Guida all’Expo: i numeri, i temi e cosa non perdersi dell’Esposizione Universale

Ci siamo: i sei mesi dell’Expo sono arrivati. Dall’1 maggio fino al 31 ottobre, Milano sarà meta di turisti e cittadini che si recheranno a Rho per ammirare l’Esposizione Universale. Ma cosa c’è da vedere e soprattutto cosa non bisogna perdersi? E come arrivare? E ancora: quali sono i numeri dell’Expo?
Ecco per voi una breve guida.

I temi
Come sappiamo, il tema è quello dell’alimentazione o meglio come recita il claim “Nutrire il pianeta, energia per la vita” che sarà affrontato secondo 5 percorsi tematici:

  • storia dell’uomo, storie di cibo
  • abbondanza e privazione, il paradosso del contemporaneo
  • il futuro del cibo
  • cibo sostenibile= mondo equo
  • il gusto è conoscenza

I numeri
Prima di entrare – virtualmente – dentro i padiglioni, ecco qualche numero.
L’Esposizione universale avrà la durata di 184 giorni, 150 sono i ristoranti, chioschi e bar dove sarà possibile gustare il cibo che proviene da tutto il mondo, con una previsione di 5887 pasti che saranno consumati durante il giorno. 12mila gli alberi piantati all’interno dell’area Expo che è di 110 ettari, 7mila i volontari al lavoro e 400mila le telecamere dedicate alla sicurezza per 20 milioni (e oltre) di visitatori attesi. I padiglioni sono 80, i Paesi partecipanti 145 e per vedere quali sono, basta un click qui.

Cosa non perdersi
Intanto lo spettacolare Albero della Vita. Se siete passati da Rho prima dell’apertura, sicuramente l’avrete già notato. Si trova al centro della Lake Arena, l’area esterna di Padiglione Italia che, come dice la parola stessa, è una piazza-lago circondata di verde. Dal suo tronco sbocceranno fiori di giorno e la sera luci, suoni, effetti speciali, giochi pirotecnici per dare al pubblico circa 1200 spettacoli, uno ogni ora fino al 31 ottobre.

Un rendering dell'Albero della Vita

Un rendering dell’Albero della Vita

L’albero è fatto di acciaio e legno di larice, è alto 38 metri ed è stato realizzato da un consorzio di 19 aziende (Orgoglio Brescia). Il Padiglione Italia, costruito come un quartiere con borghi e piazzette, si estende per 325 metri e dovrebbe restare fino a dopo l’Expo.

Vi segnaliamo poi quello della Francia che si ispira alle Halles, ossia i tipici mercati francesi coperti con l’arco interno realizzato con 1600 bottiglie di vino. Per il padiglione dell’Olanda ci sarà una grande ruota panoramica mentre, uscendo dall’Europa, interessanti sicuramente il padiglione dell’Angola caratterizzato da un grande baobab e quello dell’Azerbaigian: siate o meno ingegneri, vi stupiranno le 3 sfere trasparenti e soprattutto sospese in aria. E ancora: gli Emirati Arabi con il padiglione formato da una duna di sabbia (opera dell’architetto Norman Forster) e la Cina che ha affidato a Daniel Libeskind la progettazione di un rivestimento a scaglie che ricorda un serpente per quello che è il secondo padiglione più grande dopo la Germania.

Mappa dell'area Expo

Mappa dell’area Expo

All’Expo ci sono poi 9 cluster ossia padiglioni collettivi che accomunati da un tema. Sei riguardano alimenti come cacao, riso, grano, frutta, spezie, caffè e tre la caratteristica geografica che accomuna i Paesi che ne fanno parte: mare e isole, Biomediterraneo e zone aride.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ci soffermiamo su un’ultima cosa: l’Open theatre con il Cirque du soleil che porta in scena lo spettacolo “Alla vita!” con acrobati, mimi e giocolieri (nel cast 23 italiani) e che prenderà il via dal 13 maggio fino al 30 agosto. Se interessati ad assistere, sappiate che il biglietto ha un costo a parte, da 25 euro in su. Info su tickets.expo2015.org.

Quanto costa il biglietto e come arrivare
27 euro il biglietto con entrata in un giorno stabilito, 32 quello open e 5 euro il serale con la possibilità di entrare dalle 19 alle 23. Per tutte le informazioni connesse alla tipologia di biglietti (aperta e non, persone con disabilità, famiglie con bambini ecc) vi rimandiamo a questo link.
Per arrivare all’Expo, chi vive a Milano può prendere la metro fino a Rho Fiera, costo del biglietto 2.50 euro, che, come sappiamo, è prolungata fino alla notte come tutti i mezzi ATM  fino a fine ottobre. Sono previste navette dirette dagli aeroporti.

Guadagnare con Expo
Lo abbiamo già detto in altri post: l’Expo è un’ottima occasione per arrotondare e, perché no, fare conoscenze. Se avete una casa grande o la possibilità di alloggiare altrove, potete “affittare” una stanza o tutto l’appartamento con Airbnb. Se invece volete stare a casa vostra ma amate cucinare e avere gente, potete dar vita a un home restaurant.

Che altro dire? Buona Expo!

Annunci

Milano e il liberty: a spasso per la zona 3 tra i Palazzi del primo Novecento.

