Cos’è un cohousing e perché si sta diffondendo sempre più? Intervista ad Alice Barrese, videogiornalista.

Cohousing: solo una moda o un nuovo modo di abitare e coabitare in città e non solo? Stando a quanto dice Greenews, si tratta comunque di un fenomeno in crescita: in tutta Italia i progetti di cohousing avviati sono 20, di cui 3 nella nostra Milano. Inoltre, qualche mese fa si è tenuta per la prima volta Experimentdays, la fiera dell’abitare collaborativo. Per capirne di più ne parliamo con Alice Barrese, videogiornalista, che di recente se ne è occupata per lavoro, ma non solo…

SEI ACASA MILANO:

Alice, nella web serie Sogni Possibili di Donna Moderna avete dedicato ampio spazio a un cohousing nato a Torino, con 8 famiglie che si sono riunite per avviare un progetto di coabitazione comune. Puoi dirci cosa si intende per cohousing e quali sono le sue caratteristiche?

ALICE BARRESE:

“Per Cohousing si intende co-abitare, ossia vivere nello stesso condominio, nel proprio appartamento, ma condividendo alcuni spazi. Rubo le parole alle persone che hanno costituito il Cohousing di Torino e che utilizzano per definirlo:“Uno sforzo per realizzare un luogo dove un gruppo di persone possa godere sia della privacy dei propri appartamenti, che di aree usate assieme. Un modello di vita sociale che tende a favorire l’aumento delle opportunità relazionali”.

SEIACASAMILANO:

In cosa si differenzia dal comprare casa con, ad esempio, una cooperativa?

ALICE BARRESE:

“Mettersi assieme per acquistare un cosiddetto “terra/cielo” vuol dire costituire una piccola “società” (che si chiama cooperativa), utilizzando fondi propri, di terzi, o chiedendo un mutuo ad una banca. Dopo il restauro, con un atto notarile, avviene la divisione in appartamenti (ognuno mette la cifra necessaria per il proprio appartamento) e le aree comuni vengono acquistate assieme. In cosa consistono le aree comuni? Generalmente si mantiene una stanza come ritrovo, o un mini appartamento da mettere a reddito con la formula del b&b, i cui ricavati possono servire per le spese condominiali. Oppure si riserva una stanza da usare come studio professionale, o biblioteca condominiale con una zona per i compiti dei bambini. La formula più usata è quella della cantina con lavatrici e asciugatrici comuni, ma le opzioni sono tante, a seconda delle scelte del gruppo”.

SEIACASAMILANO
Come si viene a conoscenza di un cohousing?

ALICE BARRESE:
Rete Italiana Cohousing raggruppa tutte le esperienze italiane. È utile vedere l’esperienza di chi ci è già passato come il già citato Cohousing Zero di Torino. Si fanno strada anche altre forme di abitare, raccontate a Milano durante l’incontro “Housinglab, la casa nell’era dell’economia collaborativa”. Sono stati fatti alcuni esperimenti, come la coabitazione in condomini tra anziani e studenti a prezzi calmierati. Dell’abitare collaborativo si occupano, e ne parlano, fra gli altri Fondazione Housing Sociale, Abitare sociale, Housing Lab“.

Un momento della progettazione partecipata per il Cohousing Bovisa

Un momento della progettazione partecipata per il Cohousing Bovisa

SEIACASAMILANO:

Quali sono i primi passi da compiere per chi va a vivere in cohousing?

ALICE BARRESE:
“Lo abbiamo chiesto agli abitanti del Cohousing Zero di Torino intervistati per la serie web Sogni Possibili. Questi i loro suggerimenti:
1. Non pensare di poter far tutto da soli. Cercare un’associazione che si occupa di cohousing nel proprio territorio. Unire le forze è fondamentale; non è necessario essere per forza tutti amici, ma è importante avere obiettivi comuni.
2. Abbandonare l’idea della casa dei sogni. Il segreto è parlarsi apertamente, decidere subito cosa è essenziale e cosa superfluo.
3. Ragionare come gruppo, anche quando si chiedono i soldi in banca. Formare una rete: chiedere ai propri parenti di fare da garanti. Parlare di soldi è una cosa che bisogna fare subito. Utilizzare la logica dei GAS, gruppi di acquisto solidale, uniti si risparmia! Fare la “spesa” assieme, dal momento del restauro in poi: acquistare dallo stesso fornitore i materiali per il restauro, fare la spesa con i GAS, gruppi di acquisto solidale, rifornendosi da piccoli produttori locali, stipulare un contratto unico per le forniture elettriche, del gas, ecc
4. Prender tempo per conoscersi e arrivare a decisioni condivise per evitare futuri litigi. Sarebbe meglio arrivare ad una decisione finale non a maggioranza, ma una volta che si è tutti d’accordo.

SEIACASAMILANO:

E i media che spazio stanno dando a questa modalità di coabitazione e come viene vista?

ALICE BARRESE:
“Se ne parla molto, ma non esistono delle vere politiche di agevolazione per chi vuole comprare un condominio per fare questo tipo di esperienza. I paesi del Nord Europa sono più all’avanguardia. Nelle grandi città italiane e soprattutto a Milano, i grossi immobili sono di proprietà di famiglie e non vengono ceduti”.

