a vivere meglio questa esperienza di consumo critico e responsabile.

Entrare a far parte di un GAS vuol dire prevedere un piccolo impegno settimanale o più volte al mese. Per alcuni Gruppi questo può consistere nell’occuparsi della fornitura di alcuni prodotti, per altri nel dare una mano nella distrbuzione per altri magari nell’occuparsi della comunicazione o altre attività necessarie.

Per acquistare tramite i GAS è consigliabile diventare soci, le quote sono di solito molto basse, ma l’essere socio garantisce che c’è un interesse reale a far parte di quel gruppo e a continuare in quell’attività con costanza. Spesso, alla luce di questo, chi entra a far parte di un GAS lo fa insieme ai propri familiari, ciò non significa che chi vive da solo non può comprare tramite un GAS solo che deve pensare a come gestire al meglio il proprio tempo.
Quanto agli ordini, ogni GAS si organizza in maniera autonoma: c’è chi li raccoglie via mail, chi usa i gruppi chiusi di Facebook, chi la messaggistica istantanea.

gruppi-acquisto-consumatori

DOVE SONO I GAS IN ZONA 3
Di Gas a Milano ce ne sono tanti, ma ci soffermiamo su quelli di chi vive nella zona 3.

GAS CITTÀ STUDI
Dove: piazza Giolitti 6 (viale Romagna accessibile anche da via Mangiagalli 5), presso uno studio medico.

Nato nel 2002 è composto adesso da circa 35 soci e si riunisce la sera ogni primo giovedì del mese. La collaborazione al suo interno è importante, ogni socio infatti è responsabile dell’ordine di un prodotto. Vengono acquistati essenzialmente prodotti biologico dai produttori e il GAS è titolare di un conto presso Banca Etica attraverso il quale gestisce le attività di pagamento e la quota dei soci (1o euro all’anno). Accetta nuovi soci a settembre ed è disponibile a fare tutoraggio ad altri per aprire nuovi GAS.

Per tutte le altre info vi rimandiamo al sito.

GAS Dem
Dove: via Pergolesi 15

Un GAS nato nel 2009 e il cui nome non è scelto a caso. Dem sta ad indicare il carattere volutamente democratico di questo gruppo composto da 50 famiglie e in cui ci sono diversi referenti che si occupano dell’acquisto dei vari prodotti. Ognuno, comunque contribuisce, poi, per quello che può. Interessante sul sito il calendario delle consegne. Info sul sito.

GAS e luce
Dove: Ortica/Lambrate/Argonne

I quartieri interessati da questo GAS sono Ortica, Lambrate e Argonne. Il Gruppo non ha un suo sito Internet, ma è possibile saperne di più scrivendo a benedetto.mariella@gmail.com.

GAS LAMBRATE

Gruppo d’Acquisto Solidale che opera nel quartiere dal 1999, uno dei primi. Al momento non aperto ai nuovi soci, ma come si legge sul sito dei GAS milanesi disposto a fare tutoraggio di nuovi GAS. Anche questo Gruppo non ha un suo sito, ma per tutte le info potete scrivere a questo indirizzo e-mail: gaslambrate@gmail.com.

GAS FELTRE
Dove: via Feltre Milano

Gruppo d’acquisto aperto ai nuovi soci nato nel febbraio 2009. Al momento si pubblicizza tramite il passaparola e non ha uno spazio web. Per sapere dove si trova, quali prodotti vengono acquistate è possibile contattare il GAS via mail:infogaslambrate@gmail.com.

GAS LEONE
Dove: Parrocchia San Leone Magno, via Carnia – Milano

Ad ospitare questo GAS, unico nel suo genere è una Chiesa o meglio la Parrocchia di San Leone Magno. Il Gruppo  fa spazio sia a nuovi soci oltre ad essere aperto al tutoraggio di altri GAS.
Per saperne di più, basta una mail qui: cristina.sala@fastwebnet.it

Home page del GAS Lola

Home page del sito del GAS LoLa

GAS LOLA
Dove: via Porpora 45

Il nome è un acronimo nato da un nucleo di abitanti della zona 3 dei quartieri Loreto e Lambrate che si sono “messi insieme” nel 2008. Un GAS destinato a crescere e che ogni mercoledì si riunisce per la consegna dei prodotti. Il mercoledì è anche il giorno di riunione tra i soci, momento a cui possono partecipare chiunque comunicandolo via mail con qualche ora di anticipo. Un GAS molto attivo che organizza numerose attività come le visite ai produttori e altri eventi che sono visibili all’interno del calendario sempre aggiornato. Tutte le info qui http://www.gaslola.org.