Milano: un vero e proprio museo a cielo aperto. No, non ci stiamo confondendo con Roma o Firenze che, com’è noto, nascondono ad ogni angolo bellezze e meraviglie da lasciare a bocca aperta chiunque si trovi a passeggiare per le loro strade. Stiamo parlando proprio della nostra città, di quella Milano che ha tanto da offrire a turisti, visitatori anche senza andare a un evento o visitare una mostra. Un vero e proprio museo al quale si accede senza pagare nessun biglietto o fare alcuna coda.

Dove si trova? In quella zona che è circoscritta tra la fermata della metro Rossa di Palestro e corso Buenos Aires denominata la Milano in stile Liberty.

Lo Stile Liberty, o Art Nouveu o stile floreale, è un movimento artistico- filosofico che si è sviluppato a cavallo tra il XIX e il XX secolo e ha influenzato in particolar modo l’architettura, ma non solo. E che a Milano, oltre alla zona di Porta Venezia, riguarda anche il Quartiere Magenta e Isola e la Stazione Centrale

Il nostro giro nel mondo del Liberty a cavallo tra zona 1 e zona 3 non può che iniziare… dall’inizio ossia da Corso di Porta Venezia 47-49. Probabilmente, quando uscite dalla metro Palestro non ci fate molto caso, ma se vi soffermate al civico che vi abbiamo indicato potete vedere il primo edificio liberty della nostra città: Palazzo Castiglioni, costruito dall’imprenditore Ermenegildo Castiglioni, agli inizi del ‘900. Il Palazzo, come tanti altri milanesi, nasce dal lavoro dell’architetto Giuseppe Sommaruga e nasconde una curiosità: in origine c’erano due statue di donne seminude proprio accanto all’ingresso. Giudicate, però, così scabrose che nel 1914 vennero rimosse (e ora si trovano a Villa Romeo). Prendetevi comunque 5 minuti per ammirare i rami e le foglie di bronzo della facciate, in pieno stile Liberty, ne vale davvero la pena.

Restando in zona, via Cappuccini vi darà molto da vedere, a partire dalla Casa Berri-Meregalli in via Cappuccini 8, in pieno stile Liberty, con decorazioni che vi lasceranno di stucco.

Facciata di Casa Berri-Meregalli a Milano

Facciata di Casa Berri-Meregalli a Milano

E già che ci siete approfittatene, sempre in via Cappuccini 3 per vedere Villa Invernizzi ma soprattutto il suo giardino dove, se vi addentrate con lo sguardo, potrete osservare i magnifici fenicotteri rosa di cui abbiamo parlato qui. Il bello di questa zona è che comunque l’occhio spazia da un posto all’altro e se vi capiterà di vedere qualche portone che si apre per fare entrare una macchina, curiosate pure con lo sguardo: c’è tanto da scoprire o quantomeno intuire dell’interno dei palazzi. Se invece preferite soffermarmi sul “mondo esterno”, vi consigliamo le due case di via Mozart 21e via Barozzi 7.

Restando ancora da queste parti, sapevate che a Milano le case hanno orecchi anzi… orecchio? In via Serbelloni 10, c’è l’orecchio di marmo di Casa Sola-Busca, un tempo, neanche a dirlo, usato come citofono.

casa sola busca

Il particolare dell’orecchio di Casa Sola-Busca

Andando verso Porta Venezia, in via Malpighi 3 un’occhiata la merita Casa Galimberti, datata 1905 e coperta da ceramiche decorate con fiori e figure umane. Restate lì, anzi spostatevi di qualche numero civico attraversando la strada: al 12 c’è Casa Guazzoni, costruita un anno più tardi. A questo punto potete proseguire verso via Frisi dove, all’angolo con via Melzo c’è il Cinema Dumont (sede della Biblioteca Venezia di cui abbiamo parlato nel nostro post dedicato alle biblioteche) mentre merita una visita Casa Campanini in via Bellini 11 che, insieme a Palazzo Castiglioni rappresenta uno dei migliori esempi del liberty con le sue cariatidi di cemento e i motivi floreali.

Se non siete ancora stanchi potete andare dall’altro lato di corso Buenos Aires, direzione Caiazzo e con più precisione in via Pergolesi 16, dove c’è la meno nota ma non per questo meno interessante Casa Ciapessoni, che risale al 1910 ed è opera dell’architetto Speranza.
Sicuri che a Milano ci sia poco da vedere?

 

 

Le biblioteche rionali: non solo libri in prestito, ma anche altri servizi. Focus su Biblioteca Venezia e Valvassori Peroni, in zona 3.

Quando vi parlano delle biblioteche, vi vengono in mente luoghi angusti, con tavoli pieni di gente che studia in silenzio e si indispettisce non appena sente un rumore? Forse questo valeva qualche anno fa, adesso le biblioteche si sono evolute. E questo grazie al Web, ma non solo. Lo stesso vale per le 24 biblioteche rionali distribuite nelle nove zone di Milano che offrono tanti servizi innovativi.

libri
Oltre alla consultazione di libri e giornali sul posto, è possibile, infatti, leggere quotidiani online, scaricare audiolibri, partecipare a corsi di lingue gratis, incontri di lettura, seminari, visite guidate, laboratori, eventi (in occasione di Halloween, Carnevale e non solo), concorsi di lettura, mostre bibliografiche e tanto altro ancora.

