“Viaggio nel tempo e nei luoghi di zona 3”: un film in proiezione allo Spazio Oberdan l’11 maggio

Ci vivete da qualche tempo, ma non è che la conosciate davvero così bene o magari vi siete trasferiti giusto da qualche mese e vi piacerebbe sapere la sua storia, qualcosa sui suoi abitanti, insomma vorreste conoscere meglio la zona 3.

E se a farvi fare un viaggio – neanche tanto immaginario – fosse il cinema? E già perché “Viaggio nel tempo e nei luoghi di zona 3” è un film (vero) e sarà proiettato lunedì 11 maggio alle 21 allo Spazio Oberdan.

Un’ora e un quarto in si ripercorre la zona 3 da Porta Venezia fino al Parco Lambro, soffermandosi su 40 punti di interesse storico, architettonico, sociale e religioso con l’aiuto di esperti e di 6 testimonial.

Il film è promosso dal Consiglio di Zona 3 e realizzato da Slow City, associazione non profit che realizza documentari su aspetti meno conosciuti di Milano.

L’11 maggio avete un impegno? Poco male, potete assistere alla proiezione che si terrà il 17 giugno, sempre alle 21, presso l’associazione Apriti Cielo!, in via Spallanzani 16, zona 3 of course 🙂

Volete un’anteprima del film? Ecco il trailer del film e… buona visione!

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Guida all’Expo: i numeri, i temi e cosa non perdersi dell’Esposizione Universale

Ci siamo: i sei mesi dell’Expo sono arrivati. Dall’1 maggio fino al 31 ottobre, Milano sarà meta di turisti e cittadini che si recheranno a Rho per ammirare l’Esposizione Universale. Ma cosa c’è da vedere e soprattutto cosa non bisogna perdersi? E come arrivare? E ancora: quali sono i numeri dell’Expo?
Ecco per voi una breve guida.

I temi
Come sappiamo, il tema è quello dell’alimentazione o meglio come recita il claim “Nutrire il pianeta, energia per la vita” che sarà affrontato secondo 5 percorsi tematici:

  • storia dell’uomo, storie di cibo
  • abbondanza e privazione, il paradosso del contemporaneo
  • il futuro del cibo
  • cibo sostenibile= mondo equo
  • il gusto è conoscenza

I numeri
Prima di entrare – virtualmente – dentro i padiglioni, ecco qualche numero.
L’Esposizione universale avrà la durata di 184 giorni, 150 sono i ristoranti, chioschi e bar dove sarà possibile gustare il cibo che proviene da tutto il mondo, con una previsione di 5887 pasti che saranno consumati durante il giorno. 12mila gli alberi piantati all’interno dell’area Expo che è di 110 ettari, 7mila i volontari al lavoro e 400mila le telecamere dedicate alla sicurezza per 20 milioni (e oltre) di visitatori attesi. I padiglioni sono 80, i Paesi partecipanti 145 e per vedere quali sono, basta un click qui.

Cosa non perdersi
Intanto lo spettacolare Albero della Vita. Se siete passati da Rho prima dell’apertura, sicuramente l’avrete già notato. Si trova al centro della Lake Arena, l’area esterna di Padiglione Italia che, come dice la parola stessa, è una piazza-lago circondata di verde. Dal suo tronco sbocceranno fiori di giorno e la sera luci, suoni, effetti speciali, giochi pirotecnici per dare al pubblico circa 1200 spettacoli, uno ogni ora fino al 31 ottobre.

Un rendering dell'Albero della Vita

Un rendering dell’Albero della Vita

L’albero è fatto di acciaio e legno di larice, è alto 38 metri ed è stato realizzato da un consorzio di 19 aziende (Orgoglio Brescia). Il Padiglione Italia, costruito come un quartiere con borghi e piazzette, si estende per 325 metri e dovrebbe restare fino a dopo l’Expo.