GAS MAMI
Dove: via Astolfo 19

Un GAS aperto a nuovi soci ma non disponibile a fare tutoring a chi ne vuole aprire altri, questo che si trova a due passi dalla Stazione FS di Lambrate. Per entrare in contatto con gli organizzatori basta una mail a questo indirizzo mamigas.milano@gmail.com.

Conoscete altri GAS? Segnalateceli tra i commenti!
Buona spesa con i GAS!

Piano City 2015: tutto quello che c’è da fare a Milano e in particolare nella zona 3 in questo weekend a suon di musica.

Immaginate una città in cui all’interno di un palazzo che non conoscevate, di un giardino, uno spazio recuperato, una scuola, ci sia la possibilità di ascoltare musica, di perdersi dietro le dolci melodie del pianoforte.

Una città che per un weekend – il prossimo – diventi una vera e propria “PianoCity”. Dimenticate l’immaginazione e immergetevi nella realtà. Succede infatti a Milano da venerdì 22 al 24 maggio.

E non solo in zona Duomo, alla GAM o sui Navigli, ma anche nella “nostra” zona 3.

L'home page del sito di Piano City

L’home page del sito di Piano City

I nostri quartieri diventeranno la sede privilegiata di questa bella manifestazione gratuita giunta alla sua quarta edizione.

Cos’è Piano City
Ma di cosa si tratta? Piano City è uno degli eventi più importanti all’interno di Expoincittà, che ha l’obiettivo di portare il pianoforte in ogni angolo della nostra città e in diversi modi:

  • house concerts: come dice la parola stessa sono i concerti all’interno delle case private, per questi è richiesta la prenotazione;
  • cortili: che Milano sia una città che nasconde splendidi cortili spesso inaccessibili è risaputo, questa può essere l’occasione per esplorarli e godere di buona musica. Anche in questo caso per partecipare è richiesta la prenotazione;
  • city concerts: Rotonda della Besana così come la “nuova” Darsena: parchi, piazze, musei e tanto altro per godere la musica. Partecipazione libera fino a esaurimento posti.
  • guest concerts: concerti organizzati da diverse realtà milanesi. Ingresso libero fino a esaurimento
  • Piano Kids: iniziative, laboratori e lezioni per far godere Piano City anche ai più piccoli.
  • Center: il vero cuore di Piano City sono il polo museale Gam e Pac e i giardini di Villa Reale.

Per il programma per intero vi rimandiamo a questo link. http://www.pianocitymilano.it/programma

Cosa succede in zona 3

Nella nostra zona si inizia con Piano City sabato 23, con “Piccole mani… crescono” all’Auditorium Valvassori Peroni, concerto che vede impegnati gli allievi dai 5 ai 20 anni, del Centro Musicale Suzuki di Milano, si prosegue poi con un concerto in Santeria e i tanti concerti privati per i quali è richiesta la prenotazione.

Intensa anche l’attività del quartiere Lambrate dove a ospitare concerti saranno lo Spazio Lambrate sabato 23 alle 17 con il concerto di musica classica ad opera di Gabriele Duranti (Beethoven, Liszt) – ingresso con prenotazione – e domenica sempre alle 17 con il concerto degli allievi della classe di Enrico Tansini che suoneranno brani di Beethoven, Schubert, Mozart.

Il manifesto dell'Associazione Made in Lambrate

Il manifesto dell’Associazione Made in Lambrate

Segnaliamo poi nell’ambito Piano City Kids l’iniziativa organizzata dall’Associazione Made in Lambrate che vede nello Spazio ex Bazzi protagonisti i bambini in due momenti diversi: alle 10 e alle 17 con il programma “Fare musica a Lambrate”. Per maggiori vi rimandiamo al sito dell’Associazione.

Per vedere tutto quello che succede nella zona 3 invece basta un click qui.

Che altro dire? Buon weekend musicale!

Social Street? Ecco cos’ha insegnato a Francesca Vigliani (Social Street via Sismondi a Milano) il rapporto con il proprio quartiere

Francesca Vigliani, l'ideatrice della Social Street di via Sismondi

Francesca Vigliani, l’ideatrice della Social Street di via Sismondi a Milano

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Francesca Vigliani, fondatrice della Social Street di Via Sismondi a Milano in occasione dell’intervista che ci rilasciò qualche tempo fa.

Successivamente, abbiamo condiviso con questo gruppo di cittadini attivi e intraprendenti la loro attività di “Social Cooking”, svolta in collaborazione con California Bakery, dove questi vicini di casa un pochino più “social” della media si sono divertiti a cucinare una Cheesecake in un’abitazione del quartiere, supervisionati da una figura professionale di California Bakery.

Oggi pubblichiamo una piccola ma significativa lista: ciò che la nostra giovane amica Francesca ha imparato in questo periodo, cercando di mettere insieme una community sul territorio.

