Tutto quello che c’è da sapere sull’aprire un home restaurant a Milano, anche in vista di Expo.

Archiviata da qualche giorno la Milano Design Week che ha fatto lievitare i prezzi di stanze e appartamenti su Airbnb e di hotel, la stessa situazione sembra profilarsi (o almeno così spera il turismo milanese) per l’Expo. Data di partenza 1 maggio, fine 31 ottobre 2015.
Se però non avete un appartamento da affittare né tantomeno una stanzetta, ma volete approfittare dell’Esposizione Universale per arrotondare, vi viene incontro l’home restaurant.

Anche se l’inglese lo masticate poco, avrete di certo intuito: sì, parliamo del trasformare la vostra casa in un ristorante. O meglio il salotto, sala da pranzo o cucina abitabile. Insomma, lo spazio che voi dedicate ai vostri pasti… da dedicare agli altri.

Aprire un home restaurant: i primi passi 
Cosa bisogna fare per “aprire” un home restaurant? Intanto, chiariamolo subito: quella che sembra una moda dell’ultimo periodo – ma che in realtà esiste da un po’ di anni – non è un vero e proprio ristorante. Proprietari di casa (ma anche affittuari) decidono di aprire le porte di casa propria a un numero ristretto di commensali (di solito sotto i 10) cui propongono, in genere, piatti preparati da loro.

Cucina italiana o locale, nuove conoscenze, ambiente familiare e la possibilità di sapere che si uscirà da quella cena con la sensazione di avere scoperto qualcosa di nuovo visto che di solito i commensali non si conoscono tra di loro. Gli “home ristoratori”, poi, non si limitano a cucinare ma in alcuni casi organizzano serate a tema e raccontano aneddoti legati alle pietanze proposte.

home_restaurant

Farsi conoscere grazie alle piattaforme di social eating…
Ma come si fa a farsi conoscere?
In tanti casi, grazie a Internet.
Allestita dunque la vostra sala da pranzo, il passo successivo sarà quello di registrarvi su una delle delle piattaforma di “social eating” che fanno incontrare gli host (ossia chi ospita) con chi cerca un posto dove mangiare.

Una di queste è Gnammo. Basta registrarsi con foto, proprio nome, località e dire qualcosa su cosa si offrirà ai propri ospiti (esempio: cucina vegetariana, specialità a base di carne ecc…). Quando si è pronti per “aggiungere posti a tavola”, allora è il momento di “creare l’evento” ossia di scegliere la data in cui si fa il pranzo, la cena o il brunch e di indicare menu e costo a persona. Chi è dall’altra parte ossia cerca un posto a tavola, invece deve solo digitare nel motore di ricerca la città desiderata ad esempio Milano – e magari la zona – per trovare qualcosa che faccia al caso suo.

L'home page di Vizeat, di recente arrivata in Italia

L’home page di VizEat, di recente arrivata in Italia

VizEat è molto simile a Gnammo, anche se i suoi genitori sono francesi e in Italia ci è arrivata giusto qualche mese fa.
Oltre alle piattaforme, conta tantissimo il passaparola, che si alimenta sia online con sito Internet e social media che offline tramite i consigli di chi è rimasto soddisfatto della cena o pranzo che sia.

… ma anche al passaparola online e offline
Gioca molto sulle conversazioni online, sulle offerte last minute tramite i social media oltre che sul passaparola un home restaurant in cui la cucina partenopea e l’atmosfera milanese si mescolano alla perfezione: Da Paoletta, in via Copernico 12, dietro la Stazione Centrale di Milano. “Ristorante” che cambia volto a seconda della stagione: un’accogliente sala da pranzo in inverno, una bella terrazza con vista sullo skyline di Milano in primavera ed estate.

Cosa dice la legge
E la legge? Dal punto di vista legislativo i cuochi non hanno bisogno di particolari permessi e licenze, ma devono comunque fare i conti con la prestazione occasionale che disciplina tutti i lavori che avvengono senza un contratto o una partita IVA: se infatti si resta sotto i 5mila euro lordi l’anno si è esenti dall’obbligo contributivo.

Quella dell’home restaurant non viene considerata un’attività commerciale, ma si tratta pur sempre di somministrazione di cibo e bevande quindi, anche se non serve autorizzazione sanitaria, è sempre preferibile munirsi di un attestato sulla sicurezza alimentare. Per tutti i dubbi in merito vi rimandiamo a questo articolo.

Se conoscete altri siti di social cooking o home restaurant, magari in zona 3, segnalatecelo tra i commenti: saremo ben felici di ampliare il nostro post e le nostre conoscenze!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...