Milano e i musei minori, da Casa Poldi Pezzoli a Porta Venezia (seconda parte)

Lo avevamo già detto in questo post: Milano, a dispetto di quello che comunemente si crede, è una città ricca di cose da vedere, spesso sotto gli occhi di tutti, ma sconosciute ai più. Per aiutarvi a scoprire o riscoprire le bellezze della nostra città, eccoci con la seconda parte del post dedicato ai musei “minori”. Virgolette d’obbligo perché non si tratta, in realtà, di musei più piccoli o inferiori – tutt’altro! – ma di strutture che sono un po’ meno note, ma non per questo meno di prestigio.

Sapevate che, come Roma e altre città d’Italia, anche Milano ha il suo Museo del Risorgimento?

Nato nel 1885, si trova all’interno del settecentesco Palazzo Moriggia, in via Borgonuovo 23, ed è caratterizzato da stampe, sculture, dipinti, armi e cimeli che raccontano il periodo che va dalla prima campagna di Napoleone – di cui si trovano bastone, scettro e mantello indossati durante l’incoronazione a Re d’Italia – fino all’annessione di Roma al regno d’Italia nel 1870. Il museo ospita fino al 29 marzo la mostra “I lavoratori del cibo. Un racconto attraverso fotografie, parole e documenti” . La mostra è a ingresso libero, il museo costa 5 euro.

Restando in zona Brera, di poco più “giovane” è la Casa Museo Poldi Pezzoli con opere di Piero della Francesca, Pollaiolo, Mantegna, Botticelli, Lippi, Hayez, solo per citarne alcuni. Questo museo, quasi distrutto dai bombardamenti del ’43, si è arricchito di recente, grazie a una donazione, di due incisioni di Canaletto. Costo del biglietto: 9 euro. Sempre una Casa, anzi una villa, è Necchi Campiglio che si trova in centro e con esattezza in via Mozart. Anche in questo caso, se non ci siete mai andati, prenotate il prossimo weekend per un giro: ne vale davvero la pena.

Interno del Museo Poldi Pezzoli

Interno del Museo Poldi Pezzoli

La villa, di proprietà del FAI, permette di fare un “viaggio” nel novecentesco mondo dell’agiata alta borghesia milanese e anche di godere dei suoi begli spazi all’area aperta. Costo del biglietto 9 euro, ingresso gratuito per i soci del FAI.

Se invece di arte siete appassionati sì, ma vorreste vedere qualcosa di diverso, vi consigliamo un giro al Wow Spazio Fumetto, in viale Campania 12. Il museo è l’elisir per chi ama i fumetti perché permette di approfondire la loro conoscenza anche nella loro produzione contemporanea. Fino al 15 marzo, il Museo ospita ad esempio la mostra “Siamo tutti Charlie” a ingresso libero, mentre fino al 22, viene incontro ai gusti degli appassionati del fantasy con un’esposizione dal titolo “La magia dell’anello”.

Il costo del biglietto varia a seconda delle mostre, se invece volete farvi un giro gratis potete approfittare della caffetteria, del book shop e delle esposizioni al piano terra.

E se di stare al chiuso non avete più voglia, vi consigliamo di fermarvi a guardare qualcosa che sicuramente avrete visto ma forse senza soffermarvi troppo. Parliamo di Porta Venezia che è un pezzo importante di storia della nostra città alla pari di un museo.

Nota anche come Porta Orientale, Porta Argenta o Renza, al tempo dei romani era un accesso della città. Forse non sapete che la versione attuale – che viene fuori da tante ricostruzioni – occupa sì lo spazio della porta seicentesca ma differisce da quella di allora. Restando nel ‘600, le cronache dicono che è proprio passando da qui che i Lanzichenecchi entrarono a Milano e diffusero la peste. La porta, nel corso dei secoli, venne adibita poi a casello daziario e restaurata dall’architetto Giuseppe Piermarini. In seguito acquisì sempre più valore di monumento e venne restaurata tra il 1827 e il 1828, per arrivare alla versione che vediamo adesso.

Infine, sapete perché si chiama così? Venne dedicata alla città di Venezia rimasta austriaca, dopo la seconda guerra d’indipendenza.

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Muoversi a Milano e nella zona 3 grazie al bikesharing e al carsharing (anche elettrico).

Siete sempre stati degli automobilisti convinti, ma da qualche tempo a questa parte state pensando di lasciare sempre più la macchina nel box e affidarvi a una mobilità diversa. Non solo mezzi pubblici, ma anche tutto ciò che ha a che fare con lo sharing: condivisione di bici, di macchine, automobili elettriche e quello che offre la città di Milano. Già, ma cosa offre? E cosa in particolare si può fare nella zona 3 per spostarsi? Lo vediamo insieme in questa breve panoramica.