Vi segnaliamo poi quello della Francia che si ispira alle Halles, ossia i tipici mercati francesi coperti con l’arco interno realizzato con 1600 bottiglie di vino. Per il padiglione dell’Olanda ci sarà una grande ruota panoramica mentre, uscendo dall’Europa, interessanti sicuramente il padiglione dell’Angola caratterizzato da un grande baobab e quello dell’Azerbaigian: siate o meno ingegneri, vi stupiranno le 3 sfere trasparenti e soprattutto sospese in aria. E ancora: gli Emirati Arabi con il padiglione formato da una duna di sabbia (opera dell’architetto Norman Forster) e la Cina che ha affidato a Daniel Libeskind la progettazione di un rivestimento a scaglie che ricorda un serpente per quello che è il secondo padiglione più grande dopo la Germania.

Mappa dell'area Expo

Mappa dell’area Expo

All’Expo ci sono poi 9 cluster ossia padiglioni collettivi che accomunati da un tema. Sei riguardano alimenti come cacao, riso, grano, frutta, spezie, caffè e tre la caratteristica geografica che accomuna i Paesi che ne fanno parte: mare e isole, Biomediterraneo e zone aride.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ci soffermiamo su un’ultima cosa: l’Open theatre con il Cirque du soleil che porta in scena lo spettacolo “Alla vita!” con acrobati, mimi e giocolieri (nel cast 23 italiani) e che prenderà il via dal 13 maggio fino al 30 agosto. Se interessati ad assistere, sappiate che il biglietto ha un costo a parte, da 25 euro in su. Info su tickets.expo2015.org.

Quanto costa il biglietto e come arrivare
27 euro il biglietto con entrata in un giorno stabilito, 32 quello open e 5 euro il serale con la possibilità di entrare dalle 19 alle 23. Per tutte le informazioni connesse alla tipologia di biglietti (aperta e non, persone con disabilità, famiglie con bambini ecc) vi rimandiamo a questo link.
Per arrivare all’Expo, chi vive a Milano può prendere la metro fino a Rho Fiera, costo del biglietto 2.50 euro, che, come sappiamo, è prolungata fino alla notte come tutti i mezzi ATM  fino a fine ottobre. Sono previste navette dirette dagli aeroporti.

Guadagnare con Expo
Lo abbiamo già detto in altri post: l’Expo è un’ottima occasione per arrotondare e, perché no, fare conoscenze. Se avete una casa grande o la possibilità di alloggiare altrove, potete “affittare” una stanza o tutto l’appartamento con Airbnb. Se invece volete stare a casa vostra ma amate cucinare e avere gente, potete dar vita a un home restaurant.

Che altro dire? Buona Expo!

Milano e i musei minori, da Casa Poldi Pezzoli a Porta Venezia (seconda parte)

Lo avevamo già detto in questo post: Milano, a dispetto di quello che comunemente si crede, è una città ricca di cose da vedere, spesso sotto gli occhi di tutti, ma sconosciute ai più. Per aiutarvi a scoprire o riscoprire le bellezze della nostra città, eccoci con la seconda parte del post dedicato ai musei “minori”. Virgolette d’obbligo perché non si tratta, in realtà, di musei più piccoli o inferiori – tutt’altro! – ma di strutture che sono un po’ meno note, ma non per questo meno di prestigio.

Sapevate che, come Roma e altre città d’Italia, anche Milano ha il suo Museo del Risorgimento?

Nato nel 1885, si trova all’interno del settecentesco Palazzo Moriggia, in via Borgonuovo 23, ed è caratterizzato da stampe, sculture, dipinti, armi e cimeli che raccontano il periodo che va dalla prima campagna di Napoleone – di cui si trovano bastone, scettro e mantello indossati durante l’incoronazione a Re d’Italia – fino all’annessione di Roma al regno d’Italia nel 1870. Il museo ospita fino al 29 marzo la mostra “I lavoratori del cibo. Un racconto attraverso fotografie, parole e documenti” . La mostra è a ingresso libero, il museo costa 5 euro.

