Airbnb: come funziona e quali opportunità offre a Milano – parte seconda.

Nel post precedente abbiamo parlato di Airbnb, delle esperienze di chi l’ha provato e di come possa essere un’ottima occasione per chi ha un’abitazione a Milano per arrotondare e anche fare conoscenze.

Ma come si diventa host (ossia chi dà l’alloggio?) e a quali regole e norme bisogna prestare attenzione prima di imbattersi in questa avventura? Insomma, come funziona?Sostanzialmente per iniziare bisogna registrare il proprio account e come dice il sito stesso “metterci la faccia”.

Quella di Airbnb è soprattutto una community di viaggiatori si chiede all’host di compilare un profilo, con una o più foto e costruire la sua reputazione online. Questo perché chi sceglie l’host deve avere più informazioni possibili.

Le indicazioni per gli host

Le indicazioni per gli host

 

Il passo successivo è “aggiungi il tuo spazio”, ossia mettere una descrizione accurata dell’ambiente e dei servizi offerti, indicando espressamente se si chiede un deposito cauzionale, se sono incluse le spese di pulizie e così pubblicare l’annuncio.

Prima di pubblicare, però, bisogna impostare la disponibilità della casa nel calendario (da aggiornare di continuo!) e il metodo di pagamento. Tutto questo, ovviamente, corredato da belle foto della casa che facciano venire voglia di sceglierla e di… viverla.

Non sapete fare foto “decenti”? Poco male: Airbnb organizza anche il servizio fotografico gratuito.

Fatto questo, bisognerà gestire le varie richieste di prenotazione, notificate via mail o sms.

Dal tasso di risposta e dai rifiuti dipende anche il posizionamento della casa nel motore di ricerca. Affittato l’appartamento la prima volta, si potranno richiedere recensioni agli ospiti, recensioni che ovviamente aumenteranno la vostra reputazione all’interno della piattaforma

Sulla voce a quanto affittare Air bnb non interviene: sta all’host decidere qual è il prezzo giornaliero.

Come si ricevono i soldi? In questa pagina ci sono le risposte a tutte le domande, intanto vi anticipiamo che la piattaforma trattiene il 3% per i costi di servizio, inoltre applica una percentuale all’ospite che va dal 6 al 12%.

Il pagamento viene fatto all’host 24 ore dopo il check in dell’ospite, questo perché chi sceglie l’abitazione deve avere il tempo di verificare se l’appartamento è come descritto nell’annuncio.

 

State per mollare il colpo perché no, voi mica ce l’avete una casa, ma siete in affitto? Airbnb non vieta a chi ha un contratto di locazione di “subaffittare” però si sta tutelando, viste le ultime vicende (a New York un host è stato multato perché le leggi dello Stato vietano di subaffittare per un periodo inferiore ai 29 giorni).

Airbnb dichiara di star lavorando con le amministrazioni locali per capire le varie legislazioni in merito, c’è da dire che accettare i termini di servizio vuol dire dichiarare, dal canto vostro, che avete fatto tutte le verifiche del caso (normative vigenti), compreso anche l’eventuale pagamento della tassa di soggiorno.

Quanto al subaffitto, le regole in Italia parlano chiaro: deve essere sempre contrattualizzato (con regolare registrazione), diversamente è vietato, e comunque tale possibilità, eventualmente, deve essere indicata nel vostro contratto di affitto.

Attenzione: per la legge italiana non è possibile subaffittare totalmente ma solo parzialmente e qualsiasi scelta in merito va comunicata al proprietario (art. 2, l.392/78).

Certo è che prima o poi anche la legge dovrà tenere conto della sharing economy

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Airbnb: come funziona e quali opportunità offre a Milano – parte prima.

Simona ha iniziato per caso, per cercare di “dare un senso” a quella casa di famiglia sfitta da anni a Lambrate.

