Fare volontariato a Milano: come scoprire qual è l’attività più adatta e vicino casa.

Un nuovo anno è iniziato e chiunque, anche se c’è chi fa fatica ad ammetterlo, ha stilato una lista di buoni propositi. E tra questi magari c’è quello di fare del bene, aiutare gli altri, insomma fare volontariato.

Per far sì che dalla carta si passi alla pratica, vediamo cosa propone la città di Milano, oltre alle banche del tempo (di cui abbiamo parlato qui), a chi vuole impiegare parte del suo tempo libero in “buone azioni” e magari conoscere meglio la realtà sociale del posto in cui vive.

Indicazioni precise si trovano già sul sito del Comune che ha un servizio apposito, il Servizio Volontariato del Comune, che collabora con la ROV, Rete Orientamento al Volontariato, coordinata da Ciessevi, Centro Servizi per il Volontariato nella Provincia di Milano, per promuovere appunto occasioni in cui milanesi e non, possono dare il proprio contributo.

La collaborazione tra Comune e Ciessevi, insieme ad altri partner, ha portato alla creazione della piattaforma www.volontariperungiorno.it, di cui forse avrete visto le locandine nelle metropolitane.

La mano, simbolo del Festival del volontariato Give, che si tiene ogni anno a Milano.

La mano, simbolo del Festival del volontariato Give, che si tiene ogni anno a Milano.

Per trovare l’attività più “adatta”, basta collegarsi sul sito, andare sulla sezione “ricerca attività”, indicare città, ambito di occupazione e ruolo di competenza.

Qualche esempio? Siete grafici amanti dell’arte? L’Associazione Algo mas, con sede in via Ampére – che ha creato insieme ad altre associazioni il Festival del volontariato Give – cerca persone con queste competenze e passione per cinema, musica e fotografia per il progetto “Libera la cultura” per creare corsi gratuiti o low cost, con lo scopo appunto di rendere la cultura accessibile a tutti. Inoltre, cerca volontari per attività di doposcuola per prevenire l’abbandono scolastico e, ancora, volenterosi che possano insegnare agli anziani a usare Internet, scrivere su un tablet, navigare tramite smartphone.

Vi piacerebbe fare qualcosa di “più impegnato”? Con la Fondazione Isacchi Samaja Onlus di via Nino Bixio, “si va alla ricerca” per strada di persone fortemente emarginate a cui distribuire coperte, cibo, bevande.

Altro sito interessante per scoprire i progetti cittadini destinati a chi ha più bisogno è www.milanoaltruista.org, che permette di fare una ricerca dell’attività inserendo il proprio indirizzo. Se ad esempio vivete in zona Piola o Lambrate, potreste venire in contatto con l’Associazione Effatà-Apriti! Onlus che cerca volontari per l’accoglienza di poveri senza fissa dimora.

A questo link, poi, trovate tutte le associazioni milanesi che organizzano attività di tempo libero per disabili mentre sul sito dell’Associazione Volontari Ospedalieri, potete scoprire come dare il vostro contributo nelle strutture sanitarie milanesi.

Tutto questo per mantenere i propri buoni propositi, fare qualcosa di bello per la città e gli abitanti e scoprire anche cosa succede nel proprio quartiere.

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Fare la spesa a Milano nei mercati rionali e agricoli.

Vi sarà capitato spesso – magari in uno di quei giorni in cui siete a casa dal lavoro o anche nei weekend – di imbattervi in signore anziane con buste piene di frutta e ortaggi ma senza il logo di un supermercato riconoscibile o, ancora, di sentire dire dai vicini di casa che loro aspettano il “giorno x” per comprare frutta e verdura di stagione con ottimo rapporto qualità/prezzo.

Già perché la città di Milano, piena com’è di supermercati e ipermercati con prodotti di ogni tipo e a qualsiasi prezzo, offre anche a chi ha nostalgia delle botteghe di una volta e vuole ritrovare quel rapporto diretto con il produttore, i cosiddetti mercati rionali coperti e non. Posti appunto in cui il tempo sembra essersi fermato e c’è chi lo “perde” con i clienti per raccontare qualcosa in più su quel determinato ortaggio, sulle sue proprietà nutritive e dare qualche suggerimento su come cucinarlo al meglio.
I mercati rionali coperti si trovano in tutte le zone di Milano e regalano quell’atmosfera che in passato probabilmente si respirava al grande mercato coperto di Piazza Vittoria, di cui dopo la demolizione, ormai resta solo la Palazzina Liberty.
Di mercati ce ne sono di due tipi: quelli “stabili”, aperti tutti i giorni dal lunedì al sabato (in generale dalle 7.30 alle 19.30 o fino alle 14 per chi fa solo apertura mattutina) e quelli “settimanali” ossia aperti uno o due giorni a settimana.