Ma procediamo per ordine. Per tutte le biblioteche rionali è attivo il servizio medialibrary online che consente agli iscritti alla biblioteca di accedere a una selezione di contenuti in modo totalmente gratuito: edizioni di quotidiani italiani e stranieri, scaricare e-book, vedere video in streaming e altro ancora. Per attivarlo, vi basta appunto essere iscritti al circuito delle biblioteche e chiedere poi di completare la vostra iscrizione nella vostra biblioteca di riferimento.

Tutte le biblioteche sono poi dotate di Internet Wi-fi a disposizione di tutti gli utenti in modalità totalmente gratuita, anche se con limiti di tempo.

Un altro servizio che contrassegna tutte le biblioteche rionali è “Scelti per te”, un bollettino mensile (che arriva via mail su richiesta dei lettori) con una selezioni di libri e file multimediali, consigliati dalla biblioteca. Per chi vuole leggere, ma non è sempre aggiornato sulle ultime novità.

Ogni biblioteca ha poi le sue peculiarità: in zona 3, ad esempio la biblioteca Valvassori Peroni (a due passi dalla metro Lambrate e non lontana da Città Studi), aperta nel 2009, si caratterizza per essere la più grande del circuito: 2500 metri quadrati articolati su più livelli. Per chi è appassionato di cultura africana, nella biblioteca si trova il Fondo “Sezione Africana Amadou Hampate- Ba”, 500 volumi in inglese, francese e italiano offerti dal Centro Orientamento Studi Africani (fiabe per l’infanzia, libri di storia, antropologia) mentre per chi ama l’arte c’è la “Loggia delle Arti”, un piano intero dedicato a tutte le espressioni artistiche.

Un altro dei servizi offerto dalla Valvassori Peroni è la Sezione ipovedenti, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, mercoledì anche il pomeriggio dalle 14 alle 18. Grazie a questa sezione, gli ipovedenti hanno varie occasione di lettura alternativa (libri parlati, elettronici con grandi caratteri) e possono convertire testi dalla carta al formato elettronico e audio.

L'ex cinema Dumont, dove ha sede la biblioteca Venezia, foto di   Roberto Conte)

L’ex cinema Dumont, dove ha sede la biblioteca Venezia, foto di Roberto Conte)

Del 2001 è invece la biblioteca Venezia (in via Frisi, angolo via Melzo) che occupa lo spazio dell’atrio dell’ex Cinema Dumont, ideato dagli architetti Tettamanzi e Mainetti in stile liberty, utilizzato come cinmatografo a Milano fino al 1932. La biblioteca, oltre a offrire anch’essa vari servizi per ipovedenti, ha un’interessante raccolti di musiche provenienti da diverse parti del mondo.

Non solo servizi, ma anche tanti gli eventi che le biblioteche rionali organizzano. Come ad esempio quello che si tiene alla Valvassori Peroni il 27 febbraio, dalle 18 alle 20.30, dal titolo “Donne in cammino. Camminare per centinaia di chilomentri con lo zaino in spalla, verso una città che è stata meta di pellegrinaggio per secoli. Verso se stessi. Verso il mondo”. Cristina Mengin e Sara Zanni racconteranno la loro esperienza e gli itinerari che portano i pellegrini (e non solo) verso le due mete.
Questa solo un’anticipazione, per vedere tutti gli altri eventi del mese basta un click a questo link.
Biblioteche rionali: per appassionati di cultura a tutto tondo.

Milano? Una città da vivere con i bambini. Dal Museo di Storia Naturale al Muba, ecco cosa fare nel weekend.

Non sarà una città family friendly come Copenaghen e Amsterdam, con marciapiedi larghi e tanti servizi per le famiglie, ma anche la nostra Milano, a dispetto di quanto si creda, ha da offrire molto ai bambini e i loro genitori.

Se i vostri figli hanno già iniziato a camminare e vorreste portarli in posti diversi o magari siete amici di coppie con bambini e vorreste una volta tanto proporre qualcosa di adatto a tutti, continuate a leggere con noi questa selezione di attività dedicate ai bambini, già avviate o che prenderanno il via a breve.

Pensate che le lingue sia meglio impararle quando si è piccoli e più ricettivi? Ma, allo stesso tempo, avete solo i fine settimana da dedicare ai vostri figli? Segnatevi su agenda o smartphone “Play Group in Inglese”, una serie di laboratori a frequenza libera, che hanno preso il via l’1 febbraio e continueranno ogni domenica fino al 31 maggio, nella ludoteca Kikolle, in via Fratelli Bronzetti 18 (ingresso da via Archimede).

La lingua di Londra qui si impara grazie a un’insegnante rigorosamente british che coinvolge i bambini (età consigliata 3-6 anni) con musiche, colori e giochi divertenti. La prenotazione è obbligatoria, vari i costi: 22 euro per un singolo ingresso mentre 5 costano 105 euro, sconti per fratelli e sorelle. Kikolle offre poi per tutto il mese di febbraio tante attività anche di sabato come laboratori teatrali, scuole di cucina ecc… Per essere aggiornati, basta un click qui.

