Guida all’Expo: i numeri, i temi e cosa non perdersi dell’Esposizione Universale

Ci siamo: i sei mesi dell’Expo sono arrivati. Dall’1 maggio fino al 31 ottobre, Milano sarà meta di turisti e cittadini che si recheranno a Rho per ammirare l’Esposizione Universale. Ma cosa c’è da vedere e soprattutto cosa non bisogna perdersi? E come arrivare? E ancora: quali sono i numeri dell’Expo?
Ecco per voi una breve guida.

I temi
Come sappiamo, il tema è quello dell’alimentazione o meglio come recita il claim “Nutrire il pianeta, energia per la vita” che sarà affrontato secondo 5 percorsi tematici:

  • storia dell’uomo, storie di cibo
  • abbondanza e privazione, il paradosso del contemporaneo
  • il futuro del cibo
  • cibo sostenibile= mondo equo
  • il gusto è conoscenza

I numeri
Prima di entrare – virtualmente – dentro i padiglioni, ecco qualche numero.
L’Esposizione universale avrà la durata di 184 giorni, 150 sono i ristoranti, chioschi e bar dove sarà possibile gustare il cibo che proviene da tutto il mondo, con una previsione di 5887 pasti che saranno consumati durante il giorno. 12mila gli alberi piantati all’interno dell’area Expo che è di 110 ettari, 7mila i volontari al lavoro e 400mila le telecamere dedicate alla sicurezza per 20 milioni (e oltre) di visitatori attesi. I padiglioni sono 80, i Paesi partecipanti 145 e per vedere quali sono, basta un click qui.

Cosa non perdersi
Intanto lo spettacolare Albero della Vita. Se siete passati da Rho prima dell’apertura, sicuramente l’avrete già notato. Si trova al centro della Lake Arena, l’area esterna di Padiglione Italia che, come dice la parola stessa, è una piazza-lago circondata di verde. Dal suo tronco sbocceranno fiori di giorno e la sera luci, suoni, effetti speciali, giochi pirotecnici per dare al pubblico circa 1200 spettacoli, uno ogni ora fino al 31 ottobre.

Un rendering dell'Albero della Vita

Un rendering dell’Albero della Vita

L’albero è fatto di acciaio e legno di larice, è alto 38 metri ed è stato realizzato da un consorzio di 19 aziende (Orgoglio Brescia). Il Padiglione Italia, costruito come un quartiere con borghi e piazzette, si estende per 325 metri e dovrebbe restare fino a dopo l’Expo.

Vi segnaliamo poi quello della Francia che si ispira alle Halles, ossia i tipici mercati francesi coperti con l’arco interno realizzato con 1600 bottiglie di vino. Per il padiglione dell’Olanda ci sarà una grande ruota panoramica mentre, uscendo dall’Europa, interessanti sicuramente il padiglione dell’Angola caratterizzato da un grande baobab e quello dell’Azerbaigian: siate o meno ingegneri, vi stupiranno le 3 sfere trasparenti e soprattutto sospese in aria. E ancora: gli Emirati Arabi con il padiglione formato da una duna di sabbia (opera dell’architetto Norman Forster) e la Cina che ha affidato a Daniel Libeskind la progettazione di un rivestimento a scaglie che ricorda un serpente per quello che è il secondo padiglione più grande dopo la Germania.

Mappa dell'area Expo

Mappa dell’area Expo

All’Expo ci sono poi 9 cluster ossia padiglioni collettivi che accomunati da un tema. Sei riguardano alimenti come cacao, riso, grano, frutta, spezie, caffè e tre la caratteristica geografica che accomuna i Paesi che ne fanno parte: mare e isole, Biomediterraneo e zone aride.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ci soffermiamo su un’ultima cosa: l’Open theatre con il Cirque du soleil che porta in scena lo spettacolo “Alla vita!” con acrobati, mimi e giocolieri (nel cast 23 italiani) e che prenderà il via dal 13 maggio fino al 30 agosto. Se interessati ad assistere, sappiate che il biglietto ha un costo a parte, da 25 euro in su. Info su tickets.expo2015.org.