Restando in zona Brera, di poco più “giovane” è la Casa Museo Poldi Pezzoli con opere di Piero della Francesca, Pollaiolo, Mantegna, Botticelli, Lippi, Hayez, solo per citarne alcuni. Questo museo, quasi distrutto dai bombardamenti del ’43, si è arricchito di recente, grazie a una donazione, di due incisioni di Canaletto. Costo del biglietto: 9 euro. Sempre una Casa, anzi una villa, è Necchi Campiglio che si trova in centro e con esattezza in via Mozart. Anche in questo caso, se non ci siete mai andati, prenotate il prossimo weekend per un giro: ne vale davvero la pena.

Interno del Museo Poldi Pezzoli

Interno del Museo Poldi Pezzoli

La villa, di proprietà del FAI, permette di fare un “viaggio” nel novecentesco mondo dell’agiata alta borghesia milanese e anche di godere dei suoi begli spazi all’area aperta. Costo del biglietto 9 euro, ingresso gratuito per i soci del FAI.

Se invece di arte siete appassionati sì, ma vorreste vedere qualcosa di diverso, vi consigliamo un giro al Wow Spazio Fumetto, in viale Campania 12. Il museo è l’elisir per chi ama i fumetti perché permette di approfondire la loro conoscenza anche nella loro produzione contemporanea. Fino al 15 marzo, il Museo ospita ad esempio la mostra “Siamo tutti Charlie” a ingresso libero, mentre fino al 22, viene incontro ai gusti degli appassionati del fantasy con un’esposizione dal titolo “La magia dell’anello”.

Il costo del biglietto varia a seconda delle mostre, se invece volete farvi un giro gratis potete approfittare della caffetteria, del book shop e delle esposizioni al piano terra.

E se di stare al chiuso non avete più voglia, vi consigliamo di fermarvi a guardare qualcosa che sicuramente avrete visto ma forse senza soffermarvi troppo. Parliamo di Porta Venezia che è un pezzo importante di storia della nostra città alla pari di un museo.

Nota anche come Porta Orientale, Porta Argenta o Renza, al tempo dei romani era un accesso della città. Forse non sapete che la versione attuale – che viene fuori da tante ricostruzioni – occupa sì lo spazio della porta seicentesca ma differisce da quella di allora. Restando nel ‘600, le cronache dicono che è proprio passando da qui che i Lanzichenecchi entrarono a Milano e diffusero la peste. La porta, nel corso dei secoli, venne adibita poi a casello daziario e restaurata dall’architetto Giuseppe Piermarini. In seguito acquisì sempre più valore di monumento e venne restaurata tra il 1827 e il 1828, per arrivare alla versione che vediamo adesso.

Infine, sapete perché si chiama così? Venne dedicata alla città di Venezia rimasta austriaca, dopo la seconda guerra d’indipendenza.

Milano e il liberty: a spasso per la zona 3 tra i Palazzi del primo Novecento.

Milano: un vero e proprio museo a cielo aperto. No, non ci stiamo confondendo con Roma o Firenze che, com’è noto, nascondono ad ogni angolo bellezze e meraviglie da lasciare a bocca aperta chiunque si trovi a passeggiare per le loro strade. Stiamo parlando proprio della nostra città, di quella Milano che ha tanto da offrire a turisti, visitatori anche senza andare a un evento o visitare una mostra. Un vero e proprio museo al quale si accede senza pagare nessun biglietto o fare alcuna coda.

Dove si trova? In quella zona che è circoscritta tra la fermata della metro Rossa di Palestro e corso Buenos Aires denominata la Milano in stile Liberty.