L'ingresso del Museo di Storia Naturale di Milano

L’ingresso del Museo di Storia Naturale di Milano

 

Low cost ma con un calendario di tutto rispetto sono le attività offerte da Associazione Didattica Museale al Museo di Storia Naturale in Corso Venezia 55. Oltre a “Food, la scienza dai semi al piatto”, mostra aperta fino al 28 giugno con visite guidate per bambini sabato e domenica (costo 8 euro), nel weekend le iniziative sono tantissime.

Nel mese di febbraio, solo per citarne qualcuna, si respira aria di passato remoto l’8 febbraio con Paleolab e i laboratori “Cerca il dinosauro”, dedicato a famiglie con bambini dai 3 ai 5 anni (costo 10 euro ) e “Jurassic park”  per famiglie con bimbi dai 6 anni in su (sempre 10 euro). Per continuare, poi, domenica 15 febbraio con le visite gioco “Acchiappa la pappa” per piccoli dai 3 ai 5 anni (5 euro) e “Buon appetito Mr. Darwin”, in occasione del compleanno del teorico dell’evoluzione della specie. Anche questo solo 5 euro.

Per tutti gli altri appuntamenti vi rimandiamo alla pagina dell’Associazione e vi ricordiamo che per partecipare dovete muovermi per tempo: la prenotazione è obbligatoria.

mubaLast but not the least, in via Besana il Muba, Museo dei bambini, che ha compiuto 1 anno il 23 gennaio scorso, offre sempre tante iniziative interessanti per le famiglie come la mostra-gioco “Energia” per bambini dai 6 ai 12 anni che, fino al 31 marzo, illustra come si crea l’energia elettrica e invita i bambini a partecipare in maniera attiva. Costo tra i 6 e gli 8 euro, info qui.

Avviare un’impresa a Milano tra fondi Comunali e acceleratori d’impresa.

Milano città della moda, del design, della comunicazione e… delle start-up. Vi sarà capitato spesso di parlare con gente che non vive all’ombra della Madonnina ma che quando si trova a dare una visione (seppur restrittiva) della città, dice le cose di cui sopra.

startup

Eppure, l’essere percepiti in questo modo non è uno svantaggio e un fondo di verità c’è: Milano, a chi vuole avviare un’attività, ha tanto da offrire in termini di contatti, sovvenzioni, acceleratori e incubatori di impresa oltre a tutto quello che ruota fuori e dentro la città ossia quel mix fatto di innovazione, voglia di fare, novità che arrivano spesso prima qui che nel resto d’Italia.

E se la cosa non vi convince a dirlo è lo stesso Comune di Milano che nel 2014, grazie al bando “Tra il Dire e il Fare” e a finanziamenti per 3 milioni di euro, ha favorito la crescita di 50 nuove imprese in periferia.

Infografica del Comune di Milano

Infografica del Comune di Milano

Di queste 50, ben 8 si trovano nel quartiere Lambrate Ortica (un quinto del totale) mentre 6 ne sono nate a Lorenteggio/Giambellino e Villapizzone/Cagnola. Ci sono poi i quartieri di Calvairate con 5, San Siro con 4 e Bovisa con 3. Gli altri quartieri si attestano su uno o due imprese create come potete vedere dall’infografica qui accanto.

E spesso dietro una start-up che nasce c’è dietro un acceleratore o incubatore d’impresa. Cosa sono? Strutture attrezzate per assistere e supportare le imprese che stanno nascendo (che insomma non si possono ancora definire tali) o quello nate da poco e i cui componenti sono alla ricerca di una sede conveniente sia per quanto riguarda l’affitto che soprattutto di un posto dove avere servizi di tutoraggio e consulenze. Tanti  quelli nel capoluogo lombardo.

Come ad esempio Polihub del Politecnico di Milano che fino a qualche anno fa si trovava in via Garofalo, zona Piola e poi è stato trasferito nel Campus Bovisa.

La sede di Working Capital a Milano (foto tratta dal sito)

La sede di Working Capital a Milano
(foto tratta dal sito)

Spostandoci verso il quartiere Lambrate. e con maggior precisione in via Rombon 52, troviamo Working Capital, l’acceleratore d’impresa di Telecom Italia che investe nelle start-up del settore digital e, che oltre a Milano, ha programmi di incubazione anche a Catania, Bologna e Roma. Programmi che hanno portato dal 20009 a supportare 180 startup nel corso delle varie edizioni. Working Capital organizza spesso nella sede milanese corsi gratuiti di aggiornamento che riguardano il mondo digital. Per saperne di più vi consigliamo di tenere d’occhio il sito.
Sempre restando in zona est, da segnalare in via Ampere è Avanzi che insieme a Make a Change ha creato l’incubatore Make a cube, specializzato, come si legge sul sito “in imprese ad alto valore sociale e ambientale”. Obiettivo? Affiancare, sostenere e (ri)lanciare imprese che basano il loro business sulla sostenibilità.

Fare volontariato a Milano: come scoprire qual è l’attività più adatta e vicino casa.