Quanto costa il biglietto e come arrivare
27 euro il biglietto con entrata in un giorno stabilito, 32 quello open e 5 euro il serale con la possibilità di entrare dalle 19 alle 23. Per tutte le informazioni connesse alla tipologia di biglietti (aperta e non, persone con disabilità, famiglie con bambini ecc) vi rimandiamo a questo link.
Per arrivare all’Expo, chi vive a Milano può prendere la metro fino a Rho Fiera, costo del biglietto 2.50 euro, che, come sappiamo, è prolungata fino alla notte come tutti i mezzi ATM  fino a fine ottobre. Sono previste navette dirette dagli aeroporti.

Guadagnare con Expo
Lo abbiamo già detto in altri post: l’Expo è un’ottima occasione per arrotondare e, perché no, fare conoscenze. Se avete una casa grande o la possibilità di alloggiare altrove, potete “affittare” una stanza o tutto l’appartamento con Airbnb. Se invece volete stare a casa vostra ma amate cucinare e avere gente, potete dar vita a un home restaurant.

Che altro dire? Buona Expo!

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Tutto quello che c’è da sapere sull’aprire un home restaurant a Milano, anche in vista di Expo.

Archiviata da qualche giorno la Milano Design Week che ha fatto lievitare i prezzi di stanze e appartamenti su Airbnb e di hotel, la stessa situazione sembra profilarsi (o almeno così spera il turismo milanese) per l’Expo. Data di partenza 1 maggio, fine 31 ottobre 2015.
Se però non avete un appartamento da affittare né tantomeno una stanzetta, ma volete approfittare dell’Esposizione Universale per arrotondare, vi viene incontro l’home restaurant.

Anche se l’inglese lo masticate poco, avrete di certo intuito: sì, parliamo del trasformare la vostra casa in un ristorante. O meglio il salotto, sala da pranzo o cucina abitabile. Insomma, lo spazio che voi dedicate ai vostri pasti… da dedicare agli altri.

Aprire un home restaurant: i primi passi 
Cosa bisogna fare per “aprire” un home restaurant? Intanto, chiariamolo subito: quella che sembra una moda dell’ultimo periodo – ma che in realtà esiste da un po’ di anni – non è un vero e proprio ristorante. Proprietari di casa (ma anche affittuari) decidono di aprire le porte di casa propria a un numero ristretto di commensali (di solito sotto i 10) cui propongono, in genere, piatti preparati da loro.

Cucina italiana o locale, nuove conoscenze, ambiente familiare e la possibilità di sapere che si uscirà da quella cena con la sensazione di avere scoperto qualcosa di nuovo visto che di solito i commensali non si conoscono tra di loro. Gli “home ristoratori”, poi, non si limitano a cucinare ma in alcuni casi organizzano serate a tema e raccontano aneddoti legati alle pietanze proposte.

home_restaurant

Farsi conoscere grazie alle piattaforme di social eating…
Ma come si fa a farsi conoscere?
In tanti casi, grazie a Internet.
Allestita dunque la vostra sala da pranzo, il passo successivo sarà quello di registrarvi su una delle delle piattaforma di “social eating” che fanno incontrare gli host (ossia chi ospita) con chi cerca un posto dove mangiare.

Una di queste è Gnammo. Basta registrarsi con foto, proprio nome, località e dire qualcosa su cosa si offrirà ai propri ospiti (esempio: cucina vegetariana, specialità a base di carne ecc…). Quando si è pronti per “aggiungere posti a tavola”, allora è il momento di “creare l’evento” ossia di scegliere la data in cui si fa il pranzo, la cena o il brunch e di indicare menu e costo a persona. Chi è dall’altra parte ossia cerca un posto a tavola, invece deve solo digitare nel motore di ricerca la città desiderata ad esempio Milano – e magari la zona – per trovare qualcosa che faccia al caso suo.

L'home page di Vizeat, di recente arrivata in Italia

L’home page di VizEat, di recente arrivata in Italia

VizEat è molto simile a Gnammo, anche se i suoi genitori sono francesi e in Italia ci è arrivata giusto qualche mese fa.
Oltre alle piattaforme, conta tantissimo il passaparola, che si alimenta sia online con sito Internet e social media che offline tramite i consigli di chi è rimasto soddisfatto della cena o pranzo che sia.