Rendering del progetto Chiaravalle, interno di un appartamento al primo piano  (foto tratta da  pagina Facebook)

Rendering del progetto Chiaravalle, interno di un appartamento al primo piano
foto tratta da pagina Facebook Cohousing

SEIACASAMILANO:
A proposito di Milano: conosci progetti di cohousing avviati o in corso di avviamento?

ALICE BARRESE:
“Conosco il progetto Cohousing Bovisa, già realizzato, e ho sentito parlare di altri due in fase di progettazione, uno a Chiaravalle ed uno a Melchiorre Gioia” .

SEIACASAMILANO:
Domanda personale: vivresti in un cohousing? Perché sì o perché no?

ALICE BARRESE:

“Certo! Io sono alla ricerca di uno stabile per fare Cohousing a avrei molte idee sui progetti da realizzare….!!

 

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L’eterno dilemma: affitto o acquisto?

Comprare casa o prenderla in affitto?
Il dubbio si pone spesso, specie in tempi economicamente incerti.

Oggi proviamo a darvi qualche elemento di valutazione in più grazie a un’analisi del nostro Centro Studi, che prende come esempio un bilocale di 50 mq in una zona semicentrale di Milano, una situazione in cui molti professionisti e giovani coppie possono riconoscersi.

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Case di Ringhiera – foto: Andrea Zanzivan/Flickr (CC BY-NC 2.0)

Acquisto
L’immobile costa 230.000 € e l’acquirente ricorre ad un mutuo a tasso fisso di 25 anni che finanzia il 63% del valore, pagando una rata di mutuo di 872 €. Possiede quindi un capitale a disposizione di 100.000 €. L’importo del mutuo comprende anche le spese legate all’acquisto dell’immobile: notaio, intermediazione immobiliare, imposte e bolli.
La stima del valore futuro dell’immobile considera una rivalutazione annua pari alla media dell’indice Istat degli ultimi 10 anni.

Chi compra pagherà:
– i costi legati all’acquisto della casa,
– i costi dell’accensione del mutuo (avrà un beneficio fiscale grazie alla detrazione degli interessi passivi),
– le spese di gestione dell’immobile (manutenzione straordinaria e assicurazione).

Affitto
Chi opta per l’affitto paga un canone mensile iniziale di 750 €. Il capitale a disposizione (di 100.000 €) viene investito in un BTP a 25 anni. L’affitto sarà aggiornato ogni anno in base all’indice Istat.
L’inquilino dovrà pagare:
– la registrazione del contratto di locazione (annualmente)

Foto: Silvia-M/Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

Foto: Silvia-M/Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

Risultato finale
Dopo 25 anni, ovvero all’estinzione del mutuo abbiamo calcolato il guadagno ottenuto da entrambi:

  • Proprietario (Valore futuro immobile – rate del mutuo) = 110.794 €
  • Inquilino (Capitale investito – canoni di locazione + eventuale differenza rata mutuo/canone e altri costi benefici) = – 28.973€

Ci sono altre opzioni, come l’affitto con riscatto. Di che si tratta?

Ce lo spiega ancora il nostro Centro Studi:

Si tratta di una formula che prevede la sottoscrizione di un normale contratto di locazione, con contestuale rilascio di opzione da parte della società costruttrice a favore del conduttore che potrà acquistare l’immobile ad un prezzo e a condizioni prefissate.

Il vantaggio per il conduttore, eventualmente futuro acquirente, è relativo alla possibilità di acquisire l’immobile in proprietà ottenendo uno sconto sul prezzo convenuto. Tale deduzione può essere rappresentata dall’intero ammontare dei canoni pagati o da parte di essi a seconda del momento in cui si esercita il diritto d’opzione di acquisto. Lo sconto diminuisce progressivamente in base alla durata della locazione.

Foto: Kekkoz/Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Foto: Kekkoz/Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Speriamo di avervi aiutato… siete pronti a scegliere?

Sei a casa, Milano! Un nuovo blog per la città, e per chi la abita

Il primo post è sempre un po’ così, si deve rompere il ghiaccio e presentarsi e non si sa da dove cominciare.

E allora cominciamo dal nostro nome: Sei a casa, Milano!

Per dire che vogliamo che tutti si sentano a casa, in questa città che amiamo e in cui lavoriamo da trent’anni.

Ma che lavoro facciamo?
Siamo agenti immobiliari Tecnocasa, e il nostro lavoro è fare incontrare le persone con esigenze complementari: chi cerca un acquirente per la propria casa, chi invece è a caccia di una opportunità di acquisto.

Il blog di Tecnocasa Studio 2R a MilanoIn particolare, il progetto Sei a casa, Milano! nasce da un gruppo di quattro agenzie, attive in varie zone della città.

Insieme al blog che state leggendo, abbiamo altri due punti di conversazione in rete: un profilo Twitter e una pagina Facebook, dove vi invitiamo a seguirci.

Abbiamo detto tutto?
Forse no, forse manca il perché lo facciamo.

Lo facciamo perché il nostro lavoro ci ha insegnato che prima di tutto conta incontrarsi, conoscersi, capirsi.

La vendita di una casa è solo una pratica burocratica, quello che fa la differenza – secondo noi – è quanto succede prima, e la soddisfazione che viene dopo.

Anche se il blog ha un giorno di vita, noi lavoriamo così da tanto tempo, e ci troviamo bene.

Oggi che Internet ci dà dei nuovi strumenti per farci conoscere da voi, speriamo ci apprezziate anche qui.

Che ne dite?

Intanto grazie, e buona conversazione!

Cesare, Davide, Roberto