Un nuovo anno è iniziato e chiunque, anche se c’è chi fa fatica ad ammetterlo, ha stilato una lista di buoni propositi. E tra questi magari c’è quello di fare del bene, aiutare gli altri, insomma fare volontariato.

Per far sì che dalla carta si passi alla pratica, vediamo cosa propone la città di Milano, oltre alle banche del tempo (di cui abbiamo parlato qui), a chi vuole impiegare parte del suo tempo libero in “buone azioni” e magari conoscere meglio la realtà sociale del posto in cui vive.

Indicazioni precise si trovano già sul sito del Comune che ha un servizio apposito, il Servizio Volontariato del Comune, che collabora con la ROV, Rete Orientamento al Volontariato, coordinata da Ciessevi, Centro Servizi per il Volontariato nella Provincia di Milano, per promuovere appunto occasioni in cui milanesi e non, possono dare il proprio contributo.

La collaborazione tra Comune e Ciessevi, insieme ad altri partner, ha portato alla creazione della piattaforma www.volontariperungiorno.it, di cui forse avrete visto le locandine nelle metropolitane.

La mano, simbolo del Festival del volontariato Give, che si tiene ogni anno a Milano.

La mano, simbolo del Festival del volontariato Give, che si tiene ogni anno a Milano.

Per trovare l’attività più “adatta”, basta collegarsi sul sito, andare sulla sezione “ricerca attività”, indicare città, ambito di occupazione e ruolo di competenza.

Qualche esempio? Siete grafici amanti dell’arte? L’Associazione Algo mas, con sede in via Ampére – che ha creato insieme ad altre associazioni il Festival del volontariato Give – cerca persone con queste competenze e passione per cinema, musica e fotografia per il progetto “Libera la cultura” per creare corsi gratuiti o low cost, con lo scopo appunto di rendere la cultura accessibile a tutti. Inoltre, cerca volontari per attività di doposcuola per prevenire l’abbandono scolastico e, ancora, volenterosi che possano insegnare agli anziani a usare Internet, scrivere su un tablet, navigare tramite smartphone.

Vi piacerebbe fare qualcosa di “più impegnato”? Con la Fondazione Isacchi Samaja Onlus di via Nino Bixio, “si va alla ricerca” per strada di persone fortemente emarginate a cui distribuire coperte, cibo, bevande.

Altro sito interessante per scoprire i progetti cittadini destinati a chi ha più bisogno è www.milanoaltruista.org, che permette di fare una ricerca dell’attività inserendo il proprio indirizzo. Se ad esempio vivete in zona Piola o Lambrate, potreste venire in contatto con l’Associazione Effatà-Apriti! Onlus che cerca volontari per l’accoglienza di poveri senza fissa dimora.

A questo link, poi, trovate tutte le associazioni milanesi che organizzano attività di tempo libero per disabili mentre sul sito dell’Associazione Volontari Ospedalieri, potete scoprire come dare il vostro contributo nelle strutture sanitarie milanesi.

Tutto questo per mantenere i propri buoni propositi, fare qualcosa di bello per la città e gli abitanti e scoprire anche cosa succede nel proprio quartiere.

Regali di Natale a Milano? L’artigianato offre le idee più interessanti, tra creazioni originali e materiali di recupero.

Le feste sono sempre più vicine e il pensiero fisso è, possibilmente tra un impegno e l’altro, di trovare il tempo per fare i regali a parenti e amici.
E se quest’anno per i vostri doni, sceglieste prodotti artigianali? Potreste regalare cose uniche, preziose e dare una mano anche a chi fa della creatività un mestiere e valorizza il lavoro manuale in ogni sua forma.

Milano è sicuramente conosciuta per l’alta moda, per il design e l’arredamento, poco per il suo “cuore artigiano”. Eppure sono tante le botteghe meneghine in cui si possono trovare oggetti insoliti, creati seguendo l’estro del momento, per questo irripetibili, e dove potrete scoprire dei veri e propri “mondi”. Molti nella parte est di Milano.

La vetrina di Amor Cucito, davanti alla quale si fa bookcrossing

La vetrina di Amor Cucito, con il bookcrossing, foto tratta dalla pagina Facebook

Uno di questi è Amor Cucito, gestito con passione da Maria Guccione. Per averne una prova “virtuale” vi basterà fare un giro sulla sua pagina Facebook, mentre se trovare il tempo di curiosare dal vivo basta arrivare in via Sighele 2, a una manciata di passi dalla più centrale via Argonne.
Vi ritroverete in un mondo di abiti fatti a mano, sempre nuovi e originali realizzati con passione dalla proprietaria, ma non solo: nella “bottega” di Maria Guccione oltre a provare e acquistare vestiti, cappelli, guanti ecc… potete partecipare a corsi di cucito per principianti, vedere mostre fotografiche e scambiare libri.

E non dovete fare molta strada per scoprire un’altra bottega artigiana con abiti, gioielli, borse e tanto altro, tutto rigorosamente a mano. La bottega Irina Malaspina… e le sue amiche si trova accanto ad Amor Cucito e con questa condivide sicuramente la passione per l’artigianato.

Tra le creazioni che potete trovare, molte nascono utilizzando la tecnica del macramè, un insieme di nodi che si ottiene intrecciando tanti fili. Il termine macramè, deriva dall’arabo mahramatun (fazzoletto) o da migramah (frangia per guarnizione).