… ma anche al passaparola online e offline
Gioca molto sulle conversazioni online, sulle offerte last minute tramite i social media oltre che sul passaparola un home restaurant in cui la cucina partenopea e l’atmosfera milanese si mescolano alla perfezione: Da Paoletta, in via Copernico 12, dietro la Stazione Centrale di Milano. “Ristorante” che cambia volto a seconda della stagione: un’accogliente sala da pranzo in inverno, una bella terrazza con vista sullo skyline di Milano in primavera ed estate.

Cosa dice la legge
E la legge? Dal punto di vista legislativo i cuochi non hanno bisogno di particolari permessi e licenze, ma devono comunque fare i conti con la prestazione occasionale che disciplina tutti i lavori che avvengono senza un contratto o una partita IVA: se infatti si resta sotto i 5mila euro lordi l’anno si è esenti dall’obbligo contributivo.

Quella dell’home restaurant non viene considerata un’attività commerciale, ma si tratta pur sempre di somministrazione di cibo e bevande quindi, anche se non serve autorizzazione sanitaria, è sempre preferibile munirsi di un attestato sulla sicurezza alimentare. Per tutti i dubbi in merito vi rimandiamo a questo articolo.

Se conoscete altri siti di social cooking o home restaurant, magari in zona 3, segnalatecelo tra i commenti: saremo ben felici di ampliare il nostro post e le nostre conoscenze!

Airbnb: come funziona e quali opportunità offre a Milano – parte seconda.

Nel post precedente abbiamo parlato di Airbnb, delle esperienze di chi l’ha provato e di come possa essere un’ottima occasione per chi ha un’abitazione a Milano per arrotondare e anche fare conoscenze.

Ma come si diventa host (ossia chi dà l’alloggio?) e a quali regole e norme bisogna prestare attenzione prima di imbattersi in questa avventura? Insomma, come funziona?Sostanzialmente per iniziare bisogna registrare il proprio account e come dice il sito stesso “metterci la faccia”.

Quella di Airbnb è soprattutto una community di viaggiatori si chiede all’host di compilare un profilo, con una o più foto e costruire la sua reputazione online. Questo perché chi sceglie l’host deve avere più informazioni possibili.

Le indicazioni per gli host

Le indicazioni per gli host

 

Il passo successivo è “aggiungi il tuo spazio”, ossia mettere una descrizione accurata dell’ambiente e dei servizi offerti, indicando espressamente se si chiede un deposito cauzionale, se sono incluse le spese di pulizie e così pubblicare l’annuncio.

Prima di pubblicare, però, bisogna impostare la disponibilità della casa nel calendario (da aggiornare di continuo!) e il metodo di pagamento. Tutto questo, ovviamente, corredato da belle foto della casa che facciano venire voglia di sceglierla e di… viverla.

Non sapete fare foto “decenti”? Poco male: Airbnb organizza anche il servizio fotografico gratuito.

Fatto questo, bisognerà gestire le varie richieste di prenotazione, notificate via mail o sms.

Dal tasso di risposta e dai rifiuti dipende anche il posizionamento della casa nel motore di ricerca. Affittato l’appartamento la prima volta, si potranno richiedere recensioni agli ospiti, recensioni che ovviamente aumenteranno la vostra reputazione all’interno della piattaforma

Sulla voce a quanto affittare Air bnb non interviene: sta all’host decidere qual è il prezzo giornaliero.

Come si ricevono i soldi? In questa pagina ci sono le risposte a tutte le domande, intanto vi anticipiamo che la piattaforma trattiene il 3% per i costi di servizio, inoltre applica una percentuale all’ospite che va dal 6 al 12%.

Il pagamento viene fatto all’host 24 ore dopo il check in dell’ospite, questo perché chi sceglie l’abitazione deve avere il tempo di verificare se l’appartamento è come descritto nell’annuncio.

 

State per mollare il colpo perché no, voi mica ce l’avete una casa, ma siete in affitto? Airbnb non vieta a chi ha un contratto di locazione di “subaffittare” però si sta tutelando, viste le ultime vicende (a New York un host è stato multato perché le leggi dello Stato vietano di subaffittare per un periodo inferiore ai 29 giorni).