Cominciamo con le bici. Oltre ad avere una bici propria (che potere riparare o sistemare grazie alle ciclofficine disseminate nella nostra città), se avete paura che ve la rubino (e in caso vi consigliamo un salto su questo sito dove potere sapere come ovviare alla cosa o come muovervi in caso succeda), potete tranquillamente usufruire del bike sharing. A Milano sono in tanti a farlo, anzi come segnala il sito del comune  sono sempre più i ciclisti urbani che prendono le due ruote in prestito.

bikemi-milanoCome funziona? Con il servizio BikeMi un abbonamento annuale costa 36 euro con la prima mezzora gratuita, superata la quale, pagherete 50 centesimi ogni mezzora fino a un limite massimo di 2 ore, per poi passare, superate le 2 ore, a 2 euro l’ora. L’idea è infatti che la bici non debba essere tenuta tutto il giorno, ma che appunto sia parcheggiata e poi ripresa, infatti superate per 3 volte le 2 ore viene annullato l’abbonamento. Esistono anche abbonamenti settimanali del costo di 6 euro e giornalieri di 2.50, per tutte le info vi rimandiamo qui.

Dove si trovano le stazioni delle bici in zona 3?

A Porta Venezia ne trovate 2, di cui uno all’angolo con Via Oberdan e l’altra su corso Buenos Aires angolo Piazza Argentina. Spostandoci verso est, ci sono le “nuove” stazioni (attive dal giugno scorso) in via Bassini – Grossich, viale Lombardia- Vallazze, piazza Gorini- Strambio, piazza Aspromonte-Pecchio. Per vederle tutte e sapere anche quante sono le bici disponibili in tempo reale, un click qui.

Non siete dei ciclisti oppure vi muovete con fidanzato/a e famiglia? Vi viene incontro il car sharing. Per continuare con i servizi offerti dall’ATM, potete usufruire di Guidami. A differenza degli altri servizi di car sharing, quello offerto da ATM, prevede dei posti fissi dove prendere la vostra macchina e tariffe diverse. Andiamo per ordine.

Il servizio con piano tariffario Flexi, costa 60 euro l’anno, e prevede due modalità di pagamento: orario e giornaliero e per garantire il miglior servizio, è il sistema a scegliere, in baso all’uso, quale tariffa applicare. Comunque sia, l’utilizzare una macchina Guidami prevede il pagamento di una quota minima a tempo e per chilometri. Trovate tutte le info qui per sapere delle convenzioni vi rimandiamo a questo link.

Interessati? Ecco dove si trovano i parcheggi del car sharing in zona 3: da Lima a Loreto, passando per Piola/Casoretto e ancora Lambrate fino a Udine e viale Argonne. Per sapere quante macchine disponibile e avere la posizione esatta ecco la pagina dedicata.

Carsharing elettrico MilanoGuidami vi convince ma sarebbe meglio per voi avere l’auto sotto casa? Come sapete a Milano, ce ne sono di vari, come Enjoy, Car2go, Twist e le macchine elettrice offerte da E-vai ed Eq Sharing, quest’ultimo ha isole digitali dove ricaricare anche in piazza Argentina (per vederle tutte, un click qui).

Volete un’auto subito disponibile e nelle vicinanze di dove vi trovate? Allora vi consigliamo l’app Carsh che in un solo click vi dice qual è quella più vicina a voi.

Milano e il liberty: a spasso per la zona 3 tra i Palazzi del primo Novecento.

Milano: un vero e proprio museo a cielo aperto. No, non ci stiamo confondendo con Roma o Firenze che, com’è noto, nascondono ad ogni angolo bellezze e meraviglie da lasciare a bocca aperta chiunque si trovi a passeggiare per le loro strade. Stiamo parlando proprio della nostra città, di quella Milano che ha tanto da offrire a turisti, visitatori anche senza andare a un evento o visitare una mostra. Un vero e proprio museo al quale si accede senza pagare nessun biglietto o fare alcuna coda.

Dove si trova? In quella zona che è circoscritta tra la fermata della metro Rossa di Palestro e corso Buenos Aires denominata la Milano in stile Liberty.

Lo Stile Liberty, o Art Nouveu o stile floreale, è un movimento artistico- filosofico che si è sviluppato a cavallo tra il XIX e il XX secolo e ha influenzato in particolar modo l’architettura, ma non solo. E che a Milano, oltre alla zona di Porta Venezia, riguarda anche il Quartiere Magenta e Isola e la Stazione Centrale

Il nostro giro nel mondo del Liberty a cavallo tra zona 1 e zona 3 non può che iniziare… dall’inizio ossia da Corso di Porta Venezia 47-49. Probabilmente, quando uscite dalla metro Palestro non ci fate molto caso, ma se vi soffermate al civico che vi abbiamo indicato potete vedere il primo edificio liberty della nostra città: Palazzo Castiglioni, costruito dall’imprenditore Ermenegildo Castiglioni, agli inizi del ‘900. Il Palazzo, come tanti altri milanesi, nasce dal lavoro dell’architetto Giuseppe Sommaruga e nasconde una curiosità: in origine c’erano due statue di donne seminude proprio accanto all’ingresso. Giudicate, però, così scabrose che nel 1914 vennero rimosse (e ora si trovano a Villa Romeo). Prendetevi comunque 5 minuti per ammirare i rami e le foglie di bronzo della facciate, in pieno stile Liberty, ne vale davvero la pena.

