Muoversi a Milano e nella zona 3 grazie al bikesharing e al carsharing (anche elettrico).

Siete sempre stati degli automobilisti convinti, ma da qualche tempo a questa parte state pensando di lasciare sempre più la macchina nel box e affidarvi a una mobilità diversa. Non solo mezzi pubblici, ma anche tutto ciò che ha a che fare con lo sharing: condivisione di bici, di macchine, automobili elettriche e quello che offre la città di Milano. Già, ma cosa offre? E cosa in particolare si può fare nella zona 3 per spostarsi? Lo vediamo insieme in questa breve panoramica.

Cominciamo con le bici. Oltre ad avere una bici propria (che potere riparare o sistemare grazie alle ciclofficine disseminate nella nostra città), se avete paura che ve la rubino (e in caso vi consigliamo un salto su questo sito dove potere sapere come ovviare alla cosa o come muovervi in caso succeda), potete tranquillamente usufruire del bike sharing. A Milano sono in tanti a farlo, anzi come segnala il sito del comune  sono sempre più i ciclisti urbani che prendono le due ruote in prestito.

bikemi-milanoCome funziona? Con il servizio BikeMi un abbonamento annuale costa 36 euro con la prima mezzora gratuita, superata la quale, pagherete 50 centesimi ogni mezzora fino a un limite massimo di 2 ore, per poi passare, superate le 2 ore, a 2 euro l’ora. L’idea è infatti che la bici non debba essere tenuta tutto il giorno, ma che appunto sia parcheggiata e poi ripresa, infatti superate per 3 volte le 2 ore viene annullato l’abbonamento. Esistono anche abbonamenti settimanali del costo di 6 euro e giornalieri di 2.50, per tutte le info vi rimandiamo qui.

Dove si trovano le stazioni delle bici in zona 3?

A Porta Venezia ne trovate 2, di cui uno all’angolo con Via Oberdan e l’altra su corso Buenos Aires angolo Piazza Argentina. Spostandoci verso est, ci sono le “nuove” stazioni (attive dal giugno scorso) in via Bassini – Grossich, viale Lombardia- Vallazze, piazza Gorini- Strambio, piazza Aspromonte-Pecchio. Per vederle tutte e sapere anche quante sono le bici disponibili in tempo reale, un click qui.

Non siete dei ciclisti oppure vi muovete con fidanzato/a e famiglia? Vi viene incontro il car sharing. Per continuare con i servizi offerti dall’ATM, potete usufruire di Guidami. A differenza degli altri servizi di car sharing, quello offerto da ATM, prevede dei posti fissi dove prendere la vostra macchina e tariffe diverse. Andiamo per ordine.

Il servizio con piano tariffario Flexi, costa 60 euro l’anno, e prevede due modalità di pagamento: orario e giornaliero e per garantire il miglior servizio, è il sistema a scegliere, in baso all’uso, quale tariffa applicare. Comunque sia, l’utilizzare una macchina Guidami prevede il pagamento di una quota minima a tempo e per chilometri. Trovate tutte le info qui per sapere delle convenzioni vi rimandiamo a questo link.

Interessati? Ecco dove si trovano i parcheggi del car sharing in zona 3: da Lima a Loreto, passando per Piola/Casoretto e ancora Lambrate fino a Udine e viale Argonne. Per sapere quante macchine disponibile e avere la posizione esatta ecco la pagina dedicata.

Carsharing elettrico MilanoGuidami vi convince ma sarebbe meglio per voi avere l’auto sotto casa? Come sapete a Milano, ce ne sono di vari, come Enjoy, Car2go, Twist e le macchine elettrice offerte da E-vai ed Eq Sharing, quest’ultimo ha isole digitali dove ricaricare anche in piazza Argentina (per vederle tutte, un click qui).

Volete un’auto subito disponibile e nelle vicinanze di dove vi trovate? Allora vi consigliamo l’app Carsh che in un solo click vi dice qual è quella più vicina a voi.

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Milano in movimento/3: le bici

Lo sapete, a noi le bici piacciono molto – forse lo avete notato con la nostra intervista a Bici Rossignoli!

Dato che stiamo parlando di come ci si muove a Milano (qui si parla di metropolitana e qui di tram), oggi ci dedichiamo proprio a loro, le bici: movimento all’aria aperta, passeggiate piacevoli, i vantaggi delle bici li conosciamo bene. Possiamo scegliere tra bici classiche, hi-tech e bike-sharing.