E’ una serie di punti molto interessante che anche noi – attivi con altre logiche,  ma sempre con l’occhio e il dialogo rivolti al nostro quartiere di riferimento – sentiamo di condividere.

Grazie Francesca, la parola a te.

FRANCESCA VIGLIANI:

Da quando ho iniziato a gestire il gruppo Social Street della mia zona, mi sono interfacciata con persone di tutte le età e provenienze. Non è sempre facile far andare tutti d’accordo e proporre iniziative interessanti ma… ci si prova! Ecco alcune cose che questa esperienza mi ha insegnato fino adesso:

1. Motivazione, motivazione, motivazione

È veramente difficile motivare le persone!

2. Gambe sotto il tavolo? Sì grazie!

Il cibo mette tutti d’accordo: il corso di cheesecake proposto da California Bakery alle Social Street è stata l’iniziativa con più seguito!

3. Milan col coeur in man

I milanesi, di nascita e d’adozione hanno un cuore d’oro: tante le persone della zona impegnate in attività di volontariato di diverso tipo.

4. L’aria che si respira, innanzitutto

Ambiente, un tema importante. Gli abitanti del quartiere sono molto attenti a tutto ciò che ci circonda: segnalano situazioni di degrado e partecipano ad attività green come le Cartoniadi.

5. Siamo animali sociali, online e non

Basta poco per “fare gruppo”, soprattutto nel virtuale.

6. Passaparola, sempre e comunque

Il “passaparola” è un must: non importa se arriva da persone che non si conoscono, ci si fida ciecamente delle esperienze e dei consigli dei membri del gruppo.

7. Voglia di apertura verso timidezza e chiusura
C’è tanta voglia di scambiarsi idee e opinioni ma c’è ancora tanta timidezza.
Sicuramente le Social Street hanno un grande potenziale: bisogna solo trovare la chiave giusta (e il tempo!) per stuzzicare la curiosità degli abitanti del quartiere e per farli uscire dal proprio guscio.

“Viaggio nel tempo e nei luoghi di zona 3”: un film in proiezione allo Spazio Oberdan l’11 maggio

Ci vivete da qualche tempo, ma non è che la conosciate davvero così bene o magari vi siete trasferiti giusto da qualche mese e vi piacerebbe sapere la sua storia, qualcosa sui suoi abitanti, insomma vorreste conoscere meglio la zona 3.

E se a farvi fare un viaggio – neanche tanto immaginario – fosse il cinema? E già perché “Viaggio nel tempo e nei luoghi di zona 3” è un film (vero) e sarà proiettato lunedì 11 maggio alle 21 allo Spazio Oberdan.

Un’ora e un quarto in si ripercorre la zona 3 da Porta Venezia fino al Parco Lambro, soffermandosi su 40 punti di interesse storico, architettonico, sociale e religioso con l’aiuto di esperti e di 6 testimonial.

Il film è promosso dal Consiglio di Zona 3 e realizzato da Slow City, associazione non profit che realizza documentari su aspetti meno conosciuti di Milano.

L’11 maggio avete un impegno? Poco male, potete assistere alla proiezione che si terrà il 17 giugno, sempre alle 21, presso l’associazione Apriti Cielo!, in via Spallanzani 16, zona 3 of course 🙂

Volete un’anteprima del film? Ecco il trailer del film e… buona visione!

Guida all’Expo: i numeri, i temi e cosa non perdersi dell’Esposizione Universale

Ci siamo: i sei mesi dell’Expo sono arrivati. Dall’1 maggio fino al 31 ottobre, Milano sarà meta di turisti e cittadini che si recheranno a Rho per ammirare l’Esposizione Universale. Ma cosa c’è da vedere e soprattutto cosa non bisogna perdersi? E come arrivare? E ancora: quali sono i numeri dell’Expo?
Ecco per voi una breve guida.

I temi
Come sappiamo, il tema è quello dell’alimentazione o meglio come recita il claim “Nutrire il pianeta, energia per la vita” che sarà affrontato secondo 5 percorsi tematici:

  • storia dell’uomo, storie di cibo
  • abbondanza e privazione, il paradosso del contemporaneo
  • il futuro del cibo
  • cibo sostenibile= mondo equo
  • il gusto è conoscenza

I numeri
Prima di entrare – virtualmente – dentro i padiglioni, ecco qualche numero.
L’Esposizione universale avrà la durata di 184 giorni, 150 sono i ristoranti, chioschi e bar dove sarà possibile gustare il cibo che proviene da tutto il mondo, con una previsione di 5887 pasti che saranno consumati durante il giorno. 12mila gli alberi piantati all’interno dell’area Expo che è di 110 ettari, 7mila i volontari al lavoro e 400mila le telecamere dedicate alla sicurezza per 20 milioni (e oltre) di visitatori attesi. I padiglioni sono 80, i Paesi partecipanti 145 e per vedere quali sono, basta un click qui.