La bottega Irina Malaspina

La bottega Irina Malaspina foto tratta dalla pagina Facebook

Lasciando la zona Argonne e spostandoci verso Corso Venezia, vi segnaliamo Cose per caso, il laboratorio artistico (così lo definisce) di Daniela Bestetti, in via Tadino 6. Un laboratorio nel vero e proprio senso della parola: Daniela non solo ripara, restaura, reinventa, rivalorizza, insomma dà nuova vita a oggetti vecchi, ma ne crea anche di suoi come porta-documenti, lampade, armadietti, tavolini.

Se volete invece fare un regalo a dei vostri amici che hanno di recente acquistato casa o invece pensare una volta tanto a voi stessi, segnatevi questo indirizzo: via Meina 7, non molto lontana dalla fermata dalla metro Gioia, dove si trova CromARTica. Qui Elio Misuriello recupera vecchi mobili e li trasforma in oggetti unici: sedie a dondolo, tavoli, scrivanie e tanto altro ancora che potete vedere sul sito.

Last but not the least, il nostro giro nell’artigianato milanese si conclude in via Premuda 1, dove troviamo Artigianoteca. Qui si producono, ma soprattutto riparano, oggetti in pelle come scarpe, giubbotti, borse ecc…Avreste mai pensato che quelle belle scarpe a punta che non usate da anni potessero essere arrotondate e diventare nuovamente di moda? O ancora che quegli stivali che vi calzavano a pennello e che ora vi stanno stretti, potessero non solo allargate ma addirittura allungati? Questo e tanto altro da Artigianoteca che potete seguire anche su Facebook.

Perché Milano non è solo la città della moda, del design e dell’arredamento, ma anche dell’artigianato.

(per alcune delle botteghe menzionate in questo post, ringraziamo l’associazione Giacimenti Urbani e la sua mappa).

 

Airbnb: come funziona e quali opportunità offre a Milano – parte seconda.

Nel post precedente abbiamo parlato di Airbnb, delle esperienze di chi l’ha provato e di come possa essere un’ottima occasione per chi ha un’abitazione a Milano per arrotondare e anche fare conoscenze.

Ma come si diventa host (ossia chi dà l’alloggio?) e a quali regole e norme bisogna prestare attenzione prima di imbattersi in questa avventura? Insomma, come funziona?Sostanzialmente per iniziare bisogna registrare il proprio account e come dice il sito stesso “metterci la faccia”.

Quella di Airbnb è soprattutto una community di viaggiatori si chiede all’host di compilare un profilo, con una o più foto e costruire la sua reputazione online. Questo perché chi sceglie l’host deve avere più informazioni possibili.

Le indicazioni per gli host

Le indicazioni per gli host

 

Il passo successivo è “aggiungi il tuo spazio”, ossia mettere una descrizione accurata dell’ambiente e dei servizi offerti, indicando espressamente se si chiede un deposito cauzionale, se sono incluse le spese di pulizie e così pubblicare l’annuncio.

Prima di pubblicare, però, bisogna impostare la disponibilità della casa nel calendario (da aggiornare di continuo!) e il metodo di pagamento. Tutto questo, ovviamente, corredato da belle foto della casa che facciano venire voglia di sceglierla e di… viverla.

Non sapete fare foto “decenti”? Poco male: Airbnb organizza anche il servizio fotografico gratuito.

Fatto questo, bisognerà gestire le varie richieste di prenotazione, notificate via mail o sms.

Dal tasso di risposta e dai rifiuti dipende anche il posizionamento della casa nel motore di ricerca. Affittato l’appartamento la prima volta, si potranno richiedere recensioni agli ospiti, recensioni che ovviamente aumenteranno la vostra reputazione all’interno della piattaforma

Sulla voce a quanto affittare Air bnb non interviene: sta all’host decidere qual è il prezzo giornaliero.

Come si ricevono i soldi? In questa pagina ci sono le risposte a tutte le domande, intanto vi anticipiamo che la piattaforma trattiene il 3% per i costi di servizio, inoltre applica una percentuale all’ospite che va dal 6 al 12%.

Il pagamento viene fatto all’host 24 ore dopo il check in dell’ospite, questo perché chi sceglie l’abitazione deve avere il tempo di verificare se l’appartamento è come descritto nell’annuncio.

 

State per mollare il colpo perché no, voi mica ce l’avete una casa, ma siete in affitto? Airbnb non vieta a chi ha un contratto di locazione di “subaffittare” però si sta tutelando, viste le ultime vicende (a New York un host è stato multato perché le leggi dello Stato vietano di subaffittare per un periodo inferiore ai 29 giorni).

Airbnb dichiara di star lavorando con le amministrazioni locali per capire le varie legislazioni in merito, c’è da dire che accettare i termini di servizio vuol dire dichiarare, dal canto vostro, che avete fatto tutte le verifiche del caso (normative vigenti), compreso anche l’eventuale pagamento della tassa di soggiorno.

Quanto al subaffitto, le regole in Italia parlano chiaro: deve essere sempre contrattualizzato (con regolare registrazione), diversamente è vietato, e comunque tale possibilità, eventualmente, deve essere indicata nel vostro contratto di affitto.