Vivere a Milano l’ha avvantaggiata perché “è una città piena di eventi e riesco ad affittare di continuo”.
Marco ha comprato un trilocale in via Scarlatti e per aiutarsi a pagare il mutuo affitta una stanza (“quella che in futuro sarà per i bambini”, precisa) nel periodo del Salone del Mobile e ci ha riprovato a settembre con la Settimana della moda.

“Avere gente in casa non mi dà fastidio e poi si tratta di persone che stanno tutto il giorno fuori, che incrocio a malapena”.

Sono solo due delle tante storie di chi per arrotondare, pagare il mutuo o garantirsi un’entrata in un periodo in cui riesce a lavorare poco puntando sul settore immobiliare, ha provato e… trovato Airbnb, il primo sito al mondo in termini di iscritti e utenti per quanto riguarda affitti di abitazioni e camere (singole o condivise).

L'home page di Airbnb

L’home page di Airbnb

E che anche in Italia è sempre più scelto sia da chi affitta che da chi ricerca una sistemazione più abbordabile di alberghi e pensioni.

I motivi? Tanti: tra cui il fatto che la piattaforma è molto intuitiva, il servizio affidabile e soprattutto che l’host (ossia chi affitta uno spazio), a differenza di come avviene con i contratti a uso transitorio o 4+4, ha piena libertà di scegliere a chi concedere l’uso dell’abitazione e anche il periodo in cui farlo, magari approfittando magari dei tanti eventi e delle tante iniziative che ci sono a Milano, praticamente tutto l’anno.

Un esempio? Tra qualche giorno ci sarà l’ Eicma, l’host può decidere di affittarla durante quei giorni e poi magari riprovarci a dicembre durante “Artigianato in fiera”, ossia due appuntamenti che di solito attirano a Milano tantissime persone, per non parlare dell’Expo 2015 per il quale si prevede l’afflusso di 21 milioni di visitatori (!) e pare che uno dei problemi sia proprio quello dell’ospitalità.

expo2015

Stando a quanto riportato su Repubblica qualche mese fa, infatti i posti letto a Milano in hotel 3, 4 e 5 stelle sono 48mila, altri 11mila in strutture più economiche (leggi 1 e 2 stelle) compresi ostelli (che a Milano non sono molti) e bed and breakfast. Facendo due conti, dunque da maggio a fine ottobre la situazione potrebbe essere critica e la possibilità offerta da Airbnb nella città meneghina sempre più concreta.

D’altra parte, sempre restando ai numeri dichiarati dal noto portale, all’ombra della Madonnina Airbnb ha 5mila proprietari di casa per un totale di 6100 annunci (Milano è insieme a Roma e Firenze tra le città più presenti). Inoltre, il portale ha dalla sua che è in concorrenza con gli alberghi che in tanti casi riesce a soppiantare: ci sono zone di Milano dove gli hotel sono pochi e le case riescono a sopperire alla mancanza.

Esempi di annunci a Milano

Esempi di annunci a Milano

Va da sé dunque che per chi ha una casa di proprietà o in affitto, Airbnb può essere un’ottima opportunità sia di guadagno che per conoscere gente e anche  – perché no? – per far parte della nota community di viaggiatori e scambiarsi appunti e note di viaggio.

L’eterno dilemma: affitto o acquisto?

Comprare casa o prenderla in affitto?
Il dubbio si pone spesso, specie in tempi economicamente incerti.

Oggi proviamo a darvi qualche elemento di valutazione in più grazie a un’analisi del nostro Centro Studi, che prende come esempio un bilocale di 50 mq in una zona semicentrale di Milano, una situazione in cui molti professionisti e giovani coppie possono riconoscersi.

casa_ringhiera_milano

Case di Ringhiera – foto: Andrea Zanzivan/Flickr (CC BY-NC 2.0)

Acquisto
L’immobile costa 230.000 € e l’acquirente ricorre ad un mutuo a tasso fisso di 25 anni che finanzia il 63% del valore, pagando una rata di mutuo di 872 €. Possiede quindi un capitale a disposizione di 100.000 €. L’importo del mutuo comprende anche le spese legate all’acquisto dell’immobile: notaio, intermediazione immobiliare, imposte e bolli.
La stima del valore futuro dell’immobile considera una rivalutazione annua pari alla media dell’indice Istat degli ultimi 10 anni.