Cosa non perdersi
Intanto lo spettacolare Albero della Vita. Se siete passati da Rho prima dell’apertura, sicuramente l’avrete già notato. Si trova al centro della Lake Arena, l’area esterna di Padiglione Italia che, come dice la parola stessa, è una piazza-lago circondata di verde. Dal suo tronco sbocceranno fiori di giorno e la sera luci, suoni, effetti speciali, giochi pirotecnici per dare al pubblico circa 1200 spettacoli, uno ogni ora fino al 31 ottobre.

Un rendering dell'Albero della Vita

Un rendering dell’Albero della Vita

L’albero è fatto di acciaio e legno di larice, è alto 38 metri ed è stato realizzato da un consorzio di 19 aziende (Orgoglio Brescia). Il Padiglione Italia, costruito come un quartiere con borghi e piazzette, si estende per 325 metri e dovrebbe restare fino a dopo l’Expo.

Vi segnaliamo poi quello della Francia che si ispira alle Halles, ossia i tipici mercati francesi coperti con l’arco interno realizzato con 1600 bottiglie di vino. Per il padiglione dell’Olanda ci sarà una grande ruota panoramica mentre, uscendo dall’Europa, interessanti sicuramente il padiglione dell’Angola caratterizzato da un grande baobab e quello dell’Azerbaigian: siate o meno ingegneri, vi stupiranno le 3 sfere trasparenti e soprattutto sospese in aria. E ancora: gli Emirati Arabi con il padiglione formato da una duna di sabbia (opera dell’architetto Norman Forster) e la Cina che ha affidato a Daniel Libeskind la progettazione di un rivestimento a scaglie che ricorda un serpente per quello che è il secondo padiglione più grande dopo la Germania.

Mappa dell'area Expo

Mappa dell’area Expo

All’Expo ci sono poi 9 cluster ossia padiglioni collettivi che accomunati da un tema. Sei riguardano alimenti come cacao, riso, grano, frutta, spezie, caffè e tre la caratteristica geografica che accomuna i Paesi che ne fanno parte: mare e isole, Biomediterraneo e zone aride.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ci soffermiamo su un’ultima cosa: l’Open theatre con il Cirque du soleil che porta in scena lo spettacolo “Alla vita!” con acrobati, mimi e giocolieri (nel cast 23 italiani) e che prenderà il via dal 13 maggio fino al 30 agosto. Se interessati ad assistere, sappiate che il biglietto ha un costo a parte, da 25 euro in su. Info su tickets.expo2015.org.

Quanto costa il biglietto e come arrivare
27 euro il biglietto con entrata in un giorno stabilito, 32 quello open e 5 euro il serale con la possibilità di entrare dalle 19 alle 23. Per tutte le informazioni connesse alla tipologia di biglietti (aperta e non, persone con disabilità, famiglie con bambini ecc) vi rimandiamo a questo link.
Per arrivare all’Expo, chi vive a Milano può prendere la metro fino a Rho Fiera, costo del biglietto 2.50 euro, che, come sappiamo, è prolungata fino alla notte come tutti i mezzi ATM  fino a fine ottobre. Sono previste navette dirette dagli aeroporti.

Guadagnare con Expo
Lo abbiamo già detto in altri post: l’Expo è un’ottima occasione per arrotondare e, perché no, fare conoscenze. Se avete una casa grande o la possibilità di alloggiare altrove, potete “affittare” una stanza o tutto l’appartamento con Airbnb. Se invece volete stare a casa vostra ma amate cucinare e avere gente, potete dar vita a un home restaurant.

Che altro dire? Buona Expo!

Tutto quello che c’è da sapere sull’aprire un home restaurant a Milano, anche in vista di Expo.

Archiviata da qualche giorno la Milano Design Week che ha fatto lievitare i prezzi di stanze e appartamenti su Airbnb e di hotel, la stessa situazione sembra profilarsi (o almeno così spera il turismo milanese) per l’Expo. Data di partenza 1 maggio, fine 31 ottobre 2015.
Se però non avete un appartamento da affittare né tantomeno una stanzetta, ma volete approfittare dell’Esposizione Universale per arrotondare, vi viene incontro l’home restaurant.

Anche se l’inglese lo masticate poco, avrete di certo intuito: sì, parliamo del trasformare la vostra casa in un ristorante. O meglio il salotto, sala da pranzo o cucina abitabile. Insomma, lo spazio che voi dedicate ai vostri pasti… da dedicare agli altri.