Restando in zona, via Cappuccini vi darà molto da vedere, a partire dalla Casa Berri-Meregalli in via Cappuccini 8, in pieno stile Liberty, con decorazioni che vi lasceranno di stucco.

Facciata di Casa Berri-Meregalli a Milano

Facciata di Casa Berri-Meregalli a Milano

E già che ci siete approfittatene, sempre in via Cappuccini 3 per vedere Villa Invernizzi ma soprattutto il suo giardino dove, se vi addentrate con lo sguardo, potrete osservare i magnifici fenicotteri rosa di cui abbiamo parlato qui. Il bello di questa zona è che comunque l’occhio spazia da un posto all’altro e se vi capiterà di vedere qualche portone che si apre per fare entrare una macchina, curiosate pure con lo sguardo: c’è tanto da scoprire o quantomeno intuire dell’interno dei palazzi. Se invece preferite soffermarmi sul “mondo esterno”, vi consigliamo le due case di via Mozart 21e via Barozzi 7.

Restando ancora da queste parti, sapevate che a Milano le case hanno orecchi anzi… orecchio? In via Serbelloni 10, c’è l’orecchio di marmo di Casa Sola-Busca, un tempo, neanche a dirlo, usato come citofono.

casa sola busca

Il particolare dell’orecchio di Casa Sola-Busca

Andando verso Porta Venezia, in via Malpighi 3 un’occhiata la merita Casa Galimberti, datata 1905 e coperta da ceramiche decorate con fiori e figure umane. Restate lì, anzi spostatevi di qualche numero civico attraversando la strada: al 12 c’è Casa Guazzoni, costruita un anno più tardi. A questo punto potete proseguire verso via Frisi dove, all’angolo con via Melzo c’è il Cinema Dumont (sede della Biblioteca Venezia di cui abbiamo parlato nel nostro post dedicato alle biblioteche) mentre merita una visita Casa Campanini in via Bellini 11 che, insieme a Palazzo Castiglioni rappresenta uno dei migliori esempi del liberty con le sue cariatidi di cemento e i motivi floreali.

Se non siete ancora stanchi potete andare dall’altro lato di corso Buenos Aires, direzione Caiazzo e con più precisione in via Pergolesi 16, dove c’è la meno nota ma non per questo meno interessante Casa Ciapessoni, che risale al 1910 ed è opera dell’architetto Speranza.
Sicuri che a Milano ci sia poco da vedere?

 

 

Le biblioteche rionali: non solo libri in prestito, ma anche altri servizi. Focus su Biblioteca Venezia e Valvassori Peroni, in zona 3.

Quando vi parlano delle biblioteche, vi vengono in mente luoghi angusti, con tavoli pieni di gente che studia in silenzio e si indispettisce non appena sente un rumore? Forse questo valeva qualche anno fa, adesso le biblioteche si sono evolute. E questo grazie al Web, ma non solo. Lo stesso vale per le 24 biblioteche rionali distribuite nelle nove zone di Milano che offrono tanti servizi innovativi.

libri
Oltre alla consultazione di libri e giornali sul posto, è possibile, infatti, leggere quotidiani online, scaricare audiolibri, partecipare a corsi di lingue gratis, incontri di lettura, seminari, visite guidate, laboratori, eventi (in occasione di Halloween, Carnevale e non solo), concorsi di lettura, mostre bibliografiche e tanto altro ancora.

Ma procediamo per ordine. Per tutte le biblioteche rionali è attivo il servizio medialibrary online che consente agli iscritti alla biblioteca di accedere a una selezione di contenuti in modo totalmente gratuito: edizioni di quotidiani italiani e stranieri, scaricare e-book, vedere video in streaming e altro ancora. Per attivarlo, vi basta appunto essere iscritti al circuito delle biblioteche e chiedere poi di completare la vostra iscrizione nella vostra biblioteca di riferimento.

Tutte le biblioteche sono poi dotate di Internet Wi-fi a disposizione di tutti gli utenti in modalità totalmente gratuita, anche se con limiti di tempo.

Un altro servizio che contrassegna tutte le biblioteche rionali è “Scelti per te”, un bollettino mensile (che arriva via mail su richiesta dei lettori) con una selezioni di libri e file multimediali, consigliati dalla biblioteca. Per chi vuole leggere, ma non è sempre aggiornato sulle ultime novità.