Airbnb dichiara di star lavorando con le amministrazioni locali per capire le varie legislazioni in merito, c’è da dire che accettare i termini di servizio vuol dire dichiarare, dal canto vostro, che avete fatto tutte le verifiche del caso (normative vigenti), compreso anche l’eventuale pagamento della tassa di soggiorno.

Quanto al subaffitto, le regole in Italia parlano chiaro: deve essere sempre contrattualizzato (con regolare registrazione), diversamente è vietato, e comunque tale possibilità, eventualmente, deve essere indicata nel vostro contratto di affitto.

Attenzione: per la legge italiana non è possibile subaffittare totalmente ma solo parzialmente e qualsiasi scelta in merito va comunicata al proprietario (art. 2, l.392/78).

Certo è che prima o poi anche la legge dovrà tenere conto della sharing economy

Airbnb: come funziona e quali opportunità offre a Milano – parte prima.

Simona ha iniziato per caso, per cercare di “dare un senso” a quella casa di famiglia sfitta da anni a Lambrate.

Vivere a Milano l’ha avvantaggiata perché “è una città piena di eventi e riesco ad affittare di continuo”.
Marco ha comprato un trilocale in via Scarlatti e per aiutarsi a pagare il mutuo affitta una stanza (“quella che in futuro sarà per i bambini”, precisa) nel periodo del Salone del Mobile e ci ha riprovato a settembre con la Settimana della moda.

“Avere gente in casa non mi dà fastidio e poi si tratta di persone che stanno tutto il giorno fuori, che incrocio a malapena”.

Sono solo due delle tante storie di chi per arrotondare, pagare il mutuo o garantirsi un’entrata in un periodo in cui riesce a lavorare poco puntando sul settore immobiliare, ha provato e… trovato Airbnb, il primo sito al mondo in termini di iscritti e utenti per quanto riguarda affitti di abitazioni e camere (singole o condivise).

L'home page di Airbnb

L’home page di Airbnb

E che anche in Italia è sempre più scelto sia da chi affitta che da chi ricerca una sistemazione più abbordabile di alberghi e pensioni.

I motivi? Tanti: tra cui il fatto che la piattaforma è molto intuitiva, il servizio affidabile e soprattutto che l’host (ossia chi affitta uno spazio), a differenza di come avviene con i contratti a uso transitorio o 4+4, ha piena libertà di scegliere a chi concedere l’uso dell’abitazione e anche il periodo in cui farlo, magari approfittando magari dei tanti eventi e delle tante iniziative che ci sono a Milano, praticamente tutto l’anno.

Un esempio? Tra qualche giorno ci sarà l’ Eicma, l’host può decidere di affittarla durante quei giorni e poi magari riprovarci a dicembre durante “Artigianato in fiera”, ossia due appuntamenti che di solito attirano a Milano tantissime persone, per non parlare dell’Expo 2015 per il quale si prevede l’afflusso di 21 milioni di visitatori (!) e pare che uno dei problemi sia proprio quello dell’ospitalità.

expo2015

Stando a quanto riportato su Repubblica qualche mese fa, infatti i posti letto a Milano in hotel 3, 4 e 5 stelle sono 48mila, altri 11mila in strutture più economiche (leggi 1 e 2 stelle) compresi ostelli (che a Milano non sono molti) e bed and breakfast. Facendo due conti, dunque da maggio a fine ottobre la situazione potrebbe essere critica e la possibilità offerta da Airbnb nella città meneghina sempre più concreta.

D’altra parte, sempre restando ai numeri dichiarati dal noto portale, all’ombra della Madonnina Airbnb ha 5mila proprietari di casa per un totale di 6100 annunci (Milano è insieme a Roma e Firenze tra le città più presenti). Inoltre, il portale ha dalla sua che è in concorrenza con gli alberghi che in tanti casi riesce a soppiantare: ci sono zone di Milano dove gli hotel sono pochi e le case riescono a sopperire alla mancanza.

Esempi di annunci a Milano

Esempi di annunci a Milano

Va da sé dunque che per chi ha una casa di proprietà o in affitto, Airbnb può essere un’ottima opportunità sia di guadagno che per conoscere gente e anche  – perché no? – per far parte della nota community di viaggiatori e scambiarsi appunti e note di viaggio.