Lo Stile Liberty, o Art Nouveu o stile floreale, è un movimento artistico- filosofico che si è sviluppato a cavallo tra il XIX e il XX secolo e ha influenzato in particolar modo l’architettura, ma non solo. E che a Milano, oltre alla zona di Porta Venezia, riguarda anche il Quartiere Magenta e Isola e la Stazione Centrale

Il nostro giro nel mondo del Liberty a cavallo tra zona 1 e zona 3 non può che iniziare… dall’inizio ossia da Corso di Porta Venezia 47-49. Probabilmente, quando uscite dalla metro Palestro non ci fate molto caso, ma se vi soffermate al civico che vi abbiamo indicato potete vedere il primo edificio liberty della nostra città: Palazzo Castiglioni, costruito dall’imprenditore Ermenegildo Castiglioni, agli inizi del ‘900. Il Palazzo, come tanti altri milanesi, nasce dal lavoro dell’architetto Giuseppe Sommaruga e nasconde una curiosità: in origine c’erano due statue di donne seminude proprio accanto all’ingresso. Giudicate, però, così scabrose che nel 1914 vennero rimosse (e ora si trovano a Villa Romeo). Prendetevi comunque 5 minuti per ammirare i rami e le foglie di bronzo della facciate, in pieno stile Liberty, ne vale davvero la pena.

Restando in zona, via Cappuccini vi darà molto da vedere, a partire dalla Casa Berri-Meregalli in via Cappuccini 8, in pieno stile Liberty, con decorazioni che vi lasceranno di stucco.

Facciata di Casa Berri-Meregalli a Milano

Facciata di Casa Berri-Meregalli a Milano

E già che ci siete approfittatene, sempre in via Cappuccini 3 per vedere Villa Invernizzi ma soprattutto il suo giardino dove, se vi addentrate con lo sguardo, potrete osservare i magnifici fenicotteri rosa di cui abbiamo parlato qui. Il bello di questa zona è che comunque l’occhio spazia da un posto all’altro e se vi capiterà di vedere qualche portone che si apre per fare entrare una macchina, curiosate pure con lo sguardo: c’è tanto da scoprire o quantomeno intuire dell’interno dei palazzi. Se invece preferite soffermarmi sul “mondo esterno”, vi consigliamo le due case di via Mozart 21e via Barozzi 7.

Restando ancora da queste parti, sapevate che a Milano le case hanno orecchi anzi… orecchio? In via Serbelloni 10, c’è l’orecchio di marmo di Casa Sola-Busca, un tempo, neanche a dirlo, usato come citofono.

casa sola busca

Il particolare dell’orecchio di Casa Sola-Busca

Andando verso Porta Venezia, in via Malpighi 3 un’occhiata la merita Casa Galimberti, datata 1905 e coperta da ceramiche decorate con fiori e figure umane. Restate lì, anzi spostatevi di qualche numero civico attraversando la strada: al 12 c’è Casa Guazzoni, costruita un anno più tardi. A questo punto potete proseguire verso via Frisi dove, all’angolo con via Melzo c’è il Cinema Dumont (sede della Biblioteca Venezia di cui abbiamo parlato nel nostro post dedicato alle biblioteche) mentre merita una visita Casa Campanini in via Bellini 11 che, insieme a Palazzo Castiglioni rappresenta uno dei migliori esempi del liberty con le sue cariatidi di cemento e i motivi floreali.

Se non siete ancora stanchi potete andare dall’altro lato di corso Buenos Aires, direzione Caiazzo e con più precisione in via Pergolesi 16, dove c’è la meno nota ma non per questo meno interessante Casa Ciapessoni, che risale al 1910 ed è opera dell’architetto Speranza.
Sicuri che a Milano ci sia poco da vedere?

 

 

Da Lambrate on air a Calvairatesburgh, ecco la Milano raccontata dai blog

Milano? Una città di blogger e blog. E non intendiamo soltanto coloro che vivono all’ombra della Madonnina e fanno questo di mestiere o ci provano a farlo, ma che il capoluogo meneghino, oltre a essere protagonista di tantissime guide cartacee, è raccontato, in modalità diverse anche online. Che, spesso, vedono protagonisti anche i quartieri.