Attenzione: per la legge italiana non è possibile subaffittare totalmente ma solo parzialmente e qualsiasi scelta in merito va comunicata al proprietario (art. 2, l.392/78).

Certo è che prima o poi anche la legge dovrà tenere conto della sharing economy

Le Banche del Tempo a Milano (seconda parte)

Nel post precedente abbiamo parlato di cosa sono le banche del tempo, di come si fa prendere in prestito delle ore e come allo stesso tempo si rendano (ricordate il conto-corrente tempo e gli assegni?). Adesso è arrivato il momento di addentrarci nel territorio milanese e vedere cosa ha da offrire la città di Milano.

Intanto c’è da dire che le attività delle Banche del Tempo meneghine sono le più diverse: si va dai corsi di danza popolare all’accompagnare i bambini a scuola, al fare dei lavoretti di manutenzione o di giardinaggio.

Per non parlare poi di chi offre passaggi in auto o addirittura di realizzare un business plan! C’è anche poi chi vuole  “prestare” del tempo per accompagnare la gente a una mostra, al cinema, a teatro. Si tratta sempre e comunque di attività che non sono un lavoro né altamente qualificate, ma appunto di semplice scambio.

Di Banche del Tempo sparse per la città ce ne sono 9, o meglio 9 sono quelle che fanno capo al Coordinamento Banche del Tempo di Milano. Partendo da Città Studi, o per essere più precisi da Piazza Giolitti 6, troviamo la BdT Passa-Tempo. Aperta il secondo giovedì di ogni mese dalle 18.30 alle 20, questa “banca” dà la possibilità di tanti scambi, ma la sua anima è prettamente culturale (reading letterari e incontri jazz solo per citare alcune delle attività portate avanti).

Reading letterarioSempre restando in zona, ma andando più verso il centro, in via Costa c’è un’altra Banca del Tempo chiamata per l’appunto di via Costa. Per saperne di più sia sugli orari che sulle sue attività potete una mail a bdtviacosta@virgilio.it.

Continuando il nostro giro per Milano alla ricerca della moneta più preziosa che ci sia (il tempo) e spostandoci ancora di una manciata di chilometri, in zona Turro c’è la BdT Comin che è una “banca” un po’ speciale, rientra infatti in un progetto più ampio di conciliazione famiglia-lavoro. Ci trovate al suo interno, oltre le attività solite anche un GAS  (Gruppo di Acquisto Solidale) e soprattutto periodicamente viene organizzato un corso di baby-sitting.

In centro, esattamente in via Marsala, si trova la BdT Milano Centro Storico che ha anche un’altra sede in via Laghetto. Tra le numerose attività, soprattutto in partenza, ci sono i corsi di biodanza. Per saperne di più basta un click sul loro sito.

Anche Milano Sud ha delle Banche del Tempo: la BdT Milano-Sud e la 4 Corti che invece si trova vicina alla metro Abbiategrasso. Quanto alla prima, le sedi in realtà sono due: una nella splendida zona di Chiaravalle che si trova all’interno dell’Arci Pessina e l’altra in via Monpiani  a Corvetto. Lo stretto connubio con l’Arci fa sì, per la prima sede, che molte attività siano condivise con il circolo dedicato al tempo libero.

Nella sede della 4 Corti, invece, c’è un grande spazio-laboratorio per bambini, si fanno molte attività di scambio vestiti e un’area con pc a disposizione di chi entra a far parte dell’associazione.

Concludendo il nostro tour nella zona ovest di Milano, troviamo la BdT OraxOra (zona Baggio), Arcobaleno a pochi passi dalla metro Uruguay e Arcobaleno, in zona Quinto Romano,

Un anno fa, poi, è nata anche la Banca del Tempo della Cascina Cuccagna che ogni quarta domenica del mese organizza il baratto di oggetti.

Cascina Cuccagna

Banca del Tempo Cascina Cuccagna

Aprire una Banca del Tempo, d’altra parte, non è impossibile, se volete farlo basta che abbiate un luogo fisico dove riunirvi e che a sposare il vostro progetto ci siano, oltre a voi, almeno 4 persone. Per approfondire vi consigliamo di guardare qui e, cosa che ripaga sempre, di andare direttamente sul posto e respirare dal vivo quella voglia di solidarietà e di scambio che contraddistingue questo particolare e piacevole istituto di credito.

Cos’è un cohousing e perché si sta diffondendo sempre più? Intervista ad Alice Barrese, videogiornalista.

Cohousing: solo una moda o un nuovo modo di abitare e coabitare in città e non solo? Stando a quanto dice Greenews, si tratta comunque di un fenomeno in crescita: in tutta Italia i progetti di cohousing avviati sono 20, di cui 3 nella nostra Milano. Inoltre, qualche mese fa si è tenuta per la prima volta Experimentdays, la fiera dell’abitare collaborativo. Per capirne di più ne parliamo con Alice Barrese, videogiornalista, che di recente se ne è occupata per lavoro, ma non solo…

SEI ACASA MILANO:

Alice, nella web serie Sogni Possibili di Donna Moderna avete dedicato ampio spazio a un cohousing nato a Torino, con 8 famiglie che si sono riunite per avviare un progetto di coabitazione comune. Puoi dirci cosa si intende per cohousing e quali sono le sue caratteristiche?