Aprire un home restaurant: i primi passi 
Cosa bisogna fare per “aprire” un home restaurant? Intanto, chiariamolo subito: quella che sembra una moda dell’ultimo periodo – ma che in realtà esiste da un po’ di anni – non è un vero e proprio ristorante. Proprietari di casa (ma anche affittuari) decidono di aprire le porte di casa propria a un numero ristretto di commensali (di solito sotto i 10) cui propongono, in genere, piatti preparati da loro.

Cucina italiana o locale, nuove conoscenze, ambiente familiare e la possibilità di sapere che si uscirà da quella cena con la sensazione di avere scoperto qualcosa di nuovo visto che di solito i commensali non si conoscono tra di loro. Gli “home ristoratori”, poi, non si limitano a cucinare ma in alcuni casi organizzano serate a tema e raccontano aneddoti legati alle pietanze proposte.

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Farsi conoscere grazie alle piattaforme di social eating…
Ma come si fa a farsi conoscere?
In tanti casi, grazie a Internet.
Allestita dunque la vostra sala da pranzo, il passo successivo sarà quello di registrarvi su una delle delle piattaforma di “social eating” che fanno incontrare gli host (ossia chi ospita) con chi cerca un posto dove mangiare.

Una di queste è Gnammo. Basta registrarsi con foto, proprio nome, località e dire qualcosa su cosa si offrirà ai propri ospiti (esempio: cucina vegetariana, specialità a base di carne ecc…). Quando si è pronti per “aggiungere posti a tavola”, allora è il momento di “creare l’evento” ossia di scegliere la data in cui si fa il pranzo, la cena o il brunch e di indicare menu e costo a persona. Chi è dall’altra parte ossia cerca un posto a tavola, invece deve solo digitare nel motore di ricerca la città desiderata ad esempio Milano – e magari la zona – per trovare qualcosa che faccia al caso suo.

L'home page di Vizeat, di recente arrivata in Italia

L’home page di VizEat, di recente arrivata in Italia

VizEat è molto simile a Gnammo, anche se i suoi genitori sono francesi e in Italia ci è arrivata giusto qualche mese fa.
Oltre alle piattaforme, conta tantissimo il passaparola, che si alimenta sia online con sito Internet e social media che offline tramite i consigli di chi è rimasto soddisfatto della cena o pranzo che sia.

… ma anche al passaparola online e offline
Gioca molto sulle conversazioni online, sulle offerte last minute tramite i social media oltre che sul passaparola un home restaurant in cui la cucina partenopea e l’atmosfera milanese si mescolano alla perfezione: Da Paoletta, in via Copernico 12, dietro la Stazione Centrale di Milano. “Ristorante” che cambia volto a seconda della stagione: un’accogliente sala da pranzo in inverno, una bella terrazza con vista sullo skyline di Milano in primavera ed estate.

Cosa dice la legge
E la legge? Dal punto di vista legislativo i cuochi non hanno bisogno di particolari permessi e licenze, ma devono comunque fare i conti con la prestazione occasionale che disciplina tutti i lavori che avvengono senza un contratto o una partita IVA: se infatti si resta sotto i 5mila euro lordi l’anno si è esenti dall’obbligo contributivo.

Quella dell’home restaurant non viene considerata un’attività commerciale, ma si tratta pur sempre di somministrazione di cibo e bevande quindi, anche se non serve autorizzazione sanitaria, è sempre preferibile munirsi di un attestato sulla sicurezza alimentare. Per tutti i dubbi in merito vi rimandiamo a questo articolo.

Se conoscete altri siti di social cooking o home restaurant, magari in zona 3, segnalatecelo tra i commenti: saremo ben felici di ampliare il nostro post e le nostre conoscenze!

Il quartiere Ventura – Lambrate protagonista della Design Week. Tanti gli eventi dal 14 al 19 aprile

Ci siamo: a partire da domani, martedì 14, a domenica 19 aprile il quartiere Ventura Lambrate si trasforma e diventa uno dei luoghi cult della Milano Design Week.

Via Ventura, Via dei Canzi, Via Crespi, Via Console Flaminio,Via Massimiano, Via Conte Rosso, Via Sbodio, Via Privata Oslavia, Via Cletto Arrighi saranno percorse da designer, appassionati di design, innovazioni, cittadini di Milano e delle zone vicine, da curiosi…

Tecnologia, incontro tra design e materiali, le università e i giovani talenti: il Fuorisalone organizzato dallo studio Organisation in Design curatore di Ventura Lambrate verterà su questi temi.

Se la curiosità per il futuro e la passione per la tecnologia animano la vostra visita a Lambrate, vi segnaliamo Programmable Furniture, mobili auto assemblanti senza che ci sia l’intervento dell’uomo, realizzati in sinergia tra Woodskin e il Self-Assemlby Lab del MIT di Boston. L’obiettivo? Indagare come i nuovi materiali possono essere programmati e utilizzati per scopi ludici, professionali, di servizio e altro ancora.