Come ad esempio Milano Isola, blog che racconta tra le sue pagine le realtà di un quartiere da qualche anno rivalutato e sempre più di tendenza, non solo per la movida, ma anche come posto dove andare ad abitare. Tante le sezioni del menu, tra cui  “People”, in cui si raccontano progetti e iniziative che riguardano il quartiere. Un blog che  è anche un ottimo servizio per chi, pur vivendo in quella zona, non è sempre a conoscenza di ciò che succede a qualche manciata di metri da casa sua.

Mercato delle Pulci piazzale Cuoco (foto tratta dal   blog Calvairatesburgh)

Mercato delle Pulci piazzale Cuoco (foto tratta dal blog Calvairatesburgh)

Calvairatesburgh è non solo un blog, ma una vera e propria comunità digitale e fisica. Uno spazio in cui si racconta, come si legge d’altra parte sulla pagina Facebook, “molto più che tutto sul quartiere in ascesa nella topografia milanese”. Il blog fa da aggregatore di una zona di Milano fino a qualche tempo fa scarsamente considerata e che invece vede i suoi abitanti, i “Calvairates” appunto. molto attivi nell’organizzare incontri, aperitivi sociali, nel rivalutare varie zone del quartiere come il mercato delle Pulci di Piazzale Cuoco.

Spostandoci ancora più a Est e con precisione nella zona 3, Lambrate on air, come dice lo stesso titolo, racconta in maniera puntuale e precisa cosa succede nel quartiere di Lambrate, Ortica e Città Studi, tra restyling, eventi (come la nascita del Cinema Martinitt, qualche giorno fa), iniziative comunali, circoli e tanto altro ancora e dedicando anche ampio spazio ai locali che si trovano nel quartiere e alle loro promozioni. Perché sapere cosa succede nel quartiere è importante, ma lo è anche la vita notturna. E non solo per i residenti.

L'home page del blog Lambrate on air

L’home page del blog Lambrate on air

Spostandoci dalla dimensione di quartiere, da segnalare sicuramente è il blog Onalim – Milano al contrario che racconta la città “ironica, sentimentale, buffa e imperfetta”. Una Milano che viene suddivisa in “cose da fare”, “natura”, “lavoro”, “cultura”, “musica” che sono alcune delle sezioni che troverete nel blog. Una città diversa da come viene descritta nei media tradizionali e che poco ha a che fare con la “Milano da bere” o della “Milano città della moda”.

La nostra carrellata di blog potrebbe continuare ancora, ma chiudiamo segnalandovi un blog da aggiungere tra le vostre pagine preferite. Milano da vedere, curato dall’Associazione omonima, si propone appunto l’intento di far conoscere il capoluogo sotto tanti punti di vista: dai posti in cui fare colazione alla Milano del passato, ai luoghi da visitare fino alle passeggiate in bicicletta.
Perché Milano si conosce anche online.

Milano e i musei “minori”: dal Museo dello stadio di San Siro a Casa Boschi in Buenos Aires (prima parte).

Chagall e Van Gogh a Palazzo Reale, Klein e Fontana nel contiguo Museo del Novecento e ancora le fotografie di Walter Bonatti a Palazzo della Ragione, a solo una manciata di metri più in là.

Di esposizioni, in questo inizio d’anno, a Milano ce ne sono tante, per non parlare, poi, della possibilità ogni domenica del mese (la prossima l’1 febbraio) di vedere musei gratis come la Pinacoteca di Brera e tanti altri.
Eppure quello che forse molti non sanno e per cui Milano di certo non è nota, è che ci sono tanti musei minori sparsi per la città che incontrano i gusti più svariati: dagli appassionati di calcio e tifoseria a quelli che hanno un forte interesse per il mondo dei liquori, per non parlare poi chi “trova una sua dimensione” a curiosare tra flaconi e boccettine di profumo. E tanto altro ancora.