Ogni biblioteca ha poi le sue peculiarità: in zona 3, ad esempio la biblioteca Valvassori Peroni (a due passi dalla metro Lambrate e non lontana da Città Studi), aperta nel 2009, si caratterizza per essere la più grande del circuito: 2500 metri quadrati articolati su più livelli. Per chi è appassionato di cultura africana, nella biblioteca si trova il Fondo “Sezione Africana Amadou Hampate- Ba”, 500 volumi in inglese, francese e italiano offerti dal Centro Orientamento Studi Africani (fiabe per l’infanzia, libri di storia, antropologia) mentre per chi ama l’arte c’è la “Loggia delle Arti”, un piano intero dedicato a tutte le espressioni artistiche.

Un altro dei servizi offerto dalla Valvassori Peroni è la Sezione ipovedenti, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, mercoledì anche il pomeriggio dalle 14 alle 18. Grazie a questa sezione, gli ipovedenti hanno varie occasione di lettura alternativa (libri parlati, elettronici con grandi caratteri) e possono convertire testi dalla carta al formato elettronico e audio.

L'ex cinema Dumont, dove ha sede la biblioteca Venezia, foto di   Roberto Conte)

L’ex cinema Dumont, dove ha sede la biblioteca Venezia, foto di Roberto Conte)

Del 2001 è invece la biblioteca Venezia (in via Frisi, angolo via Melzo) che occupa lo spazio dell’atrio dell’ex Cinema Dumont, ideato dagli architetti Tettamanzi e Mainetti in stile liberty, utilizzato come cinmatografo a Milano fino al 1932. La biblioteca, oltre a offrire anch’essa vari servizi per ipovedenti, ha un’interessante raccolti di musiche provenienti da diverse parti del mondo.

Non solo servizi, ma anche tanti gli eventi che le biblioteche rionali organizzano. Come ad esempio quello che si tiene alla Valvassori Peroni il 27 febbraio, dalle 18 alle 20.30, dal titolo “Donne in cammino. Camminare per centinaia di chilomentri con lo zaino in spalla, verso una città che è stata meta di pellegrinaggio per secoli. Verso se stessi. Verso il mondo”. Cristina Mengin e Sara Zanni racconteranno la loro esperienza e gli itinerari che portano i pellegrini (e non solo) verso le due mete.
Questa solo un’anticipazione, per vedere tutti gli altri eventi del mese basta un click a questo link.
Biblioteche rionali: per appassionati di cultura a tutto tondo.

A spasso per Milano e per la zona 3 grazie ai tour guidati gratuiti e low cost.

Vi capita spesso: avete qualche giorno libero e vi piacerebbe, anziché scappare dalla città, approfittare per conoscerla meglio. Oppure sapete che degli amici a breve verranno a trovarvi e vorreste stupirli con la vostra conoscenza della città e portarli in posti diversi dalla “solita” Piazza Duomo e vie circostanti.

Qualunque sia la motivazione che vi anima, sappiate che ci sono tanti tour guidati che fanno vedere Milano con occhi diversi, suddivise per zona, per temi, in bicicletta, a piedi ecc…. Per lo più a pagamento, ma è possibile essere guidati negli angoli nascosti della la nostra bella città anche gratuitamente
Vediamo insieme quali sono alcune delle visite guidate di maggior interesse e che si terranno nei prossimi mesi.
Partiamo dai tour per zona e ci focalizziamo sulla “nostra” zona 3, ricca di tanti monumenti, musei, ma non solo.

Una bella veduta di Parco Lambro

Vi dice qualcosa il Parco Lambro? Ovviamente ci sarete andati tante volte, ma forse non sapete che al suo interno ci sono tanti alberi e piante unici che trovano il loro habitat perfetto sul fiume Lambro. A proporre una visita guidata a passeggio per il Parco progettato sul finire degli anni ’30, è Neiade.

90 minuti, insieme a guide esperte di botanica, per osservare alberi di ippocastano rosa, quercia rossa, cascini e vecchi mulini come il Molino Torretta. Per richiedere la visita – che si può fare in ogni momento dell’anno e ha un costo di 13 euro – basta un click qui.

Restando ancora in zona 3, tra le visite programmate di Neiade, ce n’è una da segnarvi già nella vostra agenda o sui vostri calendari digitali, specie se avreste sempre voluto vivere negli anni ’30 o ne siete affascinati. Il 28 marzo alle 15 si tiene la visita guidata “Atmosfere Anni Trenta- Casa Museo Boschi di Stefano”. Anche in questo caso il tour ha la durata di un’ora e mezzo, costa 13 euro, e vi permette di fare un viaggio nell’appartamento pieno di quadri, arredi del tempo, rimasto appunto come ai tempi in cui ci vivevano i coniugi Boschi Di Stefano, noti ricercatori d’arte e che dedicarono una stanza dell’appartamento interamente alle opere di Lucio Fontana.