Particolare del mercato di via Benedetto Marcello (zona 3)

Particolare del mercato di via Benedetto Marcello (zona 3)

Iniziando con quelli “stabili”, probabilmente tutti conoscerete il mercato di Piazza Wagner di cui parliamo per primo non a caso: nato nel 1929 quando vendeva solo carne, pesce, latte e salumi, è aperto ogni giorno dalle 8 alle 19.30 (chiusura in pausa pranzo dalle 13 alle 15.30), eccezion fatta per il lunedì e la domenica. Al suo interno 19 botteghe, tra cui anche panetterie e pasticcerie, con la pescheria Pedol che si vanta di essere la prima nata a Milano.
Un’altra piazza e un altro mercato, quasi sempre aperto (alcuni negozi lo sono anche la domenica) è quello di piazza XXIV maggio che di recente è stato rimodernato con 21 spazi di vendita interna e 11 esterni e che comunque è ancora penalizzato dai lavori in corso di riqualificazione della Darsena in ottica Expo.
In una delle zone più cool di Milano, ossia il quartiere Isola, c’è il mercato di viale Zara (spostato di recente dal Comune), aperto dal 1948 e da sempre un punto di riferimento per la zona.
Quanto invece ai mercati rionali coperti, in zona 3 (Città Studi, Lambrate, Venezia) se ne trovano di diversi che con la loro “alternanza” riescono a “coprire” tutta la settimana: il lunedì sono aperti i mercati di via Kramer, Moretto da Brescia e Pisani Dossi, martedì è la volta del mercato di via Benedetto Marcello e via Eustachi, mercoledì di via Cima, giovedì invece spazio a quelli di via Ampere, Rombon e Orbetello, venerdì si compra in via Canaletto mentre sabato il mercato è nuovamente aperto in via Benedetto Marcello oltre che in Valvassori Peroni. Spostandosi in zona 2, il lunedì è aperto il mercato di viale Cambini, il mercoledì viale Monza, via Rancati, Vittorelli, Zuretti, venerdì in via Marco Aurelio e Stresa, sabato in via Arisostele.
Questi sono solo alcuni dei mercati rionali settimanali di Milano, per un elenco completo vi rimandiamo a questo ottimo motore di ricerca.
Una menzione a parte meritano poi i mercati agricoli a Milano dove si possono acquistare i prodotti direttamente da chi li ha coltivati. Tra questi segnaliamo: il mercato Campagna Amica- Fondazione Coldiretti, in via Ripamonti 35, aperto tutto l’anno, il mercoledì e il sabato dalle 9 alle 13 e l venerdì dalle 15 alle 18.30 e i Mercati della Terra di via Procaccini (presso la Fabbrica del Vapore) e Piazza Anita Garibaldi, aperti rispettivamente il 1° e il 3° sabato del mese, dalle 9 alle 14, e il 1°e 3° giovedì del mese dalle 8 alle 13. Per vedere dove si trovano tutti gli altri, basta un click qui.

Un particolare del mercato in via Ripamonti

Un particolare del mercato in via Ripamonti

Questi e altri spunti per riscoprire anche a Milano “i prodotti della buona terra” e avere un contatto diretto con chi li ha coltivati e sa consigliare non solo il modo migliore per cucinarli ma anche per conservarli. Informazione che, in una città in cui si va spesso di fretta, è sicuramente utile da sapere per non doversi ritrovare a fare la spesa sempre all’ultimo minuto.

Scambiarsi libri gratis e fare amicizie? A Milano si può grazie a Sbaracca e Baratta.

Forse vi sarà capitato mentre siete sul tram o sulla metro di vederli: quelli che in mezzo a tanta gente con lo sguardo fisso sul cellulare, sono invece assorti nella lettura e di tanto in tanto, con la faccia contenta di chi sta imparando cose nuove, si voltano per guardarsi intorno. Di gente che legge a Milano – in controtendenza pare con la media nazionale – e che va ad eventi che hanno come tema principale il libro ce n’è tanta (basta vedere il successo di BookCity), aiutata di certo dal fatto che sono tanti i posti in cui si fa bookcrossing e tante sono le biblioteche di quartiere.