La mappa degli eventi a Lambrate a cura  di Ventura Projects

La mappa degli eventi a Lambrate a cura di Ventura Projects

Se invece avete voglia di capire se effettivamente il design può migliorare la nostra vita partendo dall’esplorazione dei bisogni, vi consigliamo la mostra “NEED, when design empowers human potential” che si terrà nello spazio Logotel di via Ventura 15.

Il progetto Venice>> Future vede invece mescolare l’anima artigianale con il mondo digitale della stampa 3D in ceramica,  grazie alla collaborazione tra i Mastri Vetrari di Murano e la galleria lambratese Subalterno1 (organizzatrice dell’esibizione) che potrete trovare in via Conte Rosso 22.

Non solo arte e design a Lambrate, ma una delle novità di quest’anno è la presenza di 24 università da tutta Europa che metteranno in mostra i lavori dei loro studenti sui temi dell’housing puntando in particolare sul riuso delle abitazioni abbandonate.

Queste sono solo delle anticipazioni, curiosi di scoprire tutto quello che potrete trovare passeggiando nelle vie di Ventura Lambrate? Cliccando qui trovate la mappa e tante altre informazioni utili.

La Design Week è un momento importante anche per il quartiere: l’Associazione Made in Lambrate di cui abbiamo parlato in questo post sarà presente nello spazio Arduini e Veroni di via Ventura 3 per raccontare il percorso fatto finora e illustrare i nuovi progetti. Se siete liberi professionisti o abitanti del quartiere, questa è l’occasione per sapere cosa succede (e succederà) intorno a voi.

Questi in generale gli orari di apertura degli spazi durante la Design Week:

14 – 18 aprile: 10-20

19 aprile: 10- 18

Apertura serale mercoledì dalle 20 alle 22.

Buona Design Week!

 

 

[Guest post] Francesca Vigliani, della Social Street Sismondi: Esperimento di Social Cooking con California Bakery riuscito, con ottima Cheese Cake cucinata insieme ai vicini di quartiere.

Abbiamo parlato ormai molte volte delle social street e della loro importanza nel creare uno spirito di comunità all’interno dei quartieri della nostra città. 

In questo post ascoltiamo la testimonianza diretta – da parte delle fondatrice della Social Street di via Sismondi e dintorni che i nostri lettori già conoscono, Francesca Vigliani – di un simpatico esperimento di “cucina insieme” che si è svolto di recente, in partnership con California Bakery.

Lasciamo la parola a Francesca, che ringraziamo per la disponibilità e la simpatia.

“Durante lo scorso inverno sono stata contattata da Francesca Rubboli, insegnante di cucina di California Bakery, che mi ha segnalato l’iniziativa lanciata dall’omonimo ristorante, dedicata alle Social Street. Ovviamente ho subito colto la palla al balzo e ho proposto l’iniziativa sulla bacheca di Via Sismondi.

Social Cooking California Bakery
Il corso proposto alle Social Street è quello della New York cheese cake, un classico americano. Il riscontro è stato subito positivo: un po’ ingolositi dal dolce in questione e dal fatto che il corso fosse gratuito, in molti hanno voluto prenotare il proprio posto.

Lo scoglio più grande è stato trovare una location dove tenere il corso dato che lo scopo dell’iniziativa è quello di ritrovarsi a casa di qualche membro della Social Street. Fortunatamente i gestori del Mercato Comunale di Piazzale Fusina si sono subito fatti avanti mettendo a disposizione la cucina del negozio. In un secondo momento però si è deciso di spostare il corso dal Mercato Comunale alla casa di Bruno e Chicca in quanto era più adatta alla circostanza.

Un momento della Social Cooking

Un momento della Social Cooking

In tutto eravamo 12 persone, tutte donne di diverse età, abitanti in zona. Ognuna ha portato gli utensili necessari per fare la torta, più alcuni ingredienti. Bruno e Chicca si sono gentilmente offerti di procurare gli ingredienti freschi per tutte le partecipanti. Dopo aver steso la crosta di biscotto, aver amalgamato le creme e aver versato il tutto nello stampo, abbiamo riposto tutte le cheesecake in frigo. Nel frattempo, l’insegnante ha infornato una cheesecake per mostrare come sarebbe diventata una volta cotta. Nel frattempo ha tagliato a fette una torta già pronta che abbiamo gustato tutte insieme. Per concludere il bel pomeriggio, Chicca ha stappato una bottiglia di Moscato e abbiamo brindato all’ottima riuscita del Social Cooking.