Tanti anche i tour organizzati da Milanoguida, tematici ma non solo. Tra quelli che vi segnaliamo c’è la visita guidata al Cimitero Monumentale, adatta sia per chi ha avuto modo di vederlo ultimamente grazie anche alle domeniche gratuite istituite dal Ministero dei Beni Culturali che per chi non l’ha mai visto. La prossima si tiene il 4 marzo, costa 10 euro e dura 2 ore. Info qui, mentre sul calendario potete vedere tutte le altre previste.

Last but not the least, da tenere sottocchio è la pagina Facebook di WonderWay, gruppo di ragazzi appassionati di Milano che organizzano tour e visite guidate gratis, a piedi e in bicicletta “all’insegna della meraviglia”, ossia come si legge sulla loro pagina, per guardare Milano con il naso all’insù e “perdersi” nei suoi quartieri.

Biciclettata organizzata da WonderWay sui Navigli

Biciclettata organizzata da WonderWay alla scoperta dei Navigli

Prossimi “wondertour” previsti: il 14 e il 15 marzo in occasione della fiera “Fa’ la cosa giusta”, si va in bicicletta verso il quartiere della fiera MilanoCity, con partenza da piazzale Cadorna e tappa in luoghi, lungo la strada, di interesse artistico. Durata un’ora e mezzo (sabato dalle 10.30, domenica dalle 14). Per saperne di più scrivete a mi.wonderway@gmail.com o cliccate qui.
Buona Milano in tour!

Milano? Una città da vivere con i bambini. Dal Museo di Storia Naturale al Muba, ecco cosa fare nel weekend.

Non sarà una città family friendly come Copenaghen e Amsterdam, con marciapiedi larghi e tanti servizi per le famiglie, ma anche la nostra Milano, a dispetto di quanto si creda, ha da offrire molto ai bambini e i loro genitori.

Se i vostri figli hanno già iniziato a camminare e vorreste portarli in posti diversi o magari siete amici di coppie con bambini e vorreste una volta tanto proporre qualcosa di adatto a tutti, continuate a leggere con noi questa selezione di attività dedicate ai bambini, già avviate o che prenderanno il via a breve.

Pensate che le lingue sia meglio impararle quando si è piccoli e più ricettivi? Ma, allo stesso tempo, avete solo i fine settimana da dedicare ai vostri figli? Segnatevi su agenda o smartphone “Play Group in Inglese”, una serie di laboratori a frequenza libera, che hanno preso il via l’1 febbraio e continueranno ogni domenica fino al 31 maggio, nella ludoteca Kikolle, in via Fratelli Bronzetti 18 (ingresso da via Archimede).

La lingua di Londra qui si impara grazie a un’insegnante rigorosamente british che coinvolge i bambini (età consigliata 3-6 anni) con musiche, colori e giochi divertenti. La prenotazione è obbligatoria, vari i costi: 22 euro per un singolo ingresso mentre 5 costano 105 euro, sconti per fratelli e sorelle. Kikolle offre poi per tutto il mese di febbraio tante attività anche di sabato come laboratori teatrali, scuole di cucina ecc… Per essere aggiornati, basta un click qui.

L'ingresso del Museo di Storia Naturale di Milano

L’ingresso del Museo di Storia Naturale di Milano

 

Low cost ma con un calendario di tutto rispetto sono le attività offerte da Associazione Didattica Museale al Museo di Storia Naturale in Corso Venezia 55. Oltre a “Food, la scienza dai semi al piatto”, mostra aperta fino al 28 giugno con visite guidate per bambini sabato e domenica (costo 8 euro), nel weekend le iniziative sono tantissime.

Nel mese di febbraio, solo per citarne qualcuna, si respira aria di passato remoto l’8 febbraio con Paleolab e i laboratori “Cerca il dinosauro”, dedicato a famiglie con bambini dai 3 ai 5 anni (costo 10 euro ) e “Jurassic park”  per famiglie con bimbi dai 6 anni in su (sempre 10 euro). Per continuare, poi, domenica 15 febbraio con le visite gioco “Acchiappa la pappa” per piccoli dai 3 ai 5 anni (5 euro) e “Buon appetito Mr. Darwin”, in occasione del compleanno del teorico dell’evoluzione della specie. Anche questo solo 5 euro.

Per tutti gli altri appuntamenti vi rimandiamo alla pagina dell’Associazione e vi ricordiamo che per partecipare dovete muovermi per tempo: la prenotazione è obbligatoria.

mubaLast but not the least, in via Besana il Muba, Museo dei bambini, che ha compiuto 1 anno il 23 gennaio scorso, offre sempre tante iniziative interessanti per le famiglie come la mostra-gioco “Energia” per bambini dai 6 ai 12 anni che, fino al 31 marzo, illustra come si crea l’energia elettrica e invita i bambini a partecipare in maniera attiva. Costo tra i 6 e gli 8 euro, info qui.