Ma come ci si muove in bici a Milano?

Il Comune ha una sezione dedicata, dove si legge un primo quadro della situazione:

Milano è, in via teorica, la città ideale della bicicletta: pianeggiante, estesa ma non troppo, climaticamente equilibrata. Eppure soffre per un eccesso di autoveicoli che sostano e percorrono le sue strade, ogni 100 abitanti ci sono ben 55 autoveicoli, quando a Londra ce ne sono 30 e a Parigi 26.

Opposti i dati di utilizzo della bicicletta tutti i giorni per andare a scuola o al lavoro, a Milano solo 4 cittadini su 100 mentre a Copenhagen sono 50, seguono Amsterdam con 26 e Monaco di Baviera 14.

Insomma, Milano è ben lontana da Copenaghen, capitale delle bici, ma le piste ciclabili stanno man mano aumentando: qui potete scaricare una mappa di quelle già pronte e utilizzate.

I ciclisti a Milano si muovono e si organizzano anche autonomamente, naturalmente.

Una ve la segnaliamo noi: si chiama In bici a scuola, un gruppo di genitori milanesi (e non solo) che si organizzano per portare a scuola i propri figli in bicicletta.

La mappa delle scuole coinvolte.

La mappa delle scuole coinvolte da In Bici a Scuola

Ecco com’è nato:

Il progetto, nato dalla richiesta di una mamma, che ha voluto l’aiuto delle ragazze e dei ragazzi di Critical Mass per fare da scorta al corteo di genitori, si è poi diffuso grazie all’entusiasmo di altre mamme (e qualche papà) e alla partecipazione colorata e allegra di decine di attivisti, esperti nella gestione in sicurezza del traffico ciclistico in mezzo al traffico automobilistico.

Se volete saperne di più sulle iniziative legate alla bici, vi basta andare sul sito di Ciclobby, associazione che ha lo scopo di promuovere l’uso della bicicletta sia come mezzo di trasporto quotidiano per migliorare traffico e ambiente urbano, sia per la pratica dell’escursionismo in bicicletta.

Chiudiamo la carrellata con un’altra bella iniziativa, RadioBici: Maurizio e Gianluca fanno base a Milano, ma girano da Aosta a Pantelleria alla ricerca di storie italiane interessanti e divertenti… a bordo di una curiosa bici!

Ecco una delle loro bizzarre interviste, realizzata a Milano, nientemeno che a Will Butler Adams, AD della Brompton, l’azienda inglese che produce le famose bici pieghevoli (e che ha di recente inaugurato un negozio in Porta Venezia).

“Finalmente la gente sta tornando alla bicicletta come mezzo di trasporto. Le amministrazioni hanno cominciato a capire che le bici possono risolvere alcuni dei problemi che abbiamo in città. […] Prendete la vostra bici e girate la città!”.

Che dire, ve lo consigliamo anche noi!

Milano in movimento/2 : i tram

Sono affascinanti, colorati e parlano di Milano: i tram sono parte integrante della storia e del fascino della città, un vero e proprio simbolo.

Volete saperne di più?

Cominciamo dicendo che la rete tranviaria di Milano è formata da diciassette linee urbane e ha una lunghezza complessiva di circa 115 km, la maggiore in Italia.

Questo caratteristico mezzo di trasporto arriva a Milano a metà dell’Ottocento: dopo l’istituzione dei servizi di omnibus nel 1841, la prima linea tranviaria milanese fu la Milano-Monza, inaugurata l’8 luglio 1876. L’anno successivo venne inaugurata una seconda linea, la Milano-Saronno, con capolinea all’Arco della Pace.

Il prezzo dei biglietti all’inaugurazione del servizio era di 5-7 centesimi di lira per chilometro in prima classe e di 4 centesimi di lira per chilometro in seconda.

I tram più caratteristici della rete tranviaria milanese sono le cosiddette “tipo 1928”, costruite fra il 1928 e il 1932 e tuttora in circolazione.

E ci sono stati persino tram celebri, come il Gamba de Legn, che correrà da fine Ottocento all’agosto 1957.

Se ne può leggere sul sito del Museo della Scienza:

“Il capolinea milanese si trovava inizialmente nell’odierna piazza Baracca, per essere poi spostato nel 1911 all’interno del deposito carrozze di corso Vercelli 33.
Da qui la prima fermata era nel sobborgo di San Pietro in Sala (oggi piazza Wagner, allora limite estremo dell’abitato di Milano), proseguiva per la Maddalena, l’Isola Europa e il Molinazzo fino ad arrivare all’abitato di Trenno (oggi Lampugnano). Il Gamba de Legn si fermava poi a Baggio, Cascina Olona di Settimo Milanese, San Pietro all’Olmo e Sedriano.”