ALICE BARRESE:

“Per Cohousing si intende co-abitare, ossia vivere nello stesso condominio, nel proprio appartamento, ma condividendo alcuni spazi. Rubo le parole alle persone che hanno costituito il Cohousing di Torino e che utilizzano per definirlo:“Uno sforzo per realizzare un luogo dove un gruppo di persone possa godere sia della privacy dei propri appartamenti, che di aree usate assieme. Un modello di vita sociale che tende a favorire l’aumento delle opportunità relazionali”.

SEIACASAMILANO:

In cosa si differenzia dal comprare casa con, ad esempio, una cooperativa?

ALICE BARRESE:

“Mettersi assieme per acquistare un cosiddetto “terra/cielo” vuol dire costituire una piccola “società” (che si chiama cooperativa), utilizzando fondi propri, di terzi, o chiedendo un mutuo ad una banca. Dopo il restauro, con un atto notarile, avviene la divisione in appartamenti (ognuno mette la cifra necessaria per il proprio appartamento) e le aree comuni vengono acquistate assieme. In cosa consistono le aree comuni? Generalmente si mantiene una stanza come ritrovo, o un mini appartamento da mettere a reddito con la formula del b&b, i cui ricavati possono servire per le spese condominiali. Oppure si riserva una stanza da usare come studio professionale, o biblioteca condominiale con una zona per i compiti dei bambini. La formula più usata è quella della cantina con lavatrici e asciugatrici comuni, ma le opzioni sono tante, a seconda delle scelte del gruppo”.

SEIACASAMILANO
Come si viene a conoscenza di un cohousing?

ALICE BARRESE:
Rete Italiana Cohousing raggruppa tutte le esperienze italiane. È utile vedere l’esperienza di chi ci è già passato come il già citato Cohousing Zero di Torino. Si fanno strada anche altre forme di abitare, raccontate a Milano durante l’incontro “Housinglab, la casa nell’era dell’economia collaborativa”. Sono stati fatti alcuni esperimenti, come la coabitazione in condomini tra anziani e studenti a prezzi calmierati. Dell’abitare collaborativo si occupano, e ne parlano, fra gli altri Fondazione Housing Sociale, Abitare sociale, Housing Lab“.

Un momento della progettazione partecipata per il Cohousing Bovisa

Un momento della progettazione partecipata per il Cohousing Bovisa

SEIACASAMILANO:

Quali sono i primi passi da compiere per chi va a vivere in cohousing?

ALICE BARRESE:
“Lo abbiamo chiesto agli abitanti del Cohousing Zero di Torino intervistati per la serie web Sogni Possibili. Questi i loro suggerimenti:
1. Non pensare di poter far tutto da soli. Cercare un’associazione che si occupa di cohousing nel proprio territorio. Unire le forze è fondamentale; non è necessario essere per forza tutti amici, ma è importante avere obiettivi comuni.
2. Abbandonare l’idea della casa dei sogni. Il segreto è parlarsi apertamente, decidere subito cosa è essenziale e cosa superfluo.
3. Ragionare come gruppo, anche quando si chiedono i soldi in banca. Formare una rete: chiedere ai propri parenti di fare da garanti. Parlare di soldi è una cosa che bisogna fare subito. Utilizzare la logica dei GAS, gruppi di acquisto solidale, uniti si risparmia! Fare la “spesa” assieme, dal momento del restauro in poi: acquistare dallo stesso fornitore i materiali per il restauro, fare la spesa con i GAS, gruppi di acquisto solidale, rifornendosi da piccoli produttori locali, stipulare un contratto unico per le forniture elettriche, del gas, ecc
4. Prender tempo per conoscersi e arrivare a decisioni condivise per evitare futuri litigi. Sarebbe meglio arrivare ad una decisione finale non a maggioranza, ma una volta che si è tutti d’accordo.

SEIACASAMILANO:

E i media che spazio stanno dando a questa modalità di coabitazione e come viene vista?

ALICE BARRESE:
“Se ne parla molto, ma non esistono delle vere politiche di agevolazione per chi vuole comprare un condominio per fare questo tipo di esperienza. I paesi del Nord Europa sono più all’avanguardia. Nelle grandi città italiane e soprattutto a Milano, i grossi immobili sono di proprietà di famiglie e non vengono ceduti”.

Rendering del progetto Chiaravalle, interno di un appartamento al primo piano  (foto tratta da  pagina Facebook)

Rendering del progetto Chiaravalle, interno di un appartamento al primo piano
foto tratta da pagina Facebook Cohousing

SEIACASAMILANO:
A proposito di Milano: conosci progetti di cohousing avviati o in corso di avviamento?

ALICE BARRESE:
“Conosco il progetto Cohousing Bovisa, già realizzato, e ho sentito parlare di altri due in fase di progettazione, uno a Chiaravalle ed uno a Melchiorre Gioia” .

SEIACASAMILANO:
Domanda personale: vivresti in un cohousing? Perché sì o perché no?

ALICE BARRESE:

“Certo! Io sono alla ricerca di uno stabile per fare Cohousing a avrei molte idee sui progetti da realizzare….!!