Da Lambrate on air a Calvairatesburgh, ecco la Milano raccontata dai blog

Milano? Una città di blogger e blog. E non intendiamo soltanto coloro che vivono all’ombra della Madonnina e fanno questo di mestiere o ci provano a farlo, ma che il capoluogo meneghino, oltre a essere protagonista di tantissime guide cartacee, è raccontato, in modalità diverse anche online. Che, spesso, vedono protagonisti anche i quartieri.

Come ad esempio Milano Isola, blog che racconta tra le sue pagine le realtà di un quartiere da qualche anno rivalutato e sempre più di tendenza, non solo per la movida, ma anche come posto dove andare ad abitare. Tante le sezioni del menu, tra cui  “People”, in cui si raccontano progetti e iniziative che riguardano il quartiere. Un blog che  è anche un ottimo servizio per chi, pur vivendo in quella zona, non è sempre a conoscenza di ciò che succede a qualche manciata di metri da casa sua.

Mercato delle Pulci piazzale Cuoco (foto tratta dal   blog Calvairatesburgh)

Mercato delle Pulci piazzale Cuoco (foto tratta dal blog Calvairatesburgh)

Calvairatesburgh è non solo un blog, ma una vera e propria comunità digitale e fisica. Uno spazio in cui si racconta, come si legge d’altra parte sulla pagina Facebook, “molto più che tutto sul quartiere in ascesa nella topografia milanese”. Il blog fa da aggregatore di una zona di Milano fino a qualche tempo fa scarsamente considerata e che invece vede i suoi abitanti, i “Calvairates” appunto. molto attivi nell’organizzare incontri, aperitivi sociali, nel rivalutare varie zone del quartiere come il mercato delle Pulci di Piazzale Cuoco.

Spostandoci ancora più a Est e con precisione nella zona 3, Lambrate on air, come dice lo stesso titolo, racconta in maniera puntuale e precisa cosa succede nel quartiere di Lambrate, Ortica e Città Studi, tra restyling, eventi (come la nascita del Cinema Martinitt, qualche giorno fa), iniziative comunali, circoli e tanto altro ancora e dedicando anche ampio spazio ai locali che si trovano nel quartiere e alle loro promozioni. Perché sapere cosa succede nel quartiere è importante, ma lo è anche la vita notturna. E non solo per i residenti.

L'home page del blog Lambrate on air

L’home page del blog Lambrate on air

Spostandoci dalla dimensione di quartiere, da segnalare sicuramente è il blog Onalim – Milano al contrario che racconta la città “ironica, sentimentale, buffa e imperfetta”. Una Milano che viene suddivisa in “cose da fare”, “natura”, “lavoro”, “cultura”, “musica” che sono alcune delle sezioni che troverete nel blog. Una città diversa da come viene descritta nei media tradizionali e che poco ha a che fare con la “Milano da bere” o della “Milano città della moda”.

La nostra carrellata di blog potrebbe continuare ancora, ma chiudiamo segnalandovi un blog da aggiungere tra le vostre pagine preferite. Milano da vedere, curato dall’Associazione omonima, si propone appunto l’intento di far conoscere il capoluogo sotto tanti punti di vista: dai posti in cui fare colazione alla Milano del passato, ai luoghi da visitare fino alle passeggiate in bicicletta.
Perché Milano si conosce anche online.

Milano e i musei “minori”: dal Museo dello stadio di San Siro a Casa Boschi in Buenos Aires (prima parte).

Chagall e Van Gogh a Palazzo Reale, Klein e Fontana nel contiguo Museo del Novecento e ancora le fotografie di Walter Bonatti a Palazzo della Ragione, a solo una manciata di metri più in là.

Di esposizioni, in questo inizio d’anno, a Milano ce ne sono tante, per non parlare, poi, della possibilità ogni domenica del mese (la prossima l’1 febbraio) di vedere musei gratis come la Pinacoteca di Brera e tanti altri.
Eppure quello che forse molti non sanno e per cui Milano di certo non è nota, è che ci sono tanti musei minori sparsi per la città che incontrano i gusti più svariati: dagli appassionati di calcio e tifoseria a quelli che hanno un forte interesse per il mondo dei liquori, per non parlare poi chi “trova una sua dimensione” a curiosare tra flaconi e boccettine di profumo. E tanto altro ancora.