È stata sicuramente una bella esperienza che ha impressionato tutti positivamente. Sarebbe interessante riproporre iniziative simili ma bisogna ancora abbattere la barriera di diffidenza che le persone hanno nell’invitare sconosciuti a casa propria. Sono sicura che un volta superata la timidezza, sarà possibile riproporre iniziative del genere.

Nel frattempo abbiamo già organizzato una degustazione di birre italiane! Diciamo che non perdiamo tempo!”.

 

Il piacere della bici e la scoperta delle ciclofficine a Milano, da via Celoria a Niguarda.

Primavera: tempo di lunghe passeggiate, di visite al parco, di aperitivi per strada e sicuramente di bicicletta. Perché Milano, nonostante ancora non abbondi in piste ciclabili, vede aumentare le persone che inforcano le due ruote per andare al lavoro, spostarsi da un posto all’altro, andare a fare la spesa o più semplicemente per godersi l’aria aperta e fare un po’ di sport.

Ma se siete tra coloro che hanno chiuso la bici in cantina ad ottobre e non l’hanno più ripresa, sicuramente dovrete fare i conti con un bel po’ di manutenzione da fare. Sistemare le ruote, dare una controllata ai freni, oliare i raggi e tutto quello che può portarvi a stare in strada con serenità. Non siete molto pratici e vorreste un aiuto? Vi vengono in soccorso le ciclofficine, in cui basta andare muniti di voglia di imparare e dove si trovano appassionati di bicicletta che vi insegneranno come fare, ad esempio, a sostituire una camera d’aria o a sistemare il sellino.

bicycle-407215_1280Come funzionano? Intanto, c’è da sapere che sono gestite da volontari e spesso si trovano all’interno di associazioni o comunque di posti in cui magari si mangia e si beve, ma che sposano una filosofia che ha a che fare con il riuso e il riciclo (come ad esempio la ciclofficina di Cascina Cuccagna di cui parleremo sotto). Non essendo dunque dei negozi, sono aperte in determinati giorni della settimana. Si può andare in una ciclofficina muniti dei propri attrezzi (si va lì per imparare!) oppure comprare pezzi di ricambio al prezzo di costo.

Cominciando proprio dalla Ciclofficina Cuccagna, si trova all’interno della Cascina Cuccagna (una cascina ormai diventata punto di ritrovo dei milanesi) ed è aperta il sabato pomeriggio. Siamo in zona Porta Romana, con esattezza in via Privata Cuccagna 2. Tanti i laboratori che vengono organizzati più volte al mese, per saperne di più andate su  www.cuccagna.org.

Spostandoci verso il quartiere Isola, da segnalare è la Ciclofficina Stecca, gestita dall’associazione +bc nella quale, oltre ad imparare ad aggiustare le vostre bici, se non ne avete più una oppure volete fare un regalo, potete acquistare le bici che periodicamente vengono messe all’asta. Questa ciclofficina, che si trova più precisamente in via de Castillia 26, è aperta mercoledì pomeriggio e sabato. Per usufruire dello spazio, viene chiesta una quota annuale di 5 euro. Info su www.piubici.org.

In zona via Padova, con maggior precisione nell’Anfiteatro della Martesana, nel parco tra via Agordat e via Bertelli, invece si trova una ciclofficina che esiste già da 5 anni dal nome Ponte Giallo, aperta ogni domenica dalle 14 alle 18. La ciclofficina oltre ad aiutare a riparare la vostra bici, propone corsi di ciclomeccanica base. Per sapere tutte le novità, vi basta un click qui.

Festa per i 10 anni della Ciclofficina A Ruota Libera,  tratta  dal sito

Festa per i 10 anni della Ciclofficina A Ruota Libera, tratta
dal sito

In zona 3, da segnalare è la ciclofficina A Ruota Libera, nata all’interno della facoltà di Agraria della Statale: a gestirla in maniera del tutto volontaria sono degli studenti di Agraria. Si trova in via Celoria 2 e per arrivarci dovete entrare dal cancello principale della facoltà di Agraria, girare a destra e superare il cancelletto: troverete la ciclofficina nei box nel cortile a sinistra. Aperta il mercoledì e il venerdì dalle 16 alle 19.30 (ma consigliamo di dare sempre un’occhiata al sito per sapere eventuali cambiamenti), oltre a offrire ciò che offrono le ciclofficine, ha uno spazio chiamato cicloteca (con libri sul mondo della bicicletta) e un interessante servizio di bike-sharing gratuito che consente di prendere una bici (sempre ammesso che sia a disposizione) e tenerla per un mese, con un deposito cauzionale di 40 euro.