Particolare del Museo San Siro

Particolare del Museo San Siro

Curiosi di saperne di più? Procediamo per ordine e iniziamo dallo sport più amato dagli Italiani: il calcio. La città di Inter e Milan è l’unica ad avere un museo all’interno del suo stadio: San Siro. Come immaginerete, se deciderete di farci una visita, lo spazio è dedicato alla storia delle due squadre di calcio. Costo del biglietto è di 17 euro, comprensivo di tour dentro lo stadio. Aperto ogni giorno dalle 9.30 alle 17, per info un click qui.
Se amate i distillati, vi tocca un giro in via Resegone (zona Maciachini) per vedere la Collezione Branca all’interno della quale si trovano insegne, immagini in bianco e nero, poster firmati dai collezionisti, bozzetti di campagne pubblicitarie degli anni ’70 e ’80 e tanto altro ancora. Segnatevi sull’agenda come giorni possibili per vedere tutto: lunedì, mercoledì o venerdì dalle 10 alle 15, solo su prenotazione, scrivendo a collezione@branca.it.

Perdete ore e ore ad annusare i vari tester in profumeria? In via Messina, 55, zona Cenisio, c’è ciò che fa per voi: il Museo del Profumo, dove si trovano anche opere artistiche di Dalì, Viard e si può ripercorre la storia di come le essenze hanno migliorato e migliorano la nostra vita. Si può vederlo solo con visita guidata (costo 10 euro) e fare gli onori di casa è Ermanno Della Villa, storico e giornalista.

Mic - Museo Interattivo del Cinema

Mic – Museo Interattivo del Cinema

Non saranno famosi come il Museo del Cinema di Torino, ma anche il Museo Interattivo del Cinema e il Museo del Manifesto Cinematografico hanno da dire la loro. E se siete appassionati della Settima Arte, un salto vi tocca di certo farlo.

Il primo si trova in viale Fulvio Testi ed è dedicato al precinema e cinema delle origini oltre che al cinema di animazione milanese. Come si intuisce dal nome e si legge sul sito: “le postazioni interattive permettono di divertirsi smontando, rimontando, doppiando sequenze cinematografiche, di approfondire diverse tematiche scegliendo l’argomento, l’autore, il periodo da una vasta library (al momento 50 ore di filmati a tema), di connettersi con tutte le cineteche e archivi filmici del mondo”. Il MIC è aperto da martedì a domenica, dalle 15 alle 18, il biglietto, di 5,50, include anche le eventuali proiezioni in programma.

Il Museo del Manifesto Cinematografico, in via Gluck, a un tiro di schioppo dalla Stazione Centrale, è per tutti gli appassionati di cinema che troveranno qui locandine (d’altra parte il nome lo lascia intuire), manifesti, affiches, foto di scena di film che vanno da Fellini a Hitchcock, da Visconti a Kubrick e tanto altro ancora. Ingresso 5 euro, anche qui dal martedì alla domenica, dalle 14 alle 19.

Last but not least, se cercate qualcosa di gratuito e che vi lasci senza respiro a due passi da una via delle vie dello shopping, vi consigliamo la Casa Boschi di Stefano, dietro Corso Buenos Aires. Ne avevamo già parlato qui, ma non potevamo non reinserirla anche perché, purtroppo, non è così nota. Opere di Carrà, Boccioni, Sironi e tanti altri ancora oltre ad arredi che vi lasceranno estasiati.
Così come Milano: una città che stupisce. Sempre.

Vivere a Milano: musei, palazzi e chiostri da vedere… gratis tutto l’anno.

Vivere a Milano può voler dire tante cose: abitare nella capitale economica d’Italia, nella città della moda, nel luogo in cui tutte le novità del mondo digitale “arrivano prima”.