Ma forse non sapete che da un anno a questa parte c’è anche tanta gente che baratta i libri. Sì, avete letto bene: non vestiti, scarpe, collane, giubbotti ma libri. E questo grazie a Sbaracca e baratta: una serie di appuntamenti in posti diversi di Milano in cui ci si trova per fare quattro chiacchiere e si scambiano libri, ma non solo: si torna a casa con un bagaglio di conoscenze in più.

Un particolare del baratto da Yatta a Milano

Un particolare del baratto da Yatta a Milano

Sbaracca e Baratta è un’idea di una ragazza di 35 anni, Claude Bartoli, insegnante, che non immaginava neanche avrebbe avuto questo effetto.

SEICASAMILANO:

Claude, come ha avuto inizio lo scambio di libri?

CLAUDE BARTOLI:

E’ nato tutto un anno fa: ho iniziato a barattare i libri che avevo nella libreria con dei miei amici che hanno chiamato a loro volta altri amici e così siamo diventati in tanti. Ci vedevamo sempre in spazi come parchi e piazze di Milano per creare momenti di aggregazione spontanea e gratuita. Arrivato il freddo, i proprietari di alcuni spazi si sono mostrati interessati al progetto e mi hanno proposto di farlo da loro. Quando c’è bel tempo, ci vediamo ancora al parco di Porta Venezia davanti al Planetario”.

baratto3SEICASAMILANO:

Quanti baratti ci sono stati fino a questo momento?

CLAUDE BARTOLI:

Finora una ventina, l’ultimo in ordine di tempo è stato il 30 ottobre a Macao, il 17 ottobre siamo stati da Yatta mentre l’11 novembre ci vediamo da Elicriso in via Vigevano e il 23 novembre alla Cascina Cuccagna. Per essere sempre aggiornati, basta un click sul blog e sul gruppo Facebook, che conta 759 membri. La gente si conosce, partecipa, e nei prossimi incontri, stiamo pensando di inserire anche dei reading. Qualche baratto ha riguardato anche lo scambio di vestiti, in ogni caso è previsto un aperitivo o la condivisione di un buffet o anche le cene sociali”.

SEIACASAMILANO:

E quante persone partecipano di solito?

CLAUDE BARTOLI:

Tra le 20 e le 40, mi sembra che la cosa sia accolta bene visto che c’è gente che torna e porta gli amici”.

SEIACASAMILANO:

Ultima domanda: come scegli i posti per il baratto dei libri, con quali criteri?

CLAUDE BARTOLI:

La scelta ricade spesso su posti che sono davvero sensibili ai temi del riciclo, del riutilizzo e della condivisione materiale e conviviale tra le persone. Chi viene non deve essere obbligato a consumare né tanto meno pagare un’entrata”.

baratto 4

Milano e le Social Street – Intervista a Francesca Vigliani della Social Street di via Sismondi.

Come sapete, il fenomeno delle social street a Milano ci interessa molto. E così dopo Vicini di casaavere visto insieme la social street di via Maiocchi e quella di via Rubattino ci spostiamo in via Sismondi dove grazie a Francesca Vigliani è nata la Social Street di via Sismondi e dintorni.

Con Francesca cerchiamo di capire passo dopo passo cosa vuol dire creare una social street e soprattutto portarla avanti.

SEIACASAMILANO:

La prima domanda non può essere diversa: com’è nata l’idea?

FRANCESCA VIGLIANI: 

Francesca Vigliani, l'ideatrice della Social Street di via Sismondi

Francesca Vigliani, l’ideatrice della Social Street di via Sismondi

Ho conosciuto il progetto Social Street alla Social Media Week di Milano. Fin da subito l’iniziativa mi è sembrata interessante: mi incuriosiva molto il modo in cui le social street si stavano diffondendo in Italia, così mi sono iscritta alla social street più vicina a casa (che comunque non era proprio nella mia zona) per capire come funzionasse ma soprattutto come venisse gestito il gruppo.

Ci ho riflettuto un po’ prima di farlo e il 26 giugno scorso ho aperto il gruppo Social Street dei residenti di Via Sismondi e dintorni, ma appunto la scelta non è stata immediata.

SEIACASAMILANO:

Solo curiosità o ci sono stati altri motivi che ti hanno portato a lanciarti in questa avventura?

FRANCESCA VIGLIANI:

Ho sempre pensato che nel mio quartiere mancasse un luogo di aggregazione, un punto di riferimento per gli abitanti. Come rimediare? Per mesi ho riflettuto su questo progetto: lanciarlo o non lanciarlo? Il timore era di imbarcarmi in qualcosa di più grande di me. Allo stesso tempo la voglia e l’entusiasmo di fare qualcosa per me e gli abitanti del quartiere ha avuto la meglio.