Altre ciclofficine che segnaliamo sono in zona Niguarda quella gestita dall’associazione UnZa! aperta la domenica dalle 17 alle 19, la Ciclofficina Digitale Ohibò, in via Benaco 1, in genere aperta la domenica e la Ciclofficina CarsSuck, in via Watteau 7 (dentro il Leoncavallo) aperta il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 18. Per le altre, vi rimandiamo a una mappa under costruction che abbiamo trovato sul sito della Ciclofficina di via Celoria.

Ne conoscete altre? Scrivetecelo tra i commenti qui sotto, grazie!

Milano festeggia l’arrivo della primavera con biciclettate ed eventi di quartiere. Dalle giornate del FAI al mercato agricolo di Lambrate.

Festeggiare la primavera? Perché no! D’altra parte, può essere di buon auspicio visto che l’anno scorso a Milano abbiamo dovuto aspettare fino a giugno per poter godere del clima mite. E piogge permettendo – anche se il cielo sembra già fare l’occhiolino al sole – Milano accoglierà l’attesa bella stagione in tanti modi.

Iniziative che coinvolgono i quartieri o che si estendono nei confini nazionali, passeggiate in bicicletta e altro ancora. Tanti gli eventi per chi decide di passare il weekend del 21 e 22 marzo nella città della Madonnina.

Cominciamo con un evento che gli appassionati d’arte avranno già segnato sul loro calendario, assieme alla prima domenica del mese con i musei aperti, “Le giornate del FAI”, giornate organizzate dal Fondo Ambiente Italiano per riscoprire o scoprire ex novo i nostri beni culturali. La manifestazione, giunta alla sua 23esima edizione permette di visitare e ammirare chiese, ville, aree archeologiche, castelli ecc, con un contributo libero (gratis per tutti i soci FAI).

E cosa vedere a Milano? In questo weekend sarà eccezionalmente aperta la Scuola Militare Teulié, che si trova in Corso Italia 58 e che è stata aperta nel 1802. Perché vederla? Perché rappresenta la più antica delle istituzioni create da Napoleone a Milano. Potrete poi ammirare la Chiesa di San Fedele, Palazzo Pirelli e Villa Necchi Campiglio di cui abbiamo parlato  anche qui. Per vedere quali sono gli altri siti aperti al pubblico vi rimandiamo al sito del FAI.

Primavera per tanti vuol dire anche bicicletta. E quale occasione migliore per montare sulle due ruote se non di farlo in gruppo, anzi in mezzo a una folla di appassionati? Se vi va di coniugare la passione per l’arte con la bici, potete vedere su questo link chi organizza gite di gruppo per andare a vedere insieme i monumenti in occasioni delle giornate del FAI e spostarvi all’insegna della mobilità sostenibile.

Un momento di Bicinfesta - foto tratta dal sito Fiab Ciclobby

Un momento di Bicinfesta – foto tratta dal sito Fiab Ciclobby

Se invece volete pedalare, godervi la nostra città con una vera e propria biciclettata, segnatevi la giornata del 22 marzo. Con “Bicinfesta di primavera” – giunta alla 29esima edizione e organizzata da FIAB Milano Ciclobby – si parte alle 10.30 (ma il ritrovo per le iscrizioni è a partire dalle 9 in via Dante, angolo Cairoli) e si arriva alle 12.30 al Centro Sportivo del Corriere della Sera in via Cefalù 40. Il programma della giornata prevede anche delle attività nel pomeriggio e degli appuntamenti “preparatori” in questa settimana. Maggiori info qui

Last but not least: anche il quartiere di Lambrate, o meglio il gruppo Vivi Lambrate, organizza un evento di primavera dal nome “Il sabato di Lambrate – vol. 1 Festa di primavera”.

Inaugurazione di via Conte Rosso del 15 marzo, foto tratta dalla pagina Facebook di Made in Lambrate

Inaugurazione di via Conte Rosso del 15 marzo, foto tratta dalla pagina Facebook di Made in Lambrate

Il 21 marzo nella recentemente restaurata via Conte Rosso e in piazza delle Rimembranze, dalle 10 alle 18, c’è l’imbarazzo della scelta: Red Bazar animerà va Conte Rosso con prodotti di artigiani e artisti mentre chi di solito approfitta del sabato per fare la spesa qui, grazie al mercato agricolo, potrà trovare una selezione di prodotti stagionali e fare degli assaggi, a cura dell’Associazione Made in Lambrate. E poi musicisti e artisti di strada verso Piazza Rimembranze dove lo scambio, o detto all’inglese “swap”, sarà protagonista: potete barattare libri di ogni tipo, ma anche abiti, scarpe, accessori nello spazio allestito dalla Social Street “Residenti in Lambrate”. E ancora: laboratori per grandi e piccini e lettura dei tarocchi.

Che ne dite: ce n’è abbastanza per far partire la primavera?