Ma forse in pochi sanno che abitare all’ombra della Madonnina vuol dire avere tante possibilità di respirare arte e cultura e di farlo spesso in modalità rigorosamente low cost, addirittura gratis.

Non sarà un museo a cielo aperto come Roma, ma Milano porta con sé una manciata di curiosità e di voglia di scoprire.

Oltre alle grandi mostre ed esposizioni temporanee, Milano ha davvero tante da offrire, e tutti i mesi dell’anno: palazzi, case private, musei molto particolari e tanto altro ancora.

Sapevate ad esempio che a una manciata di minuti a piedi da Corso Buenos Aires c’è un vero e proprio museo gratuito dedicato all’arte moderna?

Definirlo museo non è esatto, si tratta in verità di un’abitazione privata, la Casa Boschi Di Stefano, ricca di opere del XX secolo, tra cui quadri di Morandi, Carrà, Fontana.

Donata dai coniugi alla città di Milano, si trova a qualche metro di distanza dalla fermata rossa della metropolitana Lima.

Gli interni della Casa Boschi Di Stefano - foto: Václav Šedý

Gli interni della Casa Boschi Di Stefano

Spostandosi a piedi o prendendo i mezzi pubblici e arrivando fino a San Babila, una tappa merita sicuramente il Palazzo Isimbardi, accessibile da via Vivaio e da Corso Monforte.

Probabilmente lo avrete già sentito nominare perché ospita la sede della Provincia, ma forse non sapete che vi si possono ammirare le sale, il giardino e le tante opere d’arte, tra cui una di Giovanbattista Tiepolo nella sala della Giunta, del tutto gratuitamente, da soli o in gruppo, il mercoledì dalle 18 e il venerdì dalle 10.

Le visite sono guidate e vanno prenotate.

Palazzi ma anche cortili nascosti, e neanche troppo. D’altra parte, avreste mai pensato di vivere in una città dove ci sono dei fenicotteri rosa?

Per vederli basta sbirciare all’interno del giardino di Villa Invernizzi, dalle parti della metro Palestro, in via dei Cappuccini 3.

Né la villa né il giardino sono aperti al pubblico, ma per i fenicotteri il discorso non vale: si mostrano quasi sempre nella loro bellezza se avete occhio e la pazienza di aspettare una manciata di minuti.

Una visita merita, poi, dalle parti di Maciachini il Museo della macchina da scrivere.

Per arrivare fin qui, spogliatevi della concezione tradizionale di museo e armatevi di curiosità e voglia di fare domande: Umberto Di Donato, presidente dell’omonima associazione che gestisce il museo, sarà ben lieto di rispondervi e raccontarvi di quella volta in cui, ad esempio, inviò sul set del film su Adriano Olivetti 64 macchine da scrivere o di mostrarvi quale macchina fu donata dalla scrittrice Matilde Serao.

Il museo ha ad oggi 1200 macchine.

Spostandoci più verso est, esattamente in viale Campania, un altro museo molto singolare è Wow Spazio Fumetto che offre numerose mostre, a pagamento sì, ma con anche la possibilità di vedere gratuitamente le esposizioni al piano terra e di accedere alla biblioteca.

Wow - Spazio Fumetto - foto Wow Spazio Fumetto

Wow – Spazio Fumetto

Il nostro giro termina in centro con una tappa “obbligata” al chiostro della Basilica di Santa Maria delle Grazie, molto più nota per il Cenacolo di Leonardo (che si può vedere solo su prenotazione) che appunto per il suo chiostro detto “delle rane” o chiostro piccolo.

Il nome gli è stato “regalato” dalle ranocchie in bronzo che ornano la fontanella al centro.

Un angolo bellissimo di Milano che risale al ‘400 e che viene ritenuto opera di Bramante come la tribuna adiacente.

Un altro angolo di Milano in cui immergersi ed assaporare tutto quello che questa città ha da offrire, ma soprattutto da scoprire.