Chi compra pagherà:
– i costi legati all’acquisto della casa,
– i costi dell’accensione del mutuo (avrà un beneficio fiscale grazie alla detrazione degli interessi passivi),
– le spese di gestione dell’immobile (manutenzione straordinaria e assicurazione).

Affitto
Chi opta per l’affitto paga un canone mensile iniziale di 750 €. Il capitale a disposizione (di 100.000 €) viene investito in un BTP a 25 anni. L’affitto sarà aggiornato ogni anno in base all’indice Istat.
L’inquilino dovrà pagare:
– la registrazione del contratto di locazione (annualmente)

Foto: Silvia-M/Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

Foto: Silvia-M/Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

Risultato finale
Dopo 25 anni, ovvero all’estinzione del mutuo abbiamo calcolato il guadagno ottenuto da entrambi:

  • Proprietario (Valore futuro immobile – rate del mutuo) = 110.794 €
  • Inquilino (Capitale investito – canoni di locazione + eventuale differenza rata mutuo/canone e altri costi benefici) = – 28.973€

Ci sono altre opzioni, come l’affitto con riscatto. Di che si tratta?

Ce lo spiega ancora il nostro Centro Studi:

Si tratta di una formula che prevede la sottoscrizione di un normale contratto di locazione, con contestuale rilascio di opzione da parte della società costruttrice a favore del conduttore che potrà acquistare l’immobile ad un prezzo e a condizioni prefissate.

Il vantaggio per il conduttore, eventualmente futuro acquirente, è relativo alla possibilità di acquisire l’immobile in proprietà ottenendo uno sconto sul prezzo convenuto. Tale deduzione può essere rappresentata dall’intero ammontare dei canoni pagati o da parte di essi a seconda del momento in cui si esercita il diritto d’opzione di acquisto. Lo sconto diminuisce progressivamente in base alla durata della locazione.

Foto: Kekkoz/Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Foto: Kekkoz/Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Speriamo di avervi aiutato… siete pronti a scegliere?

Sei a casa, Milano! Un nuovo blog per la città, e per chi la abita

Il primo post è sempre un po’ così, si deve rompere il ghiaccio e presentarsi e non si sa da dove cominciare.

E allora cominciamo dal nostro nome: Sei a casa, Milano!

Per dire che vogliamo che tutti si sentano a casa, in questa città che amiamo e in cui lavoriamo da trent’anni.

Ma che lavoro facciamo?
Siamo agenti immobiliari Tecnocasa, e il nostro lavoro è fare incontrare le persone con esigenze complementari: chi cerca un acquirente per la propria casa, chi invece è a caccia di una opportunità di acquisto.

Il blog di Tecnocasa Studio 2R a MilanoIn particolare, il progetto Sei a casa, Milano! nasce da un gruppo di quattro agenzie, attive in varie zone della città.

Insieme al blog che state leggendo, abbiamo altri due punti di conversazione in rete: un profilo Twitter e una pagina Facebook, dove vi invitiamo a seguirci.

Abbiamo detto tutto?
Forse no, forse manca il perché lo facciamo.

Lo facciamo perché il nostro lavoro ci ha insegnato che prima di tutto conta incontrarsi, conoscersi, capirsi.

La vendita di una casa è solo una pratica burocratica, quello che fa la differenza – secondo noi – è quanto succede prima, e la soddisfazione che viene dopo.

Anche se il blog ha un giorno di vita, noi lavoriamo così da tanto tempo, e ci troviamo bene.

Oggi che Internet ci dà dei nuovi strumenti per farci conoscere da voi, speriamo ci apprezziate anche qui.

Che ne dite?

Intanto grazie, e buona conversazione!

Cesare, Davide, Roberto