È così che è nato il gruppo Residenti di via Sismondi e dintorni.

SEIACASAMILANO:

Come ti sei mossa in concreto? Hai fatto tutto da sola o hai avuto un aiuto?

FRANCESCA VIGLIANI:

La maggior parte dei miei amici non risiede in zona quindi ho preferito lanciare l’iniziativa da sola senza coinvolgere terzi. In più avevo voglia di fare una cosa “mia”, un progetto lanciato da sola ma con lo scopo di raggiungere le persone del quartiere, creare aggregazione e fare nuove amicizie.

Ho solo informato il mio ragazzo quando ho cominciato a pensarci, ma essendo del Sud non conosceva molto il fenomeno.

SEIACASAMILANO:

Come sono stati gli inizi? Hai avuto subito riscontri?

FRANCESCA VIGLIANI:

All’inizio l’adesione è stata timida, ma nel giro di poco tempo sia i volantini distribuiti per informare i vicini della cosa, ma soprattutto il passaparola hanno portato i loro frutti. Frutti che sono maturati il 6 agosto quando ci siamo trovati per la prima volta al Boom, locale all’interno dei giardini adiacenti al Wow – Museo del Fumetto.

Nonostante il periodo vacanziero, 14 persone hanno partecipato all’aperitivo insieme a un fotografo del Corriere della Sera: qualche giorno dopo infatti è uscito un articolo nella Cronaca di Milano in cui veniva menzionato proprio il mio gruppo! In seguito sono stata intervistata da Viver Sani e Belli e last but not least, ho avuto il mio “piccolo momento di gloria” anche su Quattro, la rivista di quartiere.

SEIACASAMILANO:

E dopo quel primo incontro cosa è successo?

FRANCESCA VIGLIANI:

L’idea è stata accolta in maniera molto positiva dai residenti della zona, anche se non tutti partecipano attivamente alla conversazione o agli eventi. Ma rimango molto fiduciosa e spero che il numero dei membri aumenti.

Dal lancio ad oggi non ho notato un grande cambiamento: ci siamo visti poche volte per vedere dei risultati effettivi. Pensavo che ci sarebbe stata maggiore partecipazione da parte degli iscritti, ma bisogna tenere a mente che non tutti sono sempre on line.

SEIACASAMILANO:

Chi fa parte del gruppo?

FRANCESCA VIGLIANI:

Ci sono persone tra i 35 e i 65 anni; (i membri sono 254, ndr), piace per lo più a giovani

Particolare della home page del gruppo Facebook Residenti in via Simondi e dintorni

Home page del gruppo Facebook Residenti in via Simondi e dintorni

famiglie e a single che vogliono conoscere nuove persone e condividere esperienze. L’idea di partecipazione è il fattore che attrae di più: Milano è una città difficile e, specialmente per chi non è nato in zona, è difficile crearsi un giro di amicizie e solidarietà.

C’è anche chi la utilizza per trovare lavoro. Nel nostro caso, è capitato che alcuni commercianti della zona abbiano pubblicato annunci o offerte speciali riservate ai membri del gruppo.

SEIACASAMILANO:

In questi mesi c’è qualcosa che ti ha colpito particolarmente?

FRANCESCA VIGLIANI:

Lo scambio spontaneo avvenuto in bacheca poco dopo il lancio del gruppo: una signora appassionata di giardinaggio ha condiviso la foto di un fiore in bacheca dicendo di avere numerosi semi disponibili da dare e ha ricevuto risposta subito dopo da parte di un’altra signora.

Da lì il passo è stato breve: si sono messe d’accordo in privato per scambiarsi i semi ed è nata una bella amicizia.

SEIACASAMILANO:

Come vedi le social street in futuro?

FRANCESCA VIGLIANI:

Le social street migliorano indubbiamente la qualità della vita, alcune hanno creto dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), orti, iniziative legate al sociale… Le possibilità sono molte! Quanto alle abitazioni, stanno nascendo veri e propri complessi in modalità co-housing, strutture dove è possibile usufruire di aree comuni e di servizi dedicati alle famiglie che vi abitano.

Indubbiamente è un valore aggiunto, anche se non per tutti: c’è chi ama la propria privacy e preferisce non essere “disturbato”.

Non escludo che complessi di questo genere, la cui richiesta sta aumentando, facciano crescere il valore delle case e del quartiere. Anche social street avrà lo stesso effetto? “Lo scopriremo solo vivendo”.

Il primo aperitivo organizzato il 6 agosto

Il primo aperitivo organizzato il 6 agosto