Il Gamba de Legn farà parte della vita quotidiana dei lavoratori e dei cittadini, anche durante la Seconda Guerra Mondiale. Leggiamo ancora:

“…sarà l’unico mezzo di trasporto pubblico in grado di funzionare anche durante il periodo dei bombardamenti perché non alimentato a corrente, e verrà impiegato per lo sfollamento della cittadinanza in mancanza degli altri trasporti, oltre che per recuperare le vetture tranviarie che non erano in grado di rientrare ai depositi con i propri mezzi, vuoi per l’interruzione delle linee di contatto, vuoi per i danni subiti.”

Dai mezzi a trazione animale all’elettrificazione di fine XIX secolo, dal suo utilizzo negli anni di guerra al suo essere mezzo di collegamento tra centro e periferia, per giungere infine alla convivenza con metropolitana e altri mezzi di trasporti: la storia del tram è lunga e vi consigliamo di approfondirla (ecco un testo assai dettagliato).

E se un giorno doveste fare un viaggio a San Francisco e vi sembrasse di vederli… beh, sappiate che non siete matti! Alcune delle vetture “1928” dismesse a Milano sono infatti in attività proprio lì e “si godono la pensione” trasportando turisti nell’assolata California.

Infine, se siete appassionati come noi, cliccate sui link qui sotto per vedere qualche altra immagine di questo simbolo della Milano che fu e che è:

Milano in movimento: la metropolitana

Come ci muoviamo per Milano?

Beh, con la metropolitana, per esempio – o lo chiamate metrò?

Proprio in questi giorni si festeggiano i 70 anni della linea rossa M1, la prima di Milano, inaugurata nell’aprile 1964 dal sindaco Pietro Bucalossi e dal presidente della Repubblica, Antonio Segni (sarebbe entrata in funzione a novembre).

L’allestimento originale delle stazioni è stato realizzato dagli architetti Franco Albini e Franca Helg, la parte grafica è del designer olandese naturalizzato italiano Bob Noorda; quest’opera, famosa a livello internazionale, è stata ripresa da moltissime altre metropolitane di tutto il mondo ed è diventata simbolo della Metropolitana Milanese.

La comunicazione visiva fu premiata nel 1964 con il Compasso d’Oro.

Milano_M1_Schema

Il primo cantiere dura sette anni per costruire 21 stazioni, racconta il Corriere: “La prima vettura (matricola 101) della metropolitana entrò in galleria il 10 dicembre 1962 dallo scivolo provvisorio installato davanti al Castello Sforzesco.”

La prima tratta, da Marelli a Lotto, era lunga 11,8 km e comprendeva 21 stazioni.

Oggi, dopo numerose estensioni, la linea è lunga 27 chilometri e ha 38 stazioni; l’ultima aggiunta è quella di Pero, nel 2005.

La linea M2, la verde, collega la città da nord-est a sud ed è la più utilizzata e la più lunga, con i suoi quasi 40 chilometri. Fu aperta nel settembre 1969.

La linea M3, la gialla, collega la città da nord a sud.

Fu aperta nel maggio 1990 e la sua ultima estensione rislae al 2011. Si tratta di una linea semiautomatica, infatti i conducenti devono solo dare i comandi per aprire e chiudere le porte e far ripartire il treno.lalilla

Lo scorso anno si è aggiunta la quarta linea di metropolitana (che però è stata chiamata M5), detta “la lilla”, che attraverso Milano da nord a ovest e che, è stata inaugurata il primo marzo di quest’anno.

La linea ha un’alimentazione a terza rotaia ed è la prima linea di Milano con un sistema di guida completamente automatico.

Al momento è lunga sei chilometri e ha nove stazioni.

… e la linea M4?

Ancora non c’è, come sapete – ma di sicuro avrete visto i suoi cantieri, specie quando andate verso l’aeroporto di Linate.

Attraverserà la città da est a sud-ovest e il suo colore sarà il blu… speriamo di salirci presto!

Intanto qui sotto potete vedere come sarà la mappa della metropolitana a lavori completati.

Un’ultima curiosità: sapete qual era il costo del primo biglietto del metrò? 100 lire!

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