Particolare del Museo San Siro

Particolare del Museo San Siro

Curiosi di saperne di più? Procediamo per ordine e iniziamo dallo sport più amato dagli Italiani: il calcio. La città di Inter e Milan è l’unica ad avere un museo all’interno del suo stadio: San Siro. Come immaginerete, se deciderete di farci una visita, lo spazio è dedicato alla storia delle due squadre di calcio. Costo del biglietto è di 17 euro, comprensivo di tour dentro lo stadio. Aperto ogni giorno dalle 9.30 alle 17, per info un click qui.
Se amate i distillati, vi tocca un giro in via Resegone (zona Maciachini) per vedere la Collezione Branca all’interno della quale si trovano insegne, immagini in bianco e nero, poster firmati dai collezionisti, bozzetti di campagne pubblicitarie degli anni ’70 e ’80 e tanto altro ancora. Segnatevi sull’agenda come giorni possibili per vedere tutto: lunedì, mercoledì o venerdì dalle 10 alle 15, solo su prenotazione, scrivendo a collezione@branca.it.

Perdete ore e ore ad annusare i vari tester in profumeria? In via Messina, 55, zona Cenisio, c’è ciò che fa per voi: il Museo del Profumo, dove si trovano anche opere artistiche di Dalì, Viard e si può ripercorre la storia di come le essenze hanno migliorato e migliorano la nostra vita. Si può vederlo solo con visita guidata (costo 10 euro) e fare gli onori di casa è Ermanno Della Villa, storico e giornalista.

Mic - Museo Interattivo del Cinema

Mic – Museo Interattivo del Cinema

Non saranno famosi come il Museo del Cinema di Torino, ma anche il Museo Interattivo del Cinema e il Museo del Manifesto Cinematografico hanno da dire la loro. E se siete appassionati della Settima Arte, un salto vi tocca di certo farlo.

Il primo si trova in viale Fulvio Testi ed è dedicato al precinema e cinema delle origini oltre che al cinema di animazione milanese. Come si intuisce dal nome e si legge sul sito: “le postazioni interattive permettono di divertirsi smontando, rimontando, doppiando sequenze cinematografiche, di approfondire diverse tematiche scegliendo l’argomento, l’autore, il periodo da una vasta library (al momento 50 ore di filmati a tema), di connettersi con tutte le cineteche e archivi filmici del mondo”. Il MIC è aperto da martedì a domenica, dalle 15 alle 18, il biglietto, di 5,50, include anche le eventuali proiezioni in programma.

Il Museo del Manifesto Cinematografico, in via Gluck, a un tiro di schioppo dalla Stazione Centrale, è per tutti gli appassionati di cinema che troveranno qui locandine (d’altra parte il nome lo lascia intuire), manifesti, affiches, foto di scena di film che vanno da Fellini a Hitchcock, da Visconti a Kubrick e tanto altro ancora. Ingresso 5 euro, anche qui dal martedì alla domenica, dalle 14 alle 19.

Last but not least, se cercate qualcosa di gratuito e che vi lasci senza respiro a due passi da una via delle vie dello shopping, vi consigliamo la Casa Boschi di Stefano, dietro Corso Buenos Aires. Ne avevamo già parlato qui, ma non potevamo non reinserirla anche perché, purtroppo, non è così nota. Opere di Carrà, Boccioni, Sironi e tanti altri ancora oltre ad arredi che vi lasceranno estasiati.
Così come Milano: una città che stupisce. Sempre.

Avviare un’impresa a Milano tra fondi Comunali e acceleratori d’impresa.

Milano città della moda, del design, della comunicazione e… delle start-up. Vi sarà capitato spesso di parlare con gente che non vive all’ombra della Madonnina ma che quando si trova a dare una visione (seppur restrittiva) della città, dice le cose di cui sopra.

startup

Eppure, l’essere percepiti in questo modo non è uno svantaggio e un fondo di verità c’è: Milano, a chi vuole avviare un’attività, ha tanto da offrire in termini di contatti, sovvenzioni, acceleratori e incubatori di impresa oltre a tutto quello che ruota fuori e dentro la città ossia quel mix fatto di innovazione, voglia di fare, novità che arrivano spesso prima qui che nel resto d’Italia.

E se la cosa non vi convince a dirlo è lo stesso Comune di Milano che nel 2014, grazie al bando “Tra il Dire e il Fare” e a finanziamenti per 3 milioni di euro, ha favorito la crescita di 50 nuove imprese in periferia.

Infografica del Comune di Milano

Infografica del Comune di Milano

Di queste 50, ben 8 si trovano nel quartiere Lambrate Ortica (un quinto del totale) mentre 6 ne sono nate a Lorenteggio/Giambellino e Villapizzone/Cagnola. Ci sono poi i quartieri di Calvairate con 5, San Siro con 4 e Bovisa con 3. Gli altri quartieri si attestano su uno o due imprese create come potete vedere dall’infografica qui accanto.

E spesso dietro una start-up che nasce c’è dietro un acceleratore o incubatore d’impresa. Cosa sono? Strutture attrezzate per assistere e supportare le imprese che stanno nascendo (che insomma non si possono ancora definire tali) o quello nate da poco e i cui componenti sono alla ricerca di una sede conveniente sia per quanto riguarda l’affitto che soprattutto di un posto dove avere servizi di tutoraggio e consulenze. Tanti  quelli nel capoluogo lombardo.

Come ad esempio Polihub del Politecnico di Milano che fino a qualche anno fa si trovava in via Garofalo, zona Piola e poi è stato trasferito nel Campus Bovisa.

La sede di Working Capital a Milano (foto tratta dal sito)

La sede di Working Capital a Milano
(foto tratta dal sito)

Spostandoci verso il quartiere Lambrate. e con maggior precisione in via Rombon 52, troviamo Working Capital, l’acceleratore d’impresa di Telecom Italia che investe nelle start-up del settore digital e, che oltre a Milano, ha programmi di incubazione anche a Catania, Bologna e Roma. Programmi che hanno portato dal 20009 a supportare 180 startup nel corso delle varie edizioni. Working Capital organizza spesso nella sede milanese corsi gratuiti di aggiornamento che riguardano il mondo digital. Per saperne di più vi consigliamo di tenere d’occhio il sito.
Sempre restando in zona est, da segnalare in via Ampere è Avanzi che insieme a Make a Change ha creato l’incubatore Make a cube, specializzato, come si legge sul sito “in imprese ad alto valore sociale e ambientale”. Obiettivo? Affiancare, sostenere e (ri)lanciare imprese che basano il loro business sulla sostenibilità.

Fare volontariato a Milano: come scoprire qual è l’attività più adatta e vicino casa.

Un nuovo anno è iniziato e chiunque, anche se c’è chi fa fatica ad ammetterlo, ha stilato una lista di buoni propositi. E tra questi magari c’è quello di fare del bene, aiutare gli altri, insomma fare volontariato.

Per far sì che dalla carta si passi alla pratica, vediamo cosa propone la città di Milano, oltre alle banche del tempo (di cui abbiamo parlato qui), a chi vuole impiegare parte del suo tempo libero in “buone azioni” e magari conoscere meglio la realtà sociale del posto in cui vive.

Indicazioni precise si trovano già sul sito del Comune che ha un servizio apposito, il Servizio Volontariato del Comune, che collabora con la ROV, Rete Orientamento al Volontariato, coordinata da Ciessevi, Centro Servizi per il Volontariato nella Provincia di Milano, per promuovere appunto occasioni in cui milanesi e non, possono dare il proprio contributo.

La collaborazione tra Comune e Ciessevi, insieme ad altri partner, ha portato alla creazione della piattaforma www.volontariperungiorno.it, di cui forse avrete visto le locandine nelle metropolitane.

La mano, simbolo del Festival del volontariato Give, che si tiene ogni anno a Milano.

La mano, simbolo del Festival del volontariato Give, che si tiene ogni anno a Milano.

Per trovare l’attività più “adatta”, basta collegarsi sul sito, andare sulla sezione “ricerca attività”, indicare città, ambito di occupazione e ruolo di competenza.

Qualche esempio? Siete grafici amanti dell’arte? L’Associazione Algo mas, con sede in via Ampére – che ha creato insieme ad altre associazioni il Festival del volontariato Give – cerca persone con queste competenze e passione per cinema, musica e fotografia per il progetto “Libera la cultura” per creare corsi gratuiti o low cost, con lo scopo appunto di rendere la cultura accessibile a tutti. Inoltre, cerca volontari per attività di doposcuola per prevenire l’abbandono scolastico e, ancora, volenterosi che possano insegnare agli anziani a usare Internet, scrivere su un tablet, navigare tramite smartphone.

Vi piacerebbe fare qualcosa di “più impegnato”? Con la Fondazione Isacchi Samaja Onlus di via Nino Bixio, “si va alla ricerca” per strada di persone fortemente emarginate a cui distribuire coperte, cibo, bevande.

Altro sito interessante per scoprire i progetti cittadini destinati a chi ha più bisogno è www.milanoaltruista.org, che permette di fare una ricerca dell’attività inserendo il proprio indirizzo. Se ad esempio vivete in zona Piola o Lambrate, potreste venire in contatto con l’Associazione Effatà-Apriti! Onlus che cerca volontari per l’accoglienza di poveri senza fissa dimora.

A questo link, poi, trovate tutte le associazioni milanesi che organizzano attività di tempo libero per disabili mentre sul sito dell’Associazione Volontari Ospedalieri, potete scoprire come dare il vostro contributo nelle strutture sanitarie milanesi.

Tutto questo per mantenere i propri buoni propositi, fare qualcosa di bello per la città e gli abitanti e scoprire anche cosa succede nel